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Mastino Napoletano

Mastino NapoletanoIl Mastino napoletano è comunque il diretto discendente dell’antico Molosso romano. Mentre la razza andava estinguendosi in tutta Europa, in Campania l’allevamento continuava nonostante le insidie del tempo e delle guerre. Si può quindi af fermare che il Mastino napoletano vive in Campania da almeno duemila anni, anche se la sua prima apparizione ufficiale è del 1946 e il suo standard del 1949.

Nel corso della storia il Molosso napoletano è stato cane da guerra, combattente da circo, collaboratore della malavita e ausiliario.della polizia, cane da traino, da compagnia, da difesa personale. Oggi, se addestrato, può divenire un eccellente guardiano della casa e difensore della persona.

Il Mastino Napoletano rappresenta un vero “Monumento Vivente” nella moderna cinofilia. La sua ossatura potente, la sua mole impressionante e la sua testa, marcatamente segnata da profonde rughe, fanno subito capire quanta storia c’è nel suo passato. Con i suoi 75 centimetri di altezza al garrese ed i suoi 90 chili di peso, ha un aspetto molto fiero ed al tempo stesso di grande nobiltà.

Testa – Brachicefala – massiccia, cranio largo agli zigomi, corta. La lunghezza totale della testa raggiunge circa i 3 decimi dell’altezza del garrese, la lunghezza del muso deve raggiungere un terzo della lunghezza totale della testa.
In un cane di 70 cm. d’altezza al garrese, il cranio deve essere lungo 14 cm, e il muso 7 cm. La lunghezza totale della testa 21 cm.
La larghezza bizigomatica del cranio è superiore alla metà della lunghezza totale della testa ed è pressoché uguale alla sua lunghezza. L’indice cefalico totale ha un rapporto di circa 66. Le direzioni degli assi longitudinali superiori del cranio e dei muso sono fra loro parallele.
Pelle abbondante con rughe e pliche, di cui una tipica partente dall’angolo palpebrale esterno e discendente con convessità posteriore sino all’angolo labiale omologo.
Tartufo – Sulla stessa linea della canna nasale. Visto di profilo non deve sporgere sulla linea verticale anteriore delle labbra, ma la sua faccia anteriore si trova sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso. Il tartufo deve essere voluminoso, con narici ben aperte e grandi, umido e fresco. La pigmentazione è in rapporto con il manto; nera nei neri, scura negli altri manti, marrone nel manto mogano.
Canna nasale – Rettilinea.
Per la lunghezza e la sua direzione in rapporto con l’asse del cranio vedi: Testa.
La sua larghezza, misurata alla metà della sua lunghezza, deve raggiungere circa il. 20% della lunghezza totale della testa e circa il 50% della lunghezza della canna nasale.
Labbra e muso – Le labbra sono di tessuto spesso, abbondanti e pesanti.
Le labbra superiori, viste dl fronte, determinano al loro margine inferiore e precisamente alla loro congiunzione, una “V” rovesciata, sono abbondanti e perciò la faccia anteriore del muso è ben sviluppata in altezza ed è inoltre ben sviluppata in larghezza. Inoltre, dato il parallelismo delle facce laterali del muso, la faccia anteriore deve presentarsi piatta e si ha quindi la quadratura del muso.
Il profilo inferiore laterale del muso è dato dalle labbra ed il punto più basso è dato non dalle labbra, ma dalla commessura labiale. La commessura labiale è accentuata e la sua mucosa ben visibile, cioè, la mucosa dell’occhiello dato dalla piega del labbro superiore con l’inferiore dev’essere scoperta.
Il profilo antero-inferiore laterale del muso presenta un semicerchio a corda abbastanza chiusa.
La lunghezza del muso corrisponde alla lunghezza della canna nasale.
La rima buccale è lunga in modo che la commessura labiale deve arrivare ad incontrare la perpendicolare calata dall’angolo esterno dell’occhio.
Mascelle – Robuste, ben sviluppate e con arcate dentarie perfettamente combaciantisi e cioè con gli incisivi della mascella superiore che sfiorano con la loro faccia posteriore la faccia anteriore degli incisivi della mandibola, (dentatura a forbice) o che le decorazioni terminali degli incisivi superiori siano in perfetta opposizione con quelle degli incisivi inferiori (dentatura a tenaglia).
Le branche della mandibola robustissime tendono al profilo ricurvo, specie nella loro parte posteriore.
Il corpo della mandibola deve essere ben sviluppato anteriormente e mai sfuggente si da formare quasi un sostegno o appoggio alle labbra inferiori alla loro congiunzione.
Denti bianchi, regolarmente allineati, completi per sviluppo e numero.
Depressione naso-frontale – La depressione naso-frontale, o stop – - ha i profili laterali che sono dati dalla confluenza delle porzioni anteriori delle ossa frontali, dai tratti aborali delle due ossa nasali e dai tratti superiori delle due ossa mascellari superiori.
La depressione naso-frontale deve presentare un angolo a circa 90° se considerata seni-nasale e da 120° a 130° se misurata naso-frontale.
Cranio – La sua lunghezza deve essere uguale ai 2/3 della lunghezza totale della testa e la larghezza bizigomatica raggiunge la propria lunghezza.
Le arcate zigomatiche sono marcate, si protendono, molto, all’esterno, offrendo una adeguata inserzione ai muscoli massetere e temporale.
Di forma sferoide visto di fronte; visto di profilo si avvicina a questa forma, eccetto nella sua parte aborale superiore cioè fra le inserzioni delle orecchie, che è piatta. I seni frontali sono molto sviluppati. La sutura medio frontale o metodica marcata.
L’apofisi o cresta occipitale pronunciata.
Orecchio – Piccolo in rapporto alla mole del cane, di. forma triangolare, inserito molto al di sopra dell’arcata zigomatica, se lasciato integro è pendente, piatto, aderisce alla guancia e alla regione parotidea e in lunghezza non deve sorpassare il margine della gola.
All’inserzione l’orecchio è leggermente saliente e poi cade bruscamente. Se l’orecchio è amputato viene tagliato quasi completamente e a punta in modo da formare un triangolo quasi equilatero.
Occhio – Le palpebre devono essere normalmente aderenti al bulbo oculare (né ectropio né entropio). Gli occhi, situati in posizione sub-frontale, sono bene distanziati uno dall’altro con rima palpebrale che tende al rotondo, e, a causa della pelle sopracciliare abbondante e non bene aperta, appare ovale. Il bulbo oculare è leggermente infossato. La pigmentazione dei margini palpebrali è nera, blu, marrone a seconda dei mantelli.
Il colore dell’iride in rapporto al colore più scura del mantello.
Collo – Corto, tozzo, muscolatissimo, la sua lunghezza misurata dalla nuca al margine craniale del garrese, è di circa 2,8/10 dell’altezza al garrese, il perimetro a metà della sua lunghezza è di circa gli 8/10 dell’altezza del garrese. Il margine superiore, nel terzo anteriore, è leggermente convesso; il margine inferiore è ricco di pelle lassa che forma la giogaia la quale non dovrà essere troppo abbondante e soprattutto non dovrà essere indivisa.
La giogaia ha inizio alle branche della mandibola e termina alla metà circa del collo.
Corpo – La lunghezza del tronco è superiore all’altezza al garrese del 10% misurata dalla punta della spalla (angolo scapolo omerale esterno) o dal manubrio dello sterno, alla punta della natica (punta posteriore dell’ischio).
Petto – largo, molto aperto, muscoli pettorali sviluppatissimi La sua larghezza, che è in ragione diretta di quella del costato, fra i suoi limiti laterali (margini supero-anteriori delle braccia) deve raggiungere il 40-45% dell’altezza al garrese.
Il manubrio dello sterno deve essere situato al livello della punta delle spalle.
Costato – Ampio, scendente fino al livello del gomito o leggermente più sotto – ben convesso a metà della sua altezza – il suo diametro trasversale va diminuendo leggermente verso lo sterno, senza formare però carena. Le coste sono lunghe, ben cerchiate, oblique, spazi intercostali ben estesi, le ultime false coste, lunghe, oblique e ben aperte.
La circonferenza del costato deve essere di circa Œ superiore all’altezza al garrese; misurata agli archi costali è di circa 10 cm. in meno, il suo diametro trasversale deve raggiungere almeno il 32% dell’altezza al garrese, la profondità deve raggiungere il 50-55% dell’altezza al garrese. L’indice toracico sarà rappresentato da un numero non superiore a 8, meglio se inferiore.
Regione sternale lunga, il suo profilo determina un semicerchio a corda molto larga che va rimontando leggermente verso l’addome e tendente alla linea retta.
Dorso – Il profilo superiore del dorso è retto ed il solo garrese si eleva su tale linea retta. li dorso è largo e la sua lunghezza è di circa il 32% dell’altezza al garrese.
Lombo e rene – Ben fusi con la linea del dorso, leggermente convessi visti di profilo e muscolatura ben sviluppata in larghezza.
La sua lunghezza è un po’ meno del quinto dell’altezza al garrese; la sua larghezza si avvicina alla sua lunghezza e sta come 14,5 a 16.
Ventre e fianchi – Il profilo inferiore del ventre, dal profilo dello sterno è pressoché orizzontale. I fianchi devono essere quasi pari in lunghezza alla regione lombare. Il ventre si presenta voluminoso e l’incavo del fianco deve essere minimo.
Groppa – La groppa., che prolunga all’indietro la linea convessa del lombo, deve essere larga, robusta, muscolosa, perciò il diametro trasversale tra le due anche deve raggiungere 1,5/10 dell’altezza al garrese.
Le anche devono essere salienti da arrivare alla linea superiore del lombo.
La sua lunghezza è pari a 3/l0 dell’altezza al garrese; è avvallata e la sua inclinazione, considerando la linea che congiunge l’angolo anteriore esterno dell’ileo con la tuberosità ischiatica, rispetto all’orizzontale, è di 30 gradi circa.
Organi sessuali – Perfetti, completi, e uguale sviluppo dei due testicoli che devono essere contenuti nello scroto.
Coda – La coda si inserisce alla groppa con larga base; grossa alla radice, robusta, va leggermente affusolandosi verso l’estremità.
Il portamento della coda, quando il cane è in riposo, deve essere a scimitarra, cioè pendente per i primi due terzi e leggermente ricurva nel terzo inferiore. Non è mai portata a candela o arrotolata sul dorso, ma orizzontale o poco più alta del dorso quando il cane è in azione. La sua lunghezza raggiunge o sorpassa di poco la articolazione del garretto. Viene amputata a circa 2/3 della sua lunghezza.
Spalla – La spalla deve essere lunga, leggermente inclinata, fornita di muscoli lunghi, ben sviluppati e nettamente divisi gli uni dagli altri, libera nei movimenti.
La sua lunghezza è di circa 3/10 dell’altezza al garrese. La su inclinazione è di 50°.60o sull’orizzontale.
Rispetto al piano mediano del corpo le punte delle scapole sono poco avvicinate fra di loro e tendono piuttosto alla verticalità rispetto, a tale piano.
Braccio – Il braccio, ben saldato al tronco nei suoi 3/4 superiori, come la spalla deve essere fornito di muscoli forti, netti e ben sviluppati. La sua obliquità è di 55-60 gradi sull’orizzonte e la sua lunghezza è circa il 30% dell’altezza al garrese.
La sua direzione è quasi parallela al piano mediano del corpo.
Avambraccio – Presenta una linea retta verticale, grande ossatura. La sua lunghezza è quasi uguale alla lunghezza del braccio. La scanalatura carpio-cubitale deve essere evidente.
L’altezza dell’arto anteriore al gomito e’ di 5,2/10 dell’altezza al garrese.
I gomiti coperti di pelle abbondante e rilassata debbono trovarsi su un piano parallelo al piano mediano del corpo – e perciò i gomiti non debbono essere troppo serrati alla parete del costato eliminando il cavo ascellare (i cosiddetti gomiti chiusi) e neppure deviati all’infuori (volgarmente detti gomiti aperti). La punta del gomito deve trovarsi sulla perpendicolare calata dall’angolo caudale della scapola.
Carpo – Sulla linea verticale dell’avambraccio ben largo, asciutto, liscio esente da rilievi ossei visibili, eccetto al suo margine posteriore ove trovasi sporgente l’osso pisiforme.
Metacarpo – I metacarpi devono essere piatti dall’avanti all’indietro e visti di fronte devono seguire la linea verticale dell’avambraccio. Visti di profilo i metacarpi devono essere alquanto stesi, circa di 70-75 gradi.
La sua lunghezza non deve essere inferiore al sesto dell’altezza di tutto l’arto al gomito.
Piede – Di formato rotondo e voluminoso a dita ben unite fra di loro e arcuate, le suole asciutte e dure, pigmentate. Unghie forti ricurve e pigmentate.

E’ la razza più indicata per la difesa della proprietà. Il Mastino Napoletano è un cane da guardia al quale è possibile assegnare in custodia un qualsiasi territorio, certi che lo proteggerà e non ne varcherà mai i confini e certi che nessuno potrà mai penetrare nella sua zona di dominio. Potrebbe essere definito una “sentinella armata”.
Allo stesso tempo è un cane affettuoso e struggente con le persone alle quali è affezionato, con il proprio padrone e la famiglia che lo accoglie. Il mastino non deve mai essere abituato ad attaccare o a difendere perché si confonderebbe la sua vera natura. Pertanto non sono vere le storie che vengono raccontate sulla razza; se si rispetta la sua natura caratteriale lui non attaccherebbe mai senza una giustificazione precisa.

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Prossimamente ad Ostia un cimitero per animali

Cimitero per AnimaliLa Commissione Servizi Sociali si è riunita ieri mattina per discutere la proposta di realizzazione di un cimitero per animali sul territorio del XIII Municipio. “Abbiamo iniziato oggi – ha spiegato Settimio Bellavista, Presidente Commissione Servizi Sociali XIII Municipio – un percorso che ci porterà ad un risultato importante. Nel dettaglio, abbiamo avviato un iter burocratico che, attraverso vari step e in poco tempo, arriverà a soddisfare le esigenze di chi considera il proprio animale domestico al pari di un amico o di un familiare e in quanto essere vivente ritiene opportuno concedergli una degna sepoltura. Ora dovremmo convocare una Commissione Congiunta Patrimonio – Urbanistica per l’individuazione di un’area comunale su cui creare il cimitero”.

“Sono stato tra i promotori di quest’idea- ha fatto sapere Augusto Bonvicini, Consigliere Pdl XIII Municipio- e di concerto con gli altri organi preposti spero si possa arrivare alla realizzazione di quest’area cimiteriale dedicata agli animali”.

“E’ un’iniziativa che sposo in pieno- ha aggiunto Giancarlo Innocenzi, Assessore Ambiente XIII Municipio- per gli animali questa amministrazione sta portando avanti importanti campagne a loro favore. Penso alle aree cani nei parchi, per esempio o alle campagne di sensibilizzazione portate avanti per i diritti degli animali. Ora il nostro compito sarà quello di lavorare sulle coscienze di alcuni padroni”.

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Spinone Italiano

Spinone ItalianoAnche lo Spinone Italiano, come la maggior parte delle razze del nostro paese, è una razza molto antica. In diversi testi letterari si trovano riferimenti di cani italici a pelo duro. Il suo massimo splendore e popolarità sono stati durante l’epoca rinascimentale, ed era usato principalmente per la caccia come cane da ferma. E’ giunto fino ai nostri giorni superando i vari incroci, con altre razze da caccia, a cui è stato sottoposto nel corso dei secoli. Dopo la seconda guerra mondiale la razza è stata rivalutata e ricostruita da pochi grandi allevatori. Oltre che in Italia è una razza diffusa anche nel Regno Unito e in Scandinavia.

Cane da caccia da ferma di natura calma e riflessiva, adatto alla caccia su tutti i terreni, resistentissimo alla fatica, entra con disinvoltura nei rovi e nell’acqua fredda, ha spiccate attitudini al trotto ampio è veloce ed è naturalmente un ottimo riportatore di carattere socievole.

L’altezza al garrese, nei maschi, va da 60 a 70 cm, e nelle femmine da 58 a 65 cm. Costruzione tendente al quadrato. La lunghezza della testa è pari ai 4/10 dell’altezza al garrese, la sua larghezza misurata alle arcate zigomatiche è inferiore alla metà della sua lunghezza totale. Pelo lungo da 4-6 cm. sul tronco, più corto sulla canna nasale, sulla testa, sulle orecchie, sulle parti anteriori degli arti e sui piedi. Sulle parti posteriori degli arti è come una spazzola, mai tanto lunga da sembrare una frangia. Peli lunghi e diritti guarniscono le arcate sopracciliari, e le labbra formano folte sopracciglia, baffi e barba. Il pelo è diritto, duro, fitto, piuttosto aderente al corpo, e con carenza di sottopelo. Bianco puro, bianco con macchie arancio, bianco punteggiato di arancio (melato), bianco con macchie marrone, roano, roano marrone. La tonalità più pregiata del marrone è quella “tonaca di frate”. Colori non ammessi: il tricolore, le focature e il nero in qualsiasi combinazione.

Lo Spinone italiano è un cane di indole dolce, pacifica ed affettuosa .Il suo unico desiderio è quello di soddisfare il padrone. E’ intelligente, intuitivo, impara tutto molto velocemente. Carattere socievole, docile e paziente. Adatto alla caccia su tutti i terreni, resistentissimo alla fatica, entra con disinvoltura nei rovi e nell’acqua fredda, ha spiccate attitudini al trotto ampio e veloce ed è naturalmente un ottimo riportatore.

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Danni emotivi per cane ucciso

Cane

Cane

Due coniugi americani hanno fatto ricorso alla Corte Suprema per ottenere un maxi-risarcimento per il loro cane, ucciso a colpi di pistola da un uomo. Un tribunale del Vermont ha condannato tale Lewis Dustin a un rimborso di 4.000 euro. Troppo poco per gli Scheele, che consideravano il bastardino Shadow un membro della famiglia. Pretendono ora dall’uccisore del quadrupede anche i “danni emotivi”, come se avesse ammazzato un loro figlio.

La famiglia Scheele punta a ottenere che il cane non sia riconosciuto banalmente come un “oggetto, una proprietà” la cui scomparsa possa essere ricompensata solo con il rimborso delle spese del veterinario, della cremazione e dell’adozione. Gli Scheele chiedono alla Corte di essere riconosciuti come genitori che perdono un figlio e che quindi possano fare causa per ottenere i danni morali per la “perdita della loro felicità e la sofferenza” causata dalla morte di Shadow.

“Stiamo lavorando duramente affinche’ i tribunali riconoscano il vero valore degli animali da compagnia. Sono membri della famiglia, non una mera proprietà” spiega Sarah, 58 anni, di Annapolis (Maryland), prima di recarsi in Vermont per l’udienza davanti alla Corte Suprema statale. La battaglia della famiglia Scheele va avanti ormai da sei anni. Nel luglio 2003, gli Scheele si sono recati in Vermont dai parenti. Con loro c’erano anche Shadow e Lucy, i due cani adottati nel 1999. Il 19 luglio, mentre la coppia portava a spasso gli animali, Shadow si era avvicinato a una casa. Il proprietario, Lewis Dustin, si era spaventato e gli aveva sparato un colpo di pistola, uccidendolo.

La famiglia aveva fatto subito causa all’uomo, che aveva ammesso la propria colpevolezza in merito all’accusa di violenza sugli animali, spiegando che voleva solo spaventare il cane. Dustin era stato condannato a sborsare 4.000 dollari agli Scheele e a svolgere 100 ore di servizio alla comunità. La sentenza però non ha soddisfatto la coppia.

Fonte: TgCom

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Jessica Biel e il suo amore per i cani

Jessica Biel ed il cane

Jessica Biel ed il cane

Jessica Biel, la ventisettenne attrice americana passata dal set della serie “Settimo cielo” al grande schermo, ha una passione sfrenata per i suoi tre cani. Tre volte al giorno li porta fuori, tallonata da paparazzi e fotografi che adorano immortalarla in abiti comodi, ma non per questo meno seducenti, con al guinzaglio i suoi tre inseparabili e bellissimi, bisogna dirlo, cagnoni.

Si vocifera addirittura che Justin Timberlake, al quale Jessica, tra temporanee separazioni, scoop e smentite, è legata ormai da un bel po’, abbia timidamente espresso il desiderio di diventare papa’ prima o poi -anche per accontentare la mamma, che non vede l’ora di spupazzare un nipotino- e che la bellissima Biel abbia detto no, perché in questo momento troppo impegnata a prendersi cura dei cani.

Jessica a Malibu a passeggio con i cani:

Jessica Biel con i suoi tre cani

Jessica Biel con i suoi tre cani

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Dobermann

Dobermann

Dobermann

Il Dobermann comparve per la prima volta nel 1870 circa in Germania,e più precisamente ad Apolda,in Turingia. Il termine “dobermann” non significa nulla di particolare; era il cognome di un grande appassionato di cani. Il signor Dobermann allevava da anni Pinscher,ovvero cani di media taglia dal pelo corto,di origini antiche,usati in Germania come cani da scuderie.In particolare egli allevava il Pinscher in una taglia più grossa e il tipo di cane dei suoi sogni doveva per forza avere caratteristiche simili.

Siamo nella seconda metà dell’800:questi cani venivano indicati con il nome di Dobermann –Pinscher,ovvero i Pinscher di Dobermann,per distinguerli dai Pinscher originali,di taglia più piccola.

Probabilmente il Signor Dobermann, per potenziare e creare un Pinscher di taglia ragguardevole,si servi in piccola misura di altre razze, con certezza non si conoscono tutti i tipi di cane che hanno contribuito ad originare l’attuale Dobermann;indubbiamente grande influenza ha avuto il cane del macellaio progenitore dell’attuale Rotweiler,usato come bovaro,con il compito di radunare le mandrie di manzi da carne. more…

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