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Un canile sostenibile: la città dei cani

Cane di taglia grandeFinalmente la Città dei cani non è solo un sogno diventato progetto, ma presto sarà una realtà». Vanessa Branca abita e lavora a Roma, con Yuri, il suo amico a quattro zampe, da almeno un anno pensa alla realizzazione del suo sogno: una cittadella per i cani abbandonati ma non solo anche per i padroni «bisognosi di aiuto».

«Tutto cominciò esattamente un anno fa, era marzo 2009, quando sono scesa in piazza per i fatti di Scicli (i cani randagi che uccisero un bambino e la conseguente strage di cani; ndr). Quel giorno non ero sola ma con tutto il mio gruppo di Facebook che già allora si chiamava “La città dei cani”. Fu proprio quella l’ occasione, in cui invitai a partecipare Fabio De Lillo, Assessore all’ambiente capitolino, che gli parlai del progetto». Nei canili gli animali spesso sono troppi, stipati nelle gabbie fredde d’inverno e bollenti d’estate.

«Da piccola – prosegue Vanessa – ero terrorizzata dai canili, per questo sognavo un posto dove andare ad adottare cani o gatti o chissà quali altri animali, come un posto pulito, un posto dove passare la giornata per decidere quale animale fosse giusto per me. Dove innamorarmi a prima vista di una capretta salvata dal macello, o di un cane senza zampa. Ma pur sempre animali tenuti da gente che ama stare in quel posto, da gente col sorriso perché le adozioni sono tante e il lavoro diventa piacevole non solo doloroso o doveroso». Ma come si poteva trasformare il sogno in realtà?

«A questo ci ho pensato da grande…ho 37 anni e il problema del randagismo è stata la molla che mi ha spinto a progettarlo. Così nasce “La città dei cani” o Cittadella del cane e del gatto, in cui gli animali vengono tenuti egregiamente perché ci sono delle attività collaterali che porterebbero al funzionamento dell’idea attraverso delle strutture ad hoc come: l’Ospedale veterinario 24ore su 24 h, supermercato basso prezzo di prodotti per animali, negozi per animali di ogni genere, «piccoli ostelli ricettivi per chi vuole più di un giorno per pensare all’adozione. E poi ancora ristoranti vegetariani». E infine l’idea «sostenibile» tutta l’energia per far funzionare

La città dei cani sarà fornita da impianti fotovoltaici, uno per struttura, un modo per rendere «passivo» tutto il complesso. «Ho fatto un tentativo volevo vedere in quanti la pensavano come me e cosi ho creato un gruppo su Facebook che sin da subito raggiunse quasi i 5mila membri. Ho bloccato le iscrizioni per avere modo di mandare newsletter. Come tutti sanno 5mila è il limite per Fb». Molti hanno offerto terreni altri quadri da vendere fino a chi organizza mostre da devolvere pur di vedere realizzato il progetto. «Questi consensi mi hanno dato la forza di presentare in via ufficiosa il progetto al Comune di Roma – prosegue Vanessa Branca – al dr. Federico Coccia, Consulente al Campidoglio, prima e dopo all’Assessore Fabio De Lillo; il loro entusiasmo ha finalmente dato le ali al progetto che hanno comunicato sin dai primi di ottobre scorso, attraverso la stampa.

A breve il mio progetto verrà presentato ufficialmente dall’Assessore De Lillo e dal tavolo tecnico dove sono stata invitata a prendere parte, anche al fine di rappresentare tutti quei cinquemila sognatori di Fb. Tra il sogno e la realtà, c’è di mezzo la volontà. Io lo voglio da sempre! Per quelli che vogliono iscriversi al gruppo di Fb adesso c’è “La Città dei cani 2!”».

Fonte: La Stampa

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Terrier Tibetano

Terrier Tibetano

Terrier Tibetano: foto tratta dal sito www.terriertibetano.com

Il Terrier Tibetano (Tibetan Terrier – Terrier tibétain) è una razza dalle antichissime origini. È ormai provato e anche confermato da molti studiosi e appassionati, che questa razza ha contribuito a dare vita a molte altre razze canine. È stato oggetto di culto nei monasteri lambisti. È stato anche il guardiano della città santa di Lhasa.

Oggi si pensa che la docilità e l’assenza di aggressività siano dovuti al fatto che questi cani siano vissuti in un ambiente raccolto e spirituale quale quello dei monasteri.
I Tibetani li soprannominavano “Piccole Persone”, probabilmente a causa della loro adattabilità alla vita umana, inoltre li consideravano portatori di felicità e di fortuna.

Cane di media grandezza, compatto e vigoroso. Il dorso è diritto, la parte renale è un pochino rialzata, il petto è forte. Il cranio, di media lunghezza, si assottiglia leggermente tra l’orecchio e l’occhio; la depressione fronto-nasale è rimarchevole. L’osso della guancia è piegato senz’essere sporgente. La dentatura a forbice è richiesta ma è ammesso anche un leggero prognatismo superiore. Gli occhi sono grandi, scuri e assai discosti l’un dall’altro. Gli orecchi, abbondantemente frangiati, a forma di V, non sono troppo grandi e non sono aderenti. Le estremità sono diritte e molto guarnite di pelo. Il garretto è basso e la coda, di media lunghezza, inserita molto in alto e frangiata, è gaiamente portata sul dorso.
La statura del maschio varia da 31 a 40 centimetri; quella della femmina è di poco inferiore.

Cane da compagnia al 100%, ma il Terrier del Tibet è anche un personaggio.
Molto naturale nel suo aspetto e nel suo comportamento, è spontaneo, franco, allegro, piuttosto calmo, e soprattutto molto vicino al suo padrone. Non è il caso di fare del Terrier del Tibet un cane prezioso e sofisticato, che preferisce i cuscini e i nastrini a l’esercizio fisico. È infatti una razza rustica, attiva, perspicace e piena di vivacità.

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Esposizione Canina Internazionale a Reggio Emilia

Esposizione Canina

Esposizione Canina

Descrizione Evento
La Fiera di Reggio Emilia ospita un’incredibile esposizione internazionale di cani delle principali razze canine. All’interno dei padiglioni della Fiera si radunano centinaia di esemplari per un evento oramai consolidato, promosso dal Gruppo Cinofilo Reggiano.

Settori Merceologici
Cane da lupo cecoslovacco; cane da pastore di Brie; cane da pastore Scozzese a pelo lungo; alano; dobermann; dogo argentino; dogue de bordeaux; rottweiler; pinscher; zwergpinscher; shar pei; american staffordshire terrier ; basenji; spitz wolfspitz; bassethound; weimaraner; labrador retriever;
barboni; levriero afgano.

Categorie d’Interesse

Pubblico e operatori del settore

Organizzazione Ente
Gruppo Cinofilo Reggiano
Via Pariati, 28
42100 Reggio Emilia (RE)

Per Informazioni
Tel: (+39) 0522 282932
Fax: (+39) 0522 323235
gruppocinofilore@libero.it
www.gruppocinofiloreggiano.com

Attenzione, la descrizione e le date dell’evento sono tratte dal sito ufficiale dell’ente organizzatore e sono soggette a possibili variazioni, la redazione di www.abcfiere.com declina ogni responsabilità circa l’inesattezza dei suddetti dati e consiglia di contattare l’organizzatore per conferma dei tempi e modalità di svolgimento della manifestazione.

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Avvelenati due dei cani da guardia di Marina Berlusconi

Marina BerlusconiAperta un’inchiesta sul tentativo di avvelenamento dei cani di Marina Berlusconi alla sua villa a Châteauneuf-de-Grasse, nell’entroterra della Costa Azzurra, in Francia. Ignoti hanno provato ad ammazzare, con probabile veleno per topi, due dei sette cani che fanno da guardia alla residenza dove il presidente Fininvest e consigliere di Mediobanca ama trascorrere le vacanze o i week-end con il Marito Maurizio Vanadia e i figli. A riportare la notizia è il quotidiano nizzardo Nice-Matin che titola “Chi vuole avvelenare i cani della figlia di Berlusconi?“.

Secondo il giornale nella sua versione online ci sono stati due tentativi di avvelenamento andati a vuoto: il primo sarebbe avvenuto il 28 febbraio scorso, il secondo due giorni fa. In entrambi i casi i soccorsi sono arrivati in tempo e i cani vittime dell’azione degli avvelenatori sono stati salvati. La gendarmeria di Grasse ieri mattina ha aperto un’inchiesta contro ignoti.

La località di Châteauneuf-de-Grasse, in Provenza, è considerata una delle migliori mete turistiche del sud della Francia. A soli 30 chilometri da Nizza, il villaggio si erge a 400 metri d’altezza sulle Alpi Marittime e la campagna che lo circonda si estende fino alla Baia di Cannes. Caratteristico il centro storico di Châteauneuf-de-Grasse con le sue strade strette, antiche abitazioni, castelli e piccole parrocchie, la maggior parte delle quali sono decorate con finestre scolpite che hanno reso famosa la località.

Fonte: Adnkronos

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Pellicce di cani e gatti

pelliccia di caneQuesta e’ una mail che sta circolando tra gli animalisti e racconta una terribile verita’, cani e gatti usati per bordare guanti, cappotti, cappucci di giacche. A testimoniare l’orrore ci sono le foto, terribili , inumane.

CRUDELTA’ ALL’ORIGINE

Ci sono state sporadiche segnalazioni riguardo uccisioni di cani e gatti per l’uso della loro pelliccia in diversi paesi, incluso la Mongolia, Corea, Australia e l’inghilterra. Questa investigazione e’ concentrata in Cina, paese considerato come grande risorsa di pellicce di cani e gatti, e inoltre, paese chiave negli affari del commercio di pelli. Paese dove siamo riusciti a sviluppare contatti e connessioni che ci hanno permesso l’accesso ad alcuni dei nostri sotto forma di “agenti segreti”. Gli investigatori hanno visitato industrie statali di “prodotti animali” in Beijing e nelle province di Hebei, Heilongjiang, e Henan per scoprire informazioni dettagliate sulla produzione e il commercio di pellicce di cani e gatti.
La Cina ha anche un fiorente commercio in carne di cane; la carne di gatto, secondo i rapporti, pare sia mangiata solo a Canton. Abbiamo scoperto che i cani e i gatti sono generalmente cresciuti in allevamenti, specificamente nella Cina del nord dove il clima freddo mantiene la qualita’ e lo spessore della pelle dell’animale. Gli animali sono esposti a temperature bassissime. A partire da 5 fino a 300 cani devono essere tenuti in “magazzino” (orrende gabbie) nelle aziende di cani, e in quelle di gatti ne tengo fino a 70. Molte volte cani e gatti non provengono neanche dagli appositi allevamenti. Una famiglia cinese puo’ semplicemente tenere qualche cane e gatto, e in inverno, quando la stagione del macello comincia, la famiglia uccide gli animali e porta le pelli al mercato. Molti villaggi hanno mercatini che servono come punti di collezione di pelli di cani e gatti uccisi localmente.

CANI
Gli investigatori hanno visitato un allevamento di cani a nord della citta’ di Harbin. Hanno documentato la presenza di cani vivi in stanze ghiacciate dal freddo dell’inverno, circondati da cani morti appesi a ganci. I cani erano destinati ad essere venduti e mangiati a Harbin e il pelo venduto al commercio delle pelli. I cani venivano chiusi in un sacco e trasportati con una macchina al macello, in un viaggio di diverse ore. Gli investigatori hanno inoltre scoperto che i macellai di quella zona uccidono dai 10 ai 12 cani al giorno, vendendo la loro carne e pelle. (Non e’ indispensabile aspettare che il cane sia morto per iniziare a squoiarlo, basta tramortirlo.)

L’EFFETTO SUI CONSUMATORI AMERICANI
E’ molto difficile, se non impossibile sapere se le pelli di cani e gatti arrivano negli Stati Uniti. Gli investigatori hanno trovato in alcuni negozi giacche con l’etichetta “Mongolia dog fur”, mentre altri indumenti, anche se senza etichetta, sembrano decisamente provenienti da questi poveri animali. E’ impossibile identificare tutti i materiali con lavorazione in pelle che entrano negli Stati Uniti. Ogni anno milioni di pelli di animali vengono importate negli Stati Uniti e in Europa da paesi di tutto il mondo, compreso la Cina e altri paesi asiatici. Le statistiche sull’import e l’export delle pelli sono tenute dal Dipartimento del Commercio Statunitense, ma non tutte le pelli vengono categorizzate.Una grande parte di pelli vengono raggruppate insieme e messe sotto una categoria NESOI (Not elswhere specified or Otherwise Indicated – Non specificato o indicato da nessuna parte).
Questa categoria include pelli di animali che non sono specificamente definite dall’ufficio del Commercio, la legge federale in questo momento NON proibisce l’importazione di pelli di cani e gatti negli Stati Uniti. (anche la legge italiana non impedisce l’importazione di pellicce di cani e gatti)!!!

Gli investigatori hanno scoperto che molte compagnie e anche individui coinvolti nel mercato di queste pelli, cercano di usare nomi molto ambigui da mettere sulle etichette, in modo da deviare la verita’ sull’origine delle pelli. Nel 1998 un ammendamento ha informato il commercio di pelli che, materiali che costano meno di 150$ sono esenti dall’avere un’etichetta. Nel 1994 la ditta Tecnica USA, affiliata alla Tecnica S.P.A. in ITALIA, ha pagato una multa e fermato le importazioni di stivali con il bordo di pelo (pelo di cane). Gli animalisti hanno protestato dopo avere scoperto che i doposci avevano un’etichetta che diceva: “Trim: chinese dog fur”. Questi prodotti erano venduti in 600 negozi. Le compagnie rappresentative in New Hampshire sostenevano che fosse “coyote a pelo lungo”, ma pochi animali selvaggi abitano l’Asia, e i coyote esistono
solo nel nord e sud America. Purtroppo, ci saranno altre compagnie come la Tecnica ancora tutte da scoprire.

Questo dovrebbe essere sufficiente per convincere le persone a non acquistare materiali con pelo, pelle, ecc. Ci sono altrettanti milioni di persone che adorano gli animali, e se solo ognuno di noi pensasse all’orrore nel quale questi cani e gatti sono sottoposti, basterebbe a fermare la gente dall’acquistare materiali di questo genere. Eccovi una lista di nomi che si trovano sulle etichette di queste pellicce o anche indumenti che possano destare sospetto:

PELO DI CANE si puo’ trovare scritto in questo modo sulle etichette:
- Gae Wolf
- Sobaki
- Asian jackal
- Gou – pee
- Goupee
- Kou pi
- Gubi
- China wolf
- Asian wolf
- Pommern wolf
- Loup d’Asie
- Asiatic racoon dog
- Corsac fox
- Dogues du Chine

La pelliccia di cane puo’ inoltre essere dichiarata come:
- Special skin (pelle speciale)
- Lamb skin (pelle d’agnello)
- Mountain goat skin (pelle di capra di montagna)
- Sakhon Nakhon Lamb skin (altro tipo di pelle di agnello)

PELLE DI GATTO si puo’ trovare scritto in questo modo sulle etichette:

- Housecat
- Wild Cat
- Katzenfelle
- Goyangi
- Mountain cat

MA MOLTO SPESSO L’ETICHETTA NON C’E’ PROPRIO!!!!!

Le pellicce di cani e gatti vengono usate per confezionare pellicce intere a basso costo, ma molto piu’ spesso per orlare polsini, cappucci di giubbotti, colletti, guanti, scarpe…
Per fermare questo orrore non comprate nulla che abbia del pelo NON sintetico.

Fonte: www.enpa.sv.it/pelliccecani.htm

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Truffe: cani di razza gratis sul web

Truffe caniPromettono cani di razza provenienti dal Camerun gratis in cambio del biglietto aereo per trasportare gli animali dall’Africa in Italia. Dopo aver intascato i soldi del biglietto e, in alcuni casi, per inesistenti visite veterinarie, i truffatori fanno perdere poi ogni traccia. Sono quasi 25mila gli italiani cascati nella truffa, denuncia l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente, per un giro d’affari di almeno 10 milioni di euro.

In alcuni casi, i truffati hanno inviato anche il numero della propria carta di credito dalla quale sono stati fatti prelievi di 5mila euro. Il sistema è semplice: questi truffatori mettono un annuncio civetta su uno dei tanti siti internet promettendo di regalare cuccioli di cani di razza di piccola taglia che in Italia costano fino a 2.500 euro.

Per poter adottare l’animale è però necessario pagare il biglietto aereo per il suo trasporto dal Camerun all’Italia, biglietto che costa mediamente dai 128 ai 300 euro.

Migliaia di persone attratte da questa prospettiva sono cadute nel tranello e dopo aver versato i soldi, hanno aspettato fiduciosi l’arrivo del cane. Dopo qualche giorno l’amara sorpresa: una email con la quale si comunica che il cane non arriva in Italia perché ricoverato in quarantena in centri veterinari in Spagna, Germania, Svizzera ed Inghilterra.

A questo punto i truffatori chiedono agli amanti degli animali altri soldi per coprire le spese veterinarie e il successivo viaggio aereo da uno di questi Paesi verso l’Italia, per una cifra che varia dai 250 ai 750 euro. Del cane nessuna traccia, mentre i truffatori scompaiono.

Cosa fare o non fare
“Segnalare subito alla polizia postale o a noi dell’associazione (canicamerun@libero.it) se si ricevono le email sospette”. E’ il consiglio di Lorenzo Croci, presidente dell’Aidaa intervistato da Tgcom. “Questi truffatori lavorano negli internet point in Italia. Quando si effettuano i versamenti, i soldi non vanno in Camerun o in altri Paesi ma rimangono in Italia”. Per Croci è fondamentale che, una volta denunciati i siti sospetti, i falsi annunci siano subito tolti. Ma per chi vuole avere un cucciolo di razza? La risposta è ovvia. “Andare nei canili o nei negozi specializzati, non fidarsi di fantomatici siti in internet”, avverte ancora Croci che aggiunge: “Il fenomeno è più vasto di quanto non si possa pensare, dal momento che molte persone non denunciano la truffa per vergogna”.

Fonte: TGCOM

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