Archive for » gennaio, 2010 «

Pastore delle Brie

BriardIl Pastore delle Brie, parente stretto del Beauceron, con il quale è stato confuso per lungo tempo a dispetto delle indubbie differenze estetiche-comportamentali che presentano attualmente, è cane da tempo attivo nella campagne francesi ed ha conosciuto un vasto utilizzo durante il primo conflitto mondiale per cercare feriti e portare messaggi da truppa a truppa.

Il Briard è un cane di taglia superiore alla media,con la caratteristica distintiva rispetto ad altre razze francesi di avere una pelliccia a pelo di capra, lungo, secco, flessuoso, che scricchiola sotto le dita, con sottopelo leggero. Il Briard o Pastore delle Brie è un cane rustico, muscoloso e ben proporzionato, agile, il Briard è sveglio e vivace, dal carattere equilibrato; non deve dimostrare ne aggressività ne timidezza.La testa del Briard o Pastore delle Brie è forte e lunga, con muso di lunghezza equivalente a quella del cranio.
D’aspetto simpatico, (l’altezza al garrese può raggiungere i 68 cm, il peso si aggira intorno ai 30 kg o poco più’) con il folto mantello (ammessi tutti i colori) che forma anche baffi e barba e frangia le zampe (fornite da doppi speroni) e gli orecchi del cane, è particolarmente apprezzato per il carattere estremamente affettuoso, un compagno fedele e protettivo, incline agli atteggiamenti più dolci ma anche vigile e pronto a difendere chi ama tanto spassionatamente.

Simile a tutte le razze da pastore francesi. Il carattere di questa razza è un aspetto fondamentale nel giudizio in competizione; è molto equilibrato. Non deve mai essere aggressivo né deve mai presentare nessun segno di timidezza. Si dimostra un’eccellente cane da guardia e un discreto pastore per la conduzione delle greggi. Un cane abbastanza rustico e capace di resistere a lunghe ore di lavoro. Si adatta molto bene a tutti i generi di condizione climatica, non soffre le temperature rigide.

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Leonberger

LeonbergerIl Leonberger è un cane originatosi dalla selezione di razze quali il San Bernardo, il Cane da Montagna dei Pirenei ed altre razze appartenenti al tipo cane da montagna, selezione avvenuta nell’ottocento ad opera di allevatori operanti nella cittadina di Leonberg (da qui il nome Leonberger).

Cane di grande taglia. Corpo muscoloso ma elegante. Corpo di forme ben proporzionate. Cane che presenta un notevole sviluppo delle masse muscolari e una ossatura poderosa. La sua parte anteriore è impressionante per dimensioni e per forza.

Il Leonberger è prevalentemente un cane da guardia, oltre che un buon cane da compagnia per la famiglia. Molto fedele e docile. Attaccatissimo ai bambini. Cane molto paziente ed equilibrato. In genere è sempre tranquillo e mansueto.

E’ un ottimo cane da salvataggio in acqua grazie al folto pelo impermeabile ereditato dal terranova. Per compiere questo lavoro non richiede neppure un lungo addestramento in quanto e aiutato molto dal suo istinto. Può essere usato anche come cane da guardia e grazie alle sue dimensioni ,in molti casi basta solo la sua presenza per dissuadere i malintenzionati .

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Caccia: via i limiti, è aperta tutto l’anno

Caccia agli uccelli(ASCA) - Caccia agli uccelli migratori e altre specie consentita tutto l’anno: e’ il blitz messo a segno stamane al Senato con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 38 della legge Comunitaria, che cancella i paletti finora stabiliti sui calendari venatori.

Durissima la reazione delle associazioni ambientaliste che gia’ da ieri avevano annusato il rischio e lanciato l’allarme, inviando anche un appello al presidente Berlusconi ”perche’ fermasse la strage”, ma anche del ministro Prestigiacomo che in un secco comunicato affema di considerare ”grave l’approvazione al Senato dell’emendamento”, quando ”ieri su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un’intesa fra persone per bene di cui erano garanti il Ministro Ronchi e il relatore. Giudico quanto accaduto in aula un grave colpo di mano”.

La maggioranza al Senato, votando l’articolo 38 della legge comunitaria, ha detto si’ alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilita’ di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione”, ha denunciato il senatore Pd Roberto Della Seta e la collega Poretti gli ha fatto eco sottolineando come ”L’art. 38 produca l’effetto paradossale che invece di limitare e sanare le procedure di infrazioni in sede di Unione Europea, ne crea di nuove!”.

Sull’Italia, infatti, pende un pesante contenzioso con l’Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria a causa dell’enorme quantita’ delle deroghe che hanno portato a configurare, secondo l’UE, una violazione dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori.

Per stabilire il calendario della stagione venatoria, viene comunque specificato nell’emendamento votato in Aula, sara’ obbligatorio acquisire il parere preventivo dell’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) ”ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche”.

Critiche arrivano anche da numerosi esponenti della maggioranza stessa, mentre da piu’ parti si chiama alla mobilitazione.

Gli italiani non vogliono la caccia ma il Governo fa finta di niente”, denuncia il WWF con alla mano le cifre di un sondaggio dell’Ipsos che rivela come ”solo 1 italiano su 10 e’ favorevole alla caccia. Il maschio adulto italiano e’ fortemente contrario a imbracciare la doppietta, alle donne e ai giovani sparare agli animali pare un’inutile crudelta’. Un sondaggio commissionato a IPSOS dal WWF e altre associazioni a febbraio 2009 parlava chiaro: il 69% degli interpellati e’ ”fortemente contrario” alla caccia, il 10% ”favorevole”, ”neutrale” il 21%. Del resto nel Paese i cacciatori rappresentano uno sparuto gruppo e il loro numero si e’ piu’ che dimezzato dagli anni ’70 passando da 1.800.000 a meno di 800.000”. Sparuto, ma – avverte il WWF – ormai ”dotato di armi hi-tech come fucili semiautomatici, puntatori laser, ricetrasmittenti, mimetiche e in qualche caso, come denunciato dalle guardie venatorie del WWF, anche kalashnikov”.

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Petbook

PetBookOra anche gli animali domestici italiani possono ritenersi soddisfatti: Petbook è una community tutta per loro!
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Pastore Bergamasco

Pastore BergamascoQuesta particolare razza canina è stata selezionata in antichità come cane da pastore per proteggere, sorvegliare e guidare le greggi. Prende il nome dalla Provincia di Bergamo e si diffuse in tutto l’arco alpino, dove l’allevamento della pastorizia era molto diffuso. Si pensa che gli ascendenti remoti di questa razza siano stati gli antichi Pastori tibetani.

Il Pastore Bergamasco è un’antica razza italiana da pastore impiegata per la conduzione del bestiame.

Ha un aspetto rustico con mantello abbondante e caratteristico che lo rende del tutto particolare . Sono cani di mole media, molto ben costruiti e proporzionati, con un fisico particolarmente agile ed attivo.

E’ una razza sana, forte, e resistente. E’ di carattere buono, ma se occorre sa agire con decisione e coraggio, senza essere temerario. Instaura con l’uomo un rapporto molto stretto e si inserisce nella famiglia come membro che sa farsi amare e rispettare. Le sue doti di intelligenza, di moderazione e di pazienza, ne fanno un perfetto cane da guardia e da compagnia, idoneo agli impieghi più svariati, che impara con facilità.

Il Pastore Bergamasco è un simpatico cane dall’ intelligenza viva, sempre vigile, ma nello stesso tempo tranquillo, quando non c’è bisogno del suo intervento, all’ occorrenza sa anche essere di carattere deciso e coraggioso e un ottimo guardiano. Instaura con il padrone e la sua famiglia uno stretto rapporto di amicizia e non ama essere lasciato solo. Il suo sguardo dolce sembra che voglia dire qualcosa penetrando oltre la visiera pelosa, con un’ espressione quasi languida.

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Carne di cane e gatto, Cina pronta allo stop

CaneUn disegno di legge intende vietarne il consumo e il commercio. Pena la reclusione

MILANO – Con l’indicazione «carne profumata» la pietanza a base di cani e gatti viene servita spesso e volentieri come specialità in Cina. Ciò è destinato a cambiare. Un disegno di legge, il primo e unico nel suo genere nella Repubblica popolare, intende infatti vietare il consumo e il commercio di carne di gatto e cane. Pena la reclusione.

LEGGEI cinesi dovranno probabilmente rinunciare in futuro alla pietanza tanto in voga nella Repubblica popolare. Chi verrà sorpreso a mangiare carne di cane o gatto dovrà pagare una multa di 5.000 yuan (500 euro circa) o, in alternativa, trascorrere 15 giorni in carcere, scrive il giornale Chongqing Evening News. È previsto un giro di vite anche per i punti di ristorazione e distribuzione: le società che commerciano con questo tipo di carne, rischiano pene pecuniarie dai 10.000 ai 500.000 yuan. Per ora si tratta solamente di un disegno di legge e non è ancora chiaro quando potrà essere approvato in via definitiva. Ciononostante, gli attivisti per i diritti degli animali parlano già di vittoria. La carne di cane, consumata in Cina almeno fin dai tempi di Confucio, è oggi ancora molto diffusa in molte regioni, nonostante le moltissime critiche che giungono soprattutto dall’Occidente che considera generalmente la carne di cane un piatto tabù.

ABITUDINI – La carne di gatto, invece, è ritenuta una vera e propria specialità nel sud del Paese. Ciò ha provocato mal di pancia agli ambientalisti che negli anni hanno protestato con blocchi stradali e fermato i viaggi su camion di migliaia di cani e gatti destinati alle grandi macellerie delle città. Utilizzata spesso in passato come un rimedio nelle situazioni di penuria alimentare, è stata in seguito apprezzata per il supposto beneficio alla circolazione del sangue e all’energia Yang, fino a diventare un piatto ricercato. L’ipotesi di un divieto in ogni caso ha scatenato vivaci discussioni su blog e forum cinesi. Il procuratore e ricercatore dell’Accademia delle scienze sociali Chang Jiwen ha cercato di rassicurare spiegando al quotidiano China Daily che «la legge non influenzerà le abitudini delle persone, visto che sono pochi coloro che ancora mangiano carne di gatto o cane». Oltretutto, la nuova legge aiuterebbe a revocare le limitazioni commerciali di molti prodotti animali dalla Cina. «I paesi occidentali, che hanno vietato le importazioni dalla Cina, fanno sempre riferimento al trattamento disumano verso gli animali», ha aggiunto Chang.

CONTRARI – Chang ha spiegato al Beijing News di essere convinto che il Congresso possa approvare la legge entro qualche anno. Tuttavia, le opinioni tra la gente sono discordanti: «Sono stato sommerso da centinaia di mail e telefonate, la maggior parte d’accordo con la nuova legge», ha sottolineato il procuratore. Le sue affermazioni si scontrano però con un recente sondaggio online per il quale il 63,2 per cento degli oltre 23.000 partecipanti ritiene «inopportuna» una simile legge. Nei vari blog e social network i contrari rivendicano poi la tesi che la carne di cane è un «piatto tradizionale» in Cina, consumato anche in altri Paesi asiatici. Inoltre, i tanti cani e gatti randagi che popolano le città costituiscono un problema a cui trovare rimedio: «Distruggono giardini e i loro versi disturbano – catturarli e mangiarli garantirebbe a molti cittadini notti tranquille».

Fonte: Il Corriere della sera

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