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Morso da un cane, Maradona operato alla bocca

MaradonaDiego Armando Maradona sta bene e sarà “dimesso nelle prossime ore” dalla clinica dove all’alba era stato ricoverato dopo essere stato morso al viso da un cane nella sua villa a Buenos Aires. Lo affermano i medici del centro sanitario, che hanno sottoposto Maradona ad “una chirurgia al labbro superiore” della bocca. Secondo alcune tv di Buenos Aires, Maradona è in realtà già stato dimesso dalla clinica ‘de los Arcos’ di Buenos Aires.

In un bollettino diffuso poco fa, i medici hanno reso noto di aver “valutato la possibilità di una chirurgia plastica. Successivamente, Maradona è stato portato in sala operatoria, dove gli è stata fatta una chirurgia ri-costruttiva” nella parte della bocca ferita dall’aggressione del cane.

Secondo altre fonti, Maradona ha avuto 10 punti di sutura. Il ‘pibe de oro‘ è stato d’altra parte vaccinato con l’antirabbica e l’antitetanica. In clinica, l’allenatore della nazionale argentina è stato accompagnato tra gli altri dalla fidanzata, Veronica Ojeda, e dal fratello ‘Lalo’.

Fonte: Ansa

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Cani torturati e impiccati a Agrigento

Cani torturati

Cani torturati

In un pozzo delle campagne di Sambuca di Sicilia, nell’Agrigentino, sono stati trovati corpi di cani impiccati.

Lo rendo noto l’Ente nazionale protezione animali di Catania rilevando che ”i cani avevano evidenti segni di torture subite” e che ”la gente del posto sembra non avere dubbi sugli autori: sarebbe opera di bulli”.

Trovati anche altri cappi evidentemente serviti allo stesso scopo in altre occasioni e tra i rifiuti anche la carcassa di un cavallo.

Fonte: Ansa

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Seduta spiritica per il cane fantasma Fufi morto nel 1945

Cane fantasma

Cane fantasma

Una seduta spiritica per un cane fantasma: fissata per il prossimo 19 aprile, la seduta stabilirà se gli ululati misteriosi che turbano il sonno nelle notti invernali di alcune famiglie di Pregnana Milanese siano davvero quelle del fantasma del cane Fufi, morto sotto le bombe alleate il 19 Aprile del 1945. A scegliere la strada dello spiritismo è stato il tribunale degli animali di Aidaa, l’associazione italiana a tutela degli animali e dell’ambiente, per rispondere alle richieste pervenute da alcuni cittadini residenti nel centro di Pregnana Milanese, turbati dal latrare notturno di un cane. Latrati che si sentirebbero solo nelle notti senza luna dei mesi invernali.

Fufi, secondo le ricostruzioni fatte dagli esperti, morì sotto le bombe che il 19 aprile del 1945 colpirono Pregnana Milanese. Il cane viveva in uno dei cortili colpito dalle bombe. Alcuni anni fa il cortile fu abbattuto per fa posto ad alcune palazzine e alla piazza nuova I Maggio. Da allora, in più di un`occasione sono echeggiati i lamenti notturni del cane, quasi a volersi lamentare del fatto che il vecchio cortile dove egli trovò la morte sia stato abbattuto. Da qui la decisione di indire la prima seduta spiritica per evocare il fantasma del cane, e per stabilire questo contatto Aidaa ha dato mandato a una medium, che avrà il compito id verificare se i latrati di cui si lamentano i cittadini sono originati dal fantasma oppure se non siano latrati occasionali di altri cani che vivono nella zona. «E` chiaro – spiega Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa – che la scelta di fare una seduta spiritica è di per sé una scelta goliardica, anche se in tutta franchezza abitando io stesso nella zona mi è capitato più volte di udire il lamento di un cane nelle ore notturne».

Fonte

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Cani parà lanciati in zone di guerra, scoppia la polemica

Cani da guerraCani che saltano da migliaia di metri d’altezza per scopi militari, umanitari, missioni di soccorso. Accade a Norvik, in Norvegia, dove pastori belgi – impegnati nell’operazione militare ’Cold response’, una delle più importanti manovre militari europee – assieme ai loro addestratori, si lanciano con paracadute a diecimila metri di altezza. Secondo gli addestratori, i cani non avrebbero problemi a gettarsi nel vuoto assieme a loro”, si legge sul ‘Telegraph’. “I cani riescono a rimanere più freddi di tante reclute che ci sono passate davanti”, ha sottolineato il militare secondo il quale, non percependo la differenza di altezza come gli uomini, non si spaventano. La cosa che li infastidisce sarebbe invece il rumore del motore dell’aereo”.

Accade in Gran Bretagna dove – secondo il ‘Sun’ di qualche tempo fa che citava fonti governative – l’esercito britannico stava arruolando tra le sue fila i pastori tedeschi per paracadutarli in zone di guerra per aiutare i militari. I cani dovrebbero essere addestrati per essere lanciati da altezze superiori ai 6 mila metri per poi atterrare dietro le linee nemiche, con telecamere sul capo dotate di dispositivi per trasmettere le immagini ai soldati britannici del SAS (Special Air Service) circa la collocazione del nemico.

Accade ancora in Perù, a Pisco, dove c’è la sede delle Forze Speciali peruviane e da alcuni anni sono attivi reparti cinofili aviolanciati, vale a dire cani addestrati a compiere prestazioni a terra (individuazione di aree minate, riconoscimento di sostanze stupefacenti o recupero e soccorso di dispersi) ma capaci anche di lanciarsi dagli apparecchi in volo per atterrare nei punti più impervi e coadiuvare il lavoro dell’uomo delle pattuglie.

Anche in Italia i cani vengono addestrati presso il Centro militare veterinario di Grosseto per essere lanciati, ma – fanno sapere fonti militari – fino a ora non sono mai stati effettivamente paracadutati. “Noi alleviamo pastori tedeschi e pastori belgi malinois. Prima che compiano un anno, e comincino il corso di addestramento per la ricerca di esplosivo, vengono abituati a non aver paura dell’acqua, dei rumori, dei bambini, dei movimenti della gente, ecc. – dice a IGN il tenente colonnello Carmine Salvatore, comandante del Gruppo cinofilo del Centro militare veterinario di Grosseto – Durante questo periodo vengono anche portati in elicottero dove imparano ad abituarsi al rumore e a come viaggiare sull’elicottero, senza museruola comunque”.

“Questo è preparatorio a una selezione – continua Salvatore – che porta al corso di 10 mesi di addestramento per la ricerca di esplosivo che prevede 3 fasi: la prima, di obbedienza, che dura 3 mesi in cui si crea l’empatia tra padrone e cane. Se il cane supera questa fase, inizia la seconda di 4 mesi con l’abbinamento degli odori alle sostanze esplosive e infine, durante la terza – che facciamo in Kossovo – in pratica il cane opera in un contesto che simula una situazione reale”. “In ogni caso – conclude Salvatore – fino a ora non è mai accaduto che i cani fossero paracadutati davvero”.

Ma come vive il cane questa esperienza? “Da sempre l’uomo usa gli animali nelle attività militari – dice Sivia Primicerio, veterinaria, a IGN, testata on line del Gruppo ADNKRONOS – A parte l’imposizione di cui si può discutere, il cane si fida molto dell’uomo, ha spirito di abnegazione e si adatta. Certo l’aria non è il suo elemento, ma il rapporto di simbiosi che si crea con il padrone fa sì che non soffra”. “Come l’uomo non si lancia con un paracadute tutti i giorni e non tutti possono farlo, così il cane deve essere addestrato ed è necessaria una selezione perché non tutti possiedono le caratteristiche necessarie – sottolinea Primicerio – Certo, si può sempre discutere sull’addomesticamento degli animali da parte dell’uomo. Ma i cani, che siano per il salvataggio in acqua o antidroga, sono spesso felici quando riescono a fare ciò per cui il padrone li premia.

“Si tratta di cani addestrati per questo afferma Massimo Perla, addestratore, a IGN – Si può discutere sul fatto se sia o meno etico utilizzare i cani in guerra, ma l’uomo lo ha sempre fatto. Non c’è dubbio che la differenza sta nel fatto che l’uomo lo sceglie e l’animale no, ma da persona mi sento di dire che è importante riuscire a salvare una o più vite umane. Il cane in ogni caso vuole bene al militare che è il suo padrone e il feeling che si crea in tante ore trascorse insieme per l’addestramento è incredibile. Credo anche che un soldato, di fronte alla perdita del suo ‘compagno a 4 zampe’ soffra davvero molto”.

La questione dei ‘cani parànon è vista però di buon occhio da enti e organizzazioni per la protezione degli animali. “Penso che gli animali andrebbero lasciati più tranquilli – dice a IGN Carla Rocchi, presidente dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali – Per me già il cane da tartufi se non gestito con il massimo dell’amore rappresenta una forzatura”. “Non si capisce – sottolinea – quale conforto, aiuto o vantaggio per le persone possa rappresentare la pur affettuosissima presenza del cane in una zona di guerra visto che non può riparare le persone e quanto sia giusto per l’animale rischi la vita per riparare persone che combattono una guerra che il cane non ha voluto. Ci sono cani sminatori, ci sono stati cani caricati di esplosivo mandati oltre le linee e a questo scopo vengono utilizzati anche i delfini: non ci siamo fatti mancare nulla – continua Rocchi – Se gli uomini vogliono scornarsi, lo facciano ma lascino in pace gli animali. Io sono favorevolissima all’impiego dei cani in situazione di pace, ma assolutamente contraria se accade in zone di guerra. Penso alle foto pubblicate in questi giorni in cui il cane ha la museruola. Mi chiedo se il cane resta solo in una zona inospitale con la museruola che fine fa? Ha la museruola perché durante il volo morde? Se morde vuol dire che è spaventato e se è spaventato è stato messo in una situazione difficile”. “Sono certa invece – conclude la presidente dell’Enpa – che il cane durante il volo non morde nessuno. Almeno gli togliessero la museruola.

Noi siamo contrari al fatto che i cani possano diventare ‘da guerra’ – afferma con IGN, testata on line del Gruppo ADNKRONOS, Massimo Pradella, vice presidente Oipa – Dopo l’articolo pubblicato dal ‘Sun’, noi avevamo scritto una lettera al ministero della Difesa britannico per avere dei chiarimenti in tal senso visto che si evinceva che i cani correvano quindi gravi rischi per la loro incolumità. Ci hanno risposto a stretto giro, dicendo che venivano menzionati specificamente le SAS e che ‘è politica di questo Dipartimento non commentare su questioni riguardanti le forze speciali britanniche e quindi non possiamo né confermare o negare l’accuratezza di ogni cronaca’”. “Hanno inoltre aggiunto – sottolinea Pradella – che comunque i cani danno un contributo vitale alle capacità militari globali in molte aree importanti e che il ministero della Difesa è impegnato ad intraprendere ogni possibile azione per mantenere la salute ed il benessere dei cani nelle operazioni. Una risposta così evasiva fa pensare quindi che i cani siano in pericolo e per noi è inaccettabile”.

Fonte: Adnkronos

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I cani hanno avuto origine in Medio Oriente

Chow ChowNon in Europa o in Cina, come si sospettava. Lo dimostra la più vasta analisi genetica mai condotta sul Dna dei cani e dei lupi.

I cani hanno avuto origine in Medio Oriente e non in Europa o in Cina, come si sospettava finora. Lo dimostra la più vasta analisi genetica mai condotta sul Dna dei cani e dei lupi, i loro parenti più prossimi nella scala evolutiva. La ricerca, pubblicata su Nature, si deve a un gruppo internazionale coordinato dall’Università della California a Los Angeles (Ucla).

L’area di origine dei cani è perciò la stessa nella quale sono nati i gatti domestici e molti animali da allevamento, così come l’agricoltura. La scoperta è stata una sorpresa per i ricercatori perché nessun reperto archeologico ha mai dimostrato che i cani abbiano avuto origine in quella zona. “I cani sembrano avere molte più somiglianze genetiche in comune con i lupi grigi del Medio Oriente che con le altre popolazioni di lupi nel resto del mondo”, ha detto uno degli autori della ricerca, il biologo evoluzionista Robert Wayne, dell’Ucla.

L’analisi genetica che lo dimostra è una delle più vaste mai condotte finora sul Dna dei cani: “Siamo stati in grado di studiare una quantità di campioni senza precedenti”, ha detto la coordinatrice della ricerca, Bridgett vonHoldt, dell’Ucla. I campioni sui quali si basa lo studio sono stati raccolti da oltre 900 cani provenienti da 85 allevamenti e da oltre 200 lupi grigi selvatici in popolazioni di Nord-America, Medio Oriente e Asia Orientale. Nel patrimonio genetico dei cani sono stati individuate oltre 48.000 “posizioni” memorizzate in chip genetici: in questo modo è stato possibile confrontare tutti i campioni di Dna analizzati nella ricerca.

Le prime testimonianze archeologiche della presenza dei cani in Medio Oriente risalgono a circa 13.000 anni fa, mentre i lupi sono presenti nel Vecchio mondo da centinaia di migliaia di anni. Le più antiche testimonianze archeologiche relative ai cani sono quelle trovate nella Russia occidentale, che risalgono a 31.000 anni fa, e quelle trovate in Belgio, che risalgono a 15.000 anni fa.
Fonte: Ansa

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Educazione del cane

Educazione del cane

Educazione del cane

L’addestramento è un passo necessario per mantenere i cani come animali domestici. I cani, specialmente quelli di grossa taglia, devono essere obbedienti o quantomeno controllabili.
Sebbene i cani possano essere addestrati per svolgere compiti particolarmente complessi, come le operazioni di salvataggio o numeri da circo, ci sono elementi di educazione cinofila che ogni cane dovrebbe apprendere a beneficio di sé stesso e del suo proprietario.
Educare un cucciolo è un po’ come educare un bambino piccolo e bisogna farlo in ogni momento in cui si interagisce con lui. Il cucciolo presenta tanti comportamenti, alcuni graditi e alcuni sgraditi : sta al padrone selezionare quelli graditi e premiarli e stare ben attento a non premiare quelli sgraditi. L’unico importante segreto per crescere un cucciolo equilibrato, che rispetti il padrone e abbia fiducia in lui (o lei) è attenersi a questa regola ogni momento della giornata e cercare di essere coerenti.

Il modo di addestrare un cane può variare a seconda del modo di vivere del padrone, dall’mbiente in cui viene tenuto e dell’indole della razza. Per questo motivo è consigliabile informarsi su quale sia la razza più adatta al proprio stile di vita prima di prendere in casa un cucciolo.
Per educare un cane è necessario riuscire a comunicare con lui; questo significa capire il suo modo di esprimersi e farsi intendere dall’animale stesso.

I migliori risultati finali si ottengono quando un cane viene addestrato dalla persona alla quale dovrà poi ubbidire. Per questo chiunque dovrà gestire l’animale dovrebbe essere coinvolto nella sua educazione, perché il cane dovrebbe essere ubbidiente nella stessa misura a qualsiasi membro della famiglia.

L’addestramento inizia virtualmente alla nascita di un cane. I cani che sono accuditi da persone nelle prime otto settimane di vita sono generalmente più adatti ad essere addestrati e a convivere con il proprietario nella sua stessa casa.

La maggior parte delle tecniche di addestramento si imperniano sul fare complimenti e festeggiamenti quando il cane ubbidisce e rifiutarglieli quando non esegue i comandi. Il comando “no”, pronunciato in modo secco e con risolutezza, è fondamentale per far capire al cane quali comportamenti non deve tenere. Scacciare il cane o rinchiuderlo in una stanza o in un recinto, non è invece molto efficace come punizione. Qualche schiaffo o sculacciata può essere utile quando il cane manifesta comportamenti esagerati con i denti o le zampe, non è un’inutile crudeltà.
Un tono di voce autoritario è fondamentale per ottenere l’obbedienza di un cane. Ciò può apparire troppo arrogante e duro a chi non ha avuto precedenti esperienze con un cane, ma è un dato di fatto che i cani rispondono meglio a questo stile di comandi.

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