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Sydney, concerto per cani all’Opera House

Sidney

Sidney

Un concerto sulla scalinata dell’Opera House di Sydney per soli cani, e’ fra le attrazioni del Vivid Sydney Festival (27 maggio-21 giugno).

L’evento cinofilo, il 5 giugno, e’ ispirato dalla musica – a frequenze inaudibili dagli umani – che l’artista newyorchese Laurie Anderson, curatrice del festival col marito rock star Lou Reed, fa ascoltare da 11 anni al suo terrier Lollabelle.

Il concerto gratuito sara’ breve, 20 minuti, poiche’ i cani hanno periodi ridotti di concentrazione.

Fonte: Ansa

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Aidaa: togliere cani tenuti da clandestini e Rom

Cane

Cane grossa taglia

Togliere i cani, specie quelli di grossa taglia, agli extracomunitari irregolari perchè spesso li usano a fini criminosi ad esempio nei combattimenti, per l’accattonaggio o come cani da guardia nelle zone di spaccio.

E’ la proposta lanciata da Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente il cui tribunale ha sede a Parma.

Sono diverse migliaia (almeno 15.000) i cani posseduti illegalmente in Italia dagli extracomunitari illegali e dagli zingari – spiega in una nota l’associazione – cani che ovviamente non solo non sono microchippati o sottoposti alle dovute vaccinazioni, ma che spesso sono addirittura tenuti in cattività rinchiusi in piccoli recinti e alla catena e sottoposti ad atroci maltrattamenti e denutriti, proprio allo scopo di renderli aggressivi sia per essere usati per i combattimenti che per essere addestrati a essere aggressivi”.

Secondo Aidaa, i 15 mila animali sono ”oggetto di almeno 20 mila reati l’anno e dalle loro attivita’ la malavita che li gestisce, ottiene un giro di diverse decine di milioni di euro”.

Per questo il presidente nazionale, Lorenzo Croce, chiede di incentivare i sequestri immediati degli animali. (ANSA)

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La vita del nostro cane vale 78 euro

Cucciolo

Cucciolo

Sono state approvate dal Senato le modifiche al Codice della Strada che prevedono parecchie restrizioni e numerosi aumenti in termini economici per le multe già in vigore.

Colpisce in positivo, ma anche in negativo una delle disposizioni, dove è previsto che investire un animale domestico, protetto o da lavoro e non fermarsi per soccorrerlo comporta una semplice multa da 78€.

Intanto ci chiediamo, vale soltanto la vita degli animali domestici? I randagi che non sono animali propriamente domestici o protetti o da lavoro possono essere investiti tranquillamente?

Si possono investire e dilaniare colombi, corvi o altri piccoli uccelli che si trovano a camminare sulle strade per cercare del cibo senza nessuna multa?

Inoltre se l’ animale muore perché non valgono le pene equivalenti all’ uccisione volontaria e quindi al canicidio?

Questi dubbi devono essere scontati quando si decide sulla vita e sulla morte di creature viventi come sono cani, gatti, uccelli, scoiattoli e altri animali e quando si quantifica la loro vita.

Putroppo la discrasia in questa legge è questa, se da un lato è giusto alzare le multe per gli eccessi di velocità, per chi trucca e altera le minicar, per chi abusa di droghe e alcol, sarebbe altrettanto giusto alzarle, e molto di più per gli investimenti di animali.

In questa legge si arriva a far pagare multe di 500 per chi supera i limiti di 40Km/h, certo con un grosso rischio per chiunque anche per la vita degli animali, ma non si pensa, e sarebbe di conseguenza, ad una multa di almeno 1000€ (simboliche, perché la vita del nostro animale, anche di un uccello o criceto non si può sminuire a tale cifra), sembra un po’ un incongruenza di tale provvedimento.

Di contro, tra le modifiche positive, molto corretta è stata quella di abbassare la notifica delle multe a soli 60 giorni, dopo i quali, la multa non notificata viene annullata; in caso di multe notificate immediatamente il termine di invio del verbale si estende a 90gg.

Nel complesso le modifiche sono positive, si spera solo in un attenzione maggiore alla nostra natura.

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Non vedente con cane guida cacciata dall’ospedale

Pastore Tedesco

Pastore Tedesco

Una operatrice dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ha tentato di cacciare una insegnante non vedente, invalida al 100%, perché era accompagnata dal cane guida, l’unico supporto che le consente di muoversi in limitata autonomia. Non riconoscendo l’utilità dell’animale a quattro zampe, l’operatrice sanitaria avrebbe intimato a più riprese alla signora di allontanare il cane per motivi igienici, in quanto possibile portatore di germi e microbi in un ambiente sanitario.  La donna tuttavia, approfittando di un momentaneo allontanamento dell’infermiera, sarebbe riuscita a raggiungere l’ambulatorio e a farsi visitare dal medico ortopedico che l’attendeva e che non avrebbe avuto nulla da obiettare sulla presenza dell’animale.

L’episodio, accaduto nel febbraio scorso, è stato riportato oggi dalla stampa locale in quanto, qualche giorno fa, la signora avrebbe ricevuto una lettera di scuse da parte della direzione dell’azienda ospedaliera reggiana, in cui si  dice rammaricata per tale episodio che ha coinvolto un operatore dell’ospedale, che, nell’esercizio delle sue funzioni ha vietato l’ingresso all’animale, richiamando il rispetto al regolamento interno.

Protagonista della triste vicenda, una ex insegnante di scuola materna, Patrizia Martini, originaria di Modena che si era presentata nei locali dei poliambulatori dell’ospedale per sottoporsi ad una visita medica programmata.  La signora Martini, che ha riferito di essersi sentita  “umiliata” per l’episodio, si sarebbe così rivolta al suo legale, Marco Rossa che ha subito inviato una lettera alla direzione sanitaria dell’ospedale per chiedere spiegazioni sull’accaduto e sull’esistenza di un protocollo di comportamento ospedaliero per le persone che necessitano del cane guida.  “Ovviamente si possono prevedere le naturali eccezioni e certamente le necessità di autonomia della persona non vedente rappresentano una di quelle eccezioni”, si legge nella lettera inviata dall’azienda ospedaliera.

Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente), rileva che “Sono oltre 200 gli ospedali italiani che non ammettono l’ingresso nei reparti di degenza dei cani guida per non vedenti, creando di fatto una situazione assolutamente discriminante nei confronti di questi cittadini”. In altre strutture ospedaliere invece “è ammessa la presenza del cane guida sia in fase di ricovero, che in fase di visita”. Si tratta dunque di una situazione che “andrebbe omologata e uniformata attraverso la modifica ministeriale dei regolamenti ospedalieri“: si parla quindi un’ ordinanza che permetta l’ingresso dei cani nei reparti di degenza delle strutture ospedaliere ad esclusione ovviamente dei reparti di rianimazione, chirurgia e nei reparti “infettivi”.

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I cani avranno la loro città alla Bufalotta

CaneImmaginate un canile come non l’avete mai visto prima. Dotato d’impianto fotovoltaico, tanto per incominciare, con un ospedale veterinario aperto 24 ore su 24, un supermercato low-cost di prodotti per animali e una zona didattica dove insegnare ai bambini come rapportarsi con i loro amici a quattro zampe e con determinate razze in particolare. E ancora: il progetto originario prevede uno spazio ristoro dove fare l’aperitivo e persino una struttura ricettiva nella quale fermarsi a riflettere sull’adozione nel caso in cui una persona necessitasse di più tempo. Un sogno? Non proprio.

L’idea è venuta a Vanessa Branca, autrice televisiva, romana, una vita spesa nel volontariato, che fin da bambina fantastica di realizzare un complesso di questo tipo. E che da un anno a questa parte si sta adoperando per trasformare il sogno in realtà, anche grazie all’appoggio del Comune e dell’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo.

«Si chiamerà la città dei cani», esordisce l’ideatrice del progetto. E quando dice «città» intende una città vera e propria. In grado di accogliere cani e gatti bisognosi di aiuto ma anche i padroni. «Mi piacerebbe che diventasse un luogo di ritrovo dove gli amanti degli animali possano trascorrere del tempo insieme e non un semplice canile», sorride Vanessa.
Ma altrochè canile: ascoltandola parlare scopriamo che quello che ha in mente si avvicina di più a un resort di lusso. L’ambizione neanche troppo velata è di diventare un punto di riferimento a livello nazionale.

Già pronto il terreno; a meno d’intoppi dell’ultimo minuto entro un anno e mezzo le Città dei Cani vedrà la luce alla Bufalotta. «Tra le altre cose – prosegue Vanessa – realizzeremo un portale dove consultare i profili degli animali presenti nella struttura, con la loro storia e le loro fotografie». Nelle sue intenzioni il portale servirà anche a dare una mano alle cosiddette «associazioni trasparenti», ovvero quelle associazioni che ospitano un numero di cani ristretto, in modo da aiutarle ad acquisire maggiore visibilità così da favorire le adozioni.
In una città in cui il problema del randagismo è più vivo che mai, stando alle ultime stime ammonterebbero a oltre 5mila i cani senza padrone che girovagano per la Capitale, con i canili che sono sul punto di scoppiare tanto sono pieni e che non sempre si dimostrano all’altezza della situazione, la città di cui parla Vanessa rappresenta senz’altro una soluzione interessante. Incredibile l’entusiasmo suscitato fin qui dal progetto. «Il sostegno che ho ricevuto da parte della gente mi ha lasciato senza parole» confida l’artefice di tutto questo. Per pubblicizzare l’idea della «Città dei Cani» Vanessa ha fatto perno su Facebook e nel giro di un anno il gruppo che ha appositamente creato sul social network ha totalizzato più di 7mila contatti.

«In questi mesi mi hanno scritto in molti dicendomi di volere fare una donazione – racconta – c’è chi si è proposto di vendersi i quadri pur di poter dare il suo contributo e perfino chi si è detto pronto a devolverci un terreno dove realizzare la struttura nel caso non ce l’avessimo già». Un’autentica maratona di solidarietà, non c’è che dire, a riprova del fatto che Vanessa sembra aver colto nel segno.

Fonte: Il giornale.it

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Il vostro cane è gay, non può entrare nel nostro ristorante

Cane

Cane

Commedia degli equivoci quella consumata sull’uscio del ristorante Thai Spice di Grange, in Australia. La vicenda risale allo scorso maggio 2009, ma è balzata alla cronaca solo ora, che il tribunale per le pari opportunità ha emesso la sentenza contro la taverna omofoba che dovrà risarcire il proprietario del cane con una somma pari a 1400 dollari. Ma facciamo ordine. Tutto è accaduto quando il signor Ian Jolly e la signora Chris Lawrence hanno dovuto rinunciare alla cena tailandese. Il motivo? Secondo il cameriere, Nundge era “stato operato per diventare gay”, come si legge nella dichiarazione di Hong Hoa Thi To e Anh Hoang Le, proprietari del ristorante.

Solo che: primo, Nundge è un cane guida per persone non vedenti. Tant’è che Ian Jolly ha deciso di sporgere denuncia per questo ridicolo caso di discriminazione: «Io voglio semplicemente potere andare dovunque come tutti e avere la possibilità di uscire a cena, essere lasciato in pace e gustarmi un buon piatto».

Secondo: può un cane essere gay? «No, non esiste una sessualità del maschio che vada a cercare un altro maschio, perché manca l’ormone prodotto dalla femmina» dice Marco Melosi, veterinario vicepresidente Anmvi. «Il cane poteva essere stato solo sterilizzato, visto che l’unico intervento che si fa sui cani è la castrazione (nel maschio) e l’ovariectomia nella femmina. Quindi: si tolgono o i testicoli o le ovaie. In questo modo, il cane non ha più l’ormone sessuale (estrogeno nelle femmine e testosterone nei maschi) e di conseguenza sia la femmina che il maschio non ricercano più l’accoppiamento. In sostanza – continua Melosi – la femmina non va più “in estro” (calore) e quindi non ha più i due cicli l’anno, unici momenti in cui la cagna può rimanere gravita. C’è da dire che il maschio va in cerca della femmina solo quando lei è in calore. Lei lo “accetta” rilasciando degli ormoni (feromoni) che il cane, col naso, apprezza e cattura. Al di fuori di questo periodo né il maschio, né la femmina si accoppiano: a differenza degli uomini, Fido non conosce l’aspetto ludico dell’accoppiamento. Al contrario, esiste solo il proseguimento della specie».

Fonte

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