Sono mostri, immeritevoli di chiamarsi uomini, tutti coloro che approvano, sostengono e praticano la vivisezione. Essa è un delitto abominevole al pari della pedofilia.
Cani e gatti sezionati vivi sono come quei bambini violentati e seviziati dai preti pedofili. La dottrina cristiana dovrebbe condannare la vivisezione se si dice ispirata ai dogmi e ai precetti del nuovo e vecchio testamento.
Gesù Cristo ama e rispetta gli animali, creature di Dio e naturalmente disapprova la pratica moderna della vivisezione che può giudicare solo come un’aberrazione religiosa e giuridica.
Le ultime normative approvate in materia di vivisezione registrano un inquietante passo indietro, poiché anche cani e gatti randagi possono essere sottoposti a vivisezione.
Il Papa, ministro di Dio, dovrebbe pronunciarsi su una tematica che riguarda degli esseri viventi, creature del creato, cui leggi barbare condannano a una fine di sofferenze atroci, inenarrabili, in nome della scienza. Sei volte su dieci gli esperimenti farmacologici non prevedono l’anestesia.
Ci sono prove indiscutibili che la maggior parte di questi esperimenti sono inutili e i risultati dei test inattendibili poiché non applicabili sull’uomo: se si continua a farli è perché vi sono enormi interessi da parte delle aziende farmaceutiche.
Immaginiamo cosa significhi per un cucciolo di cane o di gatto essere bruciato vivo, quale terribile dolore debba patire per registrare il tempo di resistenza alle ustioni, o essere costretto a ingerire dosaggi eccessivi di farmaci per poterne studiare gli effetti collaterali.
Un intervento del Papa non solo è espressione di grande sensibilità e civiltà, ma atto dovuto in nome di quei principi di rispetto per gli animali e di ogni forma di vita che troviamo enunciati nelle sacre scritture.
Aggiungiamoci un aspetto privato del Papa, il suo amore per i gatti: allora l’uomo Ratzinger aiuterà il ministro di Dio a prendere una posizione chiara e coraggiosa sulla questione, con quella determinazione che egli ha dimostrato con i preti pedofili, sollevando quel velo di omertà e di silenzio colpevole che avvolgeva il mondo della chiesa.
San Francesco d’Assisi, affranto dal dolore e inorridito da quanto avviene sulla terra con la pratica mostruosa della vivisezione, prega quotidianamente affinché il Papa possa scendere in campo a fianco di quelle sfortunate creature di Dio. Il suo è un accorato appello.
RICCARDO IANNICIELLO












