Archive for » gennaio, 2010 «

Dingo

DingoCane selvaggio, comune in Australia il cui nome scientifico è Canis lupus dingo. Si trova anche in Cina, Indonesia ed altri paesi asiatici.
Il Dingo stato considerato da alcuni una sottospecie del cane domestico, da altri una sottospecie del lupo grigio, e da altri ancora, una specie a tutti gli effetti, ma è molto probabile che discenda dal cane domestico dal quale si sarebbe separato non più di 10.000 anni fa. Il Dingo può sopravvivere allo stato selvatico in molti habitat ed è presente in tutta l’Australia, a eccezione del sud-est e del sud-ovest dove è stato eretto un sistema di palizzate per proteggere gli animali di allevamento dalle sue aggressioni e per tenere sotto controllo la rabbia. Cani simili al Dingo vivono nel sud-est asiatico, sulla terraferma come su molte isole, allo stato selvatico, semiselvatico o semi-addomesticato. Il Dingo si incrocia facilmente con il cane domestico e in effetti un terzo dei cani che vivono in alcune zone dell’Australia sono degli ibridi. Il Dingo si nutre di prede come conigli, roditori, piccoli canguri, wallaby e uccelli, ma, essendo un animale opportunista, può sopravvivere anche cibandosi di frutta, vegetali e carogne. Il comportamento sociale e il sistema del branco sono molto simili a quelli del lupo grigio. I giovani Dingo maschi possono essere solitari e nomadi.

Il mantello del Dingo varia dal color sabbia tenue al rosso-fulvo intenso. Gli ibridi del Dingo e del cane domestico sono molto simili, ma si possono distinguere facilmente dalla forma dei canini e dei denti carnassiali. La sua coda irsuta, può avere estremità bianca. Il Dingo presenta inoltre macchie bianche irregolari sul muso, sul petto, sul ventre e sui piedi.

In Australia il Dingo è molto temuto dagli allevatori per la sua fama di squartatore di pecore, proprio come i lupi. In realtà il popolo aborigeno rispetta molto questo cane, e ha un particolare attaccamento per lui, consentendogli anche di dormire con i bambini o di montare di guardia.

Esistono comunque opinioni discordanti sulla storia e sul carattere di questo cane, così come sui suoi comportamenti standard. Alcuni sostengono che il Dingo, chiamato Warrigaul dagli aborigeni, viva nelle loro famiglie fino a quando non arriva il momento dell’accoppiamento, e allora se ne va per la sua strada. Secondo altri invece, questo cane si ferma nelle famiglie aborigene per lunghissimo tempo, anni e anni, diventando un ottimo compagno, addomesticato nonostante la sua natura di lupo.

Non essendo una razza ufficiale esiste poco materiale che riguardi il Dingo. Si può affermare che sia un eccellente compagno per la caccia e un affidabile e temibile guardiano. La sua diffusione riguarda soprattutto l’Australia, l’Africa e il Medio Oriente.

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Cibo per cani e gatti gratis

Cibo per animaliQuanto vi stanno a cuore i vostri cuccioli? Cani o gatti che siano, ecco l’ occasione giusta per pensare a loro e soprattutto ad una sana ed equilibrata alimentazione. Basta davvero poco per renderli felici, ed allora cosa state aspettando, approfittate di questo post per richiedere cibo per cani e gatti gratis.

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Rabbia dei cani

Volpe rossaLa Rabbia è una malattia virale che può essere trasmessa all’uomo (zoonosi) attraverso il morso e per contatto di una ferita con la saliva o l’urina di animali infetti. E’ quindi importante non lasciare liberi i cani nelle regioni in cui questa malattia è diffusa negli animali selvatici.

Si manifesta con sintomi a carico soprattutto del sistema nervoso. La vaccinazione antirabbica è obbligatoria quando si porta il cane all’estero, ma può tuttavia essere consigliata dal Veterinario anche in altre circostanze. Si consiglia di rivolgersi al proprio Veterinario per ogni aggiornamento relativo agli obblighi vaccinali per la rabbia.

Gli animali selvatici costituiscono il serbatoio naturale della rabbia (rabbia silvestre) ed il cane può fungere da unificatore tra rabbia silvestre e rabbia urbana. Secondo alcuni autori il virus nel punto di penetrazione, nelle fibre muscolari e nel tessuto connettivo, rimane un po’ di tempo e si moltiplica per raggiungere poi, attraverso gli assoni nervosi, il sistema nervoso centrale. Secondo altri autori nella sede di morsicatura non vi è replicazione virale, ma subito migrazione del virus verso il sistema nervoso centrale, raggiunto il quale il virus lo invade, si moltiplica e si distribuisce lungo i nervi, questa volta in maniera centripeta.

La possibilità di un animale infetto di diffondere la rabbia, attraverso la saliva, ad altri animali è elevata in quanto risulta infettante fino a cinque giorni prima della comparsa dei sintomi cImici. L’incubazione può variare da un minimo di cinque giorni ad un massimodi 10-14 mesi ma di norma è compresa tra le due e le otto settimane.

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Saluki

SalukiIl Saluki è un aggraziato equilibrio di bellezza e funzionalità. I Saluki hanno un’altezza che varia da 58 a 71 cm al garrese ed il loro peso varia da 18 a 30 kg.
I Saluki sono veloci, agili e molto leggiadri in movimento. Facendo parte del gruppo dei cani da caccia a vista, i Saluki cacciano con l’aiuto della vista e non dell’odorato. Essi sono stati selezionati per essere dei corridori sulle lunghe distanze, possedendo contemporaneamente sia la velocità che la resistenza mentre i loro cugini, i greyhound ed i whippet furono selezionati per essere dei velocisti sulle distanze brevi.
Le loro origini si perdono nella notte dei tempi e le prime tracce risalgono addirittura agli antichi egizi come è ampiamente documentato da numerosi affreschi (che potete trovare anche al Museo Egizio di Torino). La prima traccia di “saluki” risale al mondo arabo e il termine deriva dalla città di Saluk (o Saluq) nel deserto dell’Arabia Saudita ai tempi dei primi musulmani. Essi avevano una grande considerazione di questo animale tanto da considerarlo il dono di Allah e da permettergli di riposare sul tappeto sacro dello sceicco, di essere allattato al seno delle donne e di mangiare dallo stesso piatto del padrone. Questo pone i saluki fra le razze più antiche del mondo e fra le pochissime che hanno superato praticamente inalterate la selezione (a volte dissennata) dei moderni allevamenti. Come tutti i cani “antichi” questa è una razza da caccia e, in particolare, il saluki caccia gazzelle (come ricorda il nome inglese) e lepri o, in generale, tutto ciò che corre.

L’eleganza, la fierezza e la leggiadria del saluki sono indiscutibili, soprattutto se lo si vede stagliarsi su una duna con lo sguardo sognante che scruta l’orizzonte. La sua struttura e agile e snella, ma dietro un’apparente esilità nasconde una forza ed una resistenza inaspettate: il saluki è costruito per inseguire una gazzella anche per parecchi chilometri sul difficile terreno sabbioso e pietroso del deserto della Persia e dell’Arabia.

Cane assai tranquillo e docile. È molto riservato verso gli estranei, ma mai aggressivo. Molto fedele ed intelligente. Anche se la razza è nata per la caccia, come tutti i Levrieri, in Europa viene quasi esclusivamente usato come cane da compagnia e da esposizione.
Molto veloce nella corsa, ma non molto resistente. È un animale abbastanza facile da educare e addestrare, grazie alla sua docilità. L’addestramento solitamente inizia a pochi mesi. Razza molto robusta e cagionevole, a dispetto della sua apparente fragilità. È una razza che vive bene anche in appartamento, perché è molto pulita e educata, ma le piace molto vivere anche all’aperto e galoppare.

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Spinone Italiano

Spinone ItalianoAnche lo Spinone Italiano, come la maggior parte delle razze del nostro paese, è una razza molto antica. Ha avuto grande splendore nel periodo rinascimentale, periodo di nascita del Volpino Italiano. Lo Spinone è diffuso anche nel Regno Unito e nei paesi Scandinavi. Il vero recupero della razza avvenne negli anni ’40 e ’50 del ’900, per opera soprattutto del dott. Brianzi.

Lo Spinone è un cane da caccia da ferma di natura calma e riflessiva, adatto alla caccia su tutti i terreni, resistentissimo alla fatica, entra con disinvoltura nei rovi e nell’acqua fredda, ha spiccate attitudini al trotto ampio è veloce ed è naturalmente un ottimo riportatore di carattere socievole. Le dimensioni non sono indifferenti. Al garrese può arrivare a 65-70 cm, mentre il suo peso si aggira tra i 32 e 37 kg, in base ovviamente anche al sesso dell’animale. I colori più diffusi e amessi sono: bianco, bianco e marrone, bianco e arancio, roano.

Lo Spinone è un cane di taglia grossa caratterizzato dal folto pelo che si suole definire pelo duro. Il pelo è diffuso in tutte le parti del corpo, anche sulla testa, così da conferirgli un aspetto unico.
E’ un cane che ha una spiccata capacità venatoria ed infatti è usato spesso anche come cane da riporto. Nonostante la mole, lo Spinone ha un carattere molto paziente e riesce a convivere bene anche con i bambini.

Tra le caratteristiche principali dello Spinone Italiano vanno annoverate l’indole tranquilla, l’affetto che dimostra verso il padrone e tutti gli altri membri della famiglia, la bonarietà nei confronti di eventuali ospiti e – in fase di caccia – la sagacia con cui ricerca la selvaggina restituendo alla pratica venatoria il fascino della tradizione. La sua quasi proverbiale bontà d’animo ne fa un ottimo cane da compagnia, rustico e pronto a seguire l’uomo soprattutto se fa vita all’aria aperta.

Il suo nome deriva dalla qualità del suo pelo fitto, duro come uno spino.

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Microchip

Microchip caneIl microchip è un sistema d’identificazione elettronica che con la nuova legge (legge regionale: vedi legge della regione di riferimento), sostituisce il vecchio tatuaggio. Il cane sarà poi, automaticamente iscritto all’Anagrafe Canina di residenza.
Tutti i possessori di cani devono obbligatoriamente identificare tramite il microchip il proprio animale, fatta eccezione per quelli già contrassegnati con un tatuaggio ancora perfettamente leggibile. Nel caso in cui il tatuaggio non sia più leggibile, il proprietario ha l’obbligo di procedere all’identificare elettronica del proprio cane.
Il codice di identificazione è abbinato al nome del proprietario e costituisce titolo di proprietà.
L’operazione di inserimento del microchip, può essere effettuata dal vostro medico veterinario o dal medico veterinario del Servizio Veterinario Asl.

Il microchip, che in gergo tecnico è un transponder, cioè una minuscola capsulina di pochi millimetri di lunghezza e di diametro, è realizzato in materiale che non provoca nessuna forma di rigetto o fastidio al cane e viene iniettato sotto la cute, nella regione retroauricolare sinistra.
È buona norma verificare che dopo l’applicazione del microchip, il codice (controllate meticolosamente tutta la sequenza di 15 numeri) sia anche regolarmente e correttamente inserito nella banca dati della vostra Anagrafe Canina, per questo vi consigliamo di controllare personalmente presso l’ufficio competente, la corrispondenza del codice del microchip con i vostri dati, in modo da essere sicuri della registrazione all’Anagrafe Canina.

Il microchip emette un brevissimo segnale solo se “attivato” da un apposito lettore (in dotazione ai Servizi Veterinari delle ASL, ai veterinari liberi professionisti, alla Polizia Municipale e, naturalmente, agli accalappiacani), il segnale riproduce sullo schermo dello speciale lettore una serie di 15 numeri, un codice unico al mondo che identifica il paese in cui all’animale è stato iniettato il microchip, il produttore del microchip, e l’identità dell’animale (e di conseguenza il suo proprietario).

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