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Bovaro delle Fiandre

Bovaro delle Fiandre

Bovaro delle Fiandre

ll Bovaro delle Fiandre è nato alla fine del XIX secolo, quando, prima della meccanizzazione dell’agricoltura, l’aiuto del cane era indispensabile per la conduzione delle mandrie, per tirare il carretto, per la guardia della fattoria, per il contrabbando di tabacco dalla Francia al Belgio.
La sua patria d’origine è la vallata del fiume Lys, che percorre le Fiandre francesi e belghe; una regione dura e rude dove nessuno si faceva sedurre dall’aspetto estetico. Così il Bovaro delle Fiandre, diversamente da altre razze come il Dobermann, il Pastore tedesco ecc. che sono state create da un uomo, nasce da un intero popolo, come un prodotto regionale.
Non si sa bene come sia stato creato, ma sicuramente l’obiettivo era di ottenere un cane forte, dal carattere rude come il suo pelo: sono appunto questi gli antenati dell’attuale Bovaro delle Fiandre di cui si ritrovano tracce nella letteratura cinofila e nell’iconografia di fine secolo.
In Italia la razza è tutelata dal Club Italiano Bovaro delle Fiandre che ne promuove la diffusione. Il CIBF gestisce un servizio segnalazione cucciolate e ci si può rivolgere alla segreteria o alla presidenza per ogni informazione sulla razza. Il Bovaro delle Fiandre, come indica il suo nome, è originario delle Fiandre, sia Belghe che Francesi, non essendo queste due contrade separate da frontiere naturali.
Originariamente il Bovaro delle Fiandre era impiegato come conduttore di mandrie, come cane da fatica e cane da zangola. L’aggiornamento delle atrezzature agricole ne ha modificato l’utilizzazione originaria e oggi il Bovaro delle Fiandre è impiegato soprattutto come cane da guardia per la proprietà agricola e come cane da difesa e ausiliario per la polizia.

Cane di media taglia, mesomorfo mesocefalo. Classificato morfologicamente come tipo Molosso-Lupoide. Brevilineo. Il corpo è corto e tozzo. È un cane di aspetto massiccio, con grande personalità. Il suo tipico manto ne accentua la sua immagine di forza. È una razza che ha una conformazione ideale per vivere all’aria aperta. Ha una costruzione solida e di giusti rapporti. Abbastanza ben proporzionato. Ha un’eccellente muscolatura che gli consente una grande rapidità nei movimenti. La testa è totalmente ricoperta di pelo. Gli arti sono forti.

È un cane dal notevole equilibrio psichico, molto tranquillo, e spesso diffidente con gli estranei. In famiglia è perfettamente integrabile, premuroso e attento con i bambini. Rapido nelle decisioni, il Bovaro delle Fiandre è un vero tuttofare, dotato di spiccata intelligenza e sensibilità. Molto adattabile risponde a qualsivoglia tipo di addestramento, purché ci sia un buon affiatamento con il padrone. L’agilità nonostante la mole ed il fiuto eccezionale ne fanno un cane utilizzabile sia per la difesa che per la ricerca di persone.

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Apertura anticipata

Caccia

Caccia

Caccia, apertura anticipata. Il wwf: “Si rischiano gravi danni alle specie”

“I giorni di fine estate sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo”

La stagione di caccia inizia nel peggiore dei modi ancora una volta le esigenze di tutela della fauna vengono sacrificate dai nostri politici per soddisfare le richieste del mondo venatorio. Ad affermarlo è Guido Scoccianti, responsabile del Settore Caccia del WWF Toscana, contrario all’apertura anticipata della stagione venatoria, approvata oggi dalla Regione. “I giorni di fine estate – continua Scoccianti – sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia in questo periodo determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo e anche a tutte le altre, soggette a disturbo e a possibili abbattimenti”.

A criticare la preapertura, ci sarebbe accanto a Wwf anche il mondo scientifico, che “da sempre indica in questo tipo di caccia un elemento critico. In particolare per quanto riguarda gli anatidi (germano reale, alzavola, marzaiola), l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale anche in un suo recentissimo documento, che dovrebbe costituire le linee guida per i calendari venatori delle Regioni, ha indicato come assolutamente da non consentire l’apertura anticipata ai primi di settembre.”

La caccia ai primi di settembre – si legge in un comunicato dell’associazione – va ad incidere su un periodo in cui tutta la fauna selvatica è in genere messa in difficoltà da condizioni ambientali non facili di fine estate e nel quale non tutti i giovani dell’anno sono ancora completamente indipendenti (e in particolare quest’anno, per le condizioni climatiche verificatesi, si è avuto significativi ritardi nel periodo riproduttivo)”. Inoltre, si aggiunge “non essendo ancora giunti i contingenti migratori dal nord, si concentra sui soggetti che nidificano sul nostro territorio e che sono quindi di particolare importanza per la nostra fauna”.

Per quanto riguarda le anatre, infine la nuova apertura ricadrebbe “in un periodo in cui parte delle femmine non hanno ancora completato la muta e possono avere difficoltà di volo” e comporterebbe “un impatto indiretto (disturbo) e anche diretto (possibili atti di bracconaggio) sulle tante specie protette che in questo periodo stanno iniziando il lungo volo migratorio e ancora si trovano sul nostro territorio”.

“E se a qualcuno – prosegue il documento – viene da chiedersi come mai la Regione approvi il 30 agosto una pratica che avrà inizio solo 2 giorni dopo (il 1° settembre), la risposta è presto trovata: i nostri amministratori sanno bene quanto una deliberazione di questo tipo sia caratterizzata da vizi di legittimità (proprio per la mancanza di quei dati e di quei pareri tecnici positivi che sarebbero necessari per norma nazionale) e con un’approvazione così a ridosso delle date di effettuazione del prelievo intendono mettersi al riparo dall’intervento delle Associazioni ambientaliste con possibili ricorsi al TAR volti far valere la giusta applicazione delle leggi vigenti (ricorso che ovviamente non può ottenere discussione nell’arco di 48 ore). E’ questo il modo di portare avanti una corretta politica di gestione della fauna selvatica e dell’ambiente?”.

Fonte

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Dermatite

Dermatite nel cane

Dermatite nel cane

Nel cane sono dovute a infezioni locali provocate da germi o virus. Le più frequenti sono l’acne, le foruncolosi, le ulcere cutanee, le piodermiti, gli ascessi interdigitali e l’intertrigine.

Sono particolarmente penosi per i cani da caccia; compaiono in seguito a penetrazioni di piccoli corpi estranei nel piede o ad affezioni batteriche e micotiche dello spazio interditale.

Il cane si dimostra riluttante alla corsa soprattutto su terreni accidentati. al di là di questo inconveniente l’animale non presenta disturbi di carattere generale.

La guarigione incompleta e le recidive costringono talora a rinunciare all’utilizzazione venatoria dell’animale.

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Rhodesian Ridgeback

Rhodesian Ridgeback

Rhodesian Ridgeback

Il Rhodesian Ridgeback è un cane di grande taglia, a pelo raso, di colore marrone (dal grano chiaro al grano scuro – rosso). La particolarita’ di questa razza è la cresta sul dorso (ridge), formata da pelo che cresce in direzione opposta al resto del mantello.

È originario dell’ Africa Meridionale, dove è stato selezionato come cane polivalente che accompagnava i coloni nell’opera di esplorazione e colonizzazione del Sud dell’Africa. Compiti di questo cane al tempo erano essenzialmente la caccia, soprattutto a grosse prede tra cui il leone,, la guardia della proprietà e degli animali da allevamento e la protezione della famiglia e in particolare dei bambini.

C’è un po’ di mistero sulle origini di questa particolare razza canina. Cani con le medesime caratteristiche del Rhodesian Ridgeback (Chien de Rhodésie à crete dorsale), cioè con la tipica cresta, esistono solamente in due punti della Terra, l’Africa del Sud e il Siam, dove giunse in seguito al commercio degli schiavi. Esiste una leggenda per la quale la cresta sul dorso sarebbe la zampata di un leone. Questa razza è poco conosciuta in Italia e nel resto d’Europa; è molto difficile trovare un cucciolo.

Cane forte e muscoloso; di media taglia. tronco dalle forme sintetiche, capace di resistenza e rapidità. Cane ben proporzionato. La caratteristica che rende unica la razza è la tipica e particolarissima cresta sul dorso.

È un cane di grande temperamento e personalità, molto indipendente e intelligente, a volte dotato di una certa dose di aggressività; necessita di accurata socializzazione e attenta educazione. È consigliata in modo particolare la partecipazione a corsi collettivi di socializzazione e educazione sin dai primi mesi, per iniziare un percorso di socializzazione ed educazione graduale e costante, che dovrà durare almeno fino al raggiungimento della maturità fisica e psichica del cane.

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Segugio Serbo

Segugio Serbo

Segugio Serbo

Tutto quello che gli esperti e gli appassionati hanno scoperto del Segugio Serbo (Serbski gonic – Balkanski Gonic – Segugio dei Balcani – Chien courant serbe) è che deriva dai Segugi importati dai Fenici in Europa. Questo cane si è adattato e si è sviluppato nei paesi balcanici, dove esiste da moltissimo tempo. Ci sono dei dipinti di secoli fa che lo rappresentano accanto a persone importanti.

Cane di media taglia. Segugio mediolineo. La razza è nota anche con il nome di Segugio dei Balcani. È discretamente diffuso nella sua patria d’origine. Si può vedere raramente negli altri Paesi, sia europei che extra-europei.

Questo segugio è un ottimo cacciatore, soprattutto di lepri, cinghiali e caprioli. È un cane che si adatta ad ogni tipo di terreno e clima. Molto pieno di grinta, volenteroso e intelligente. Sul lavoro è instancabile. Può vivere, senza problemi, a contatto diretto con i bambini. Ha bisogno di molto esercizio fisico. Non è indicato per la vita cittadina. Ama molto correre e fare lunghissime passeggiate. La sua aspirazione giornaliera è esplorare nuove zone e far contento il suo padrone nel stanare la preda. Possiede un ottimo fiuto.

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La displasia dell’anca nel cane

displasia dell'anca nel cane

displasia dell'anca nel cane

La displasia dell’anca rappresenta la principale patologia dell’articolazione coxo-femorale nel cane ed è la causa più frequente di osteoartrite a carico di tale articolazione. Si riscontra con incidenza variabile in differenti razze, prevalentemente in soggetti di taglia grande e gigante.
Le razze considerate più a rischio sono il Pastore Tedesco, il San. Bernardo, il Labrador, il Golden Retriever, il Rottweiler, i Bovari, i Mastiff e molti altri, senza escludere tutti i cani incrociati con razze predisposte.

La displasia dell’anca del cane è una malattia ad eziologia multifattoriale, nella quale fattori genetici predisponesti associati a fattori ambientali determinano l’insorgenza di un processo di rimodellamento e di successiva degenerazione articolare.

La somministrazione di diete ipercaloriche, iperproteiche, eccessi di integrazione con vitamine e sali minerali, possono influenzare negativamente lo sviluppo scheletrico.

La displasia ha esordio con una zoppia più o meno evidente a causa dell’attrito fra le due superifici articolari che provocano dolore. Prima di tutto il cane accuserà una zoppia saltuaria in particolar modo all’inizio dell’attività fisica, che andrà poi migliorando con il movimento.

La terapia può essere di tipo medico – conservativo, basata cioè sulla somministrazione di antinfiammatori, condroprotettori, agopuntura ecc. mirata a ridurre il dolore oppure di tipo chirurgico.

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