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Cani da riporto

Cani da riporto

Cani da riporto

Il riporto, ossia il recupero della selvaggina abbattuta, può essere appannaggio di specifiche razze di cani come il “Cocker”, ma può essere un’ servizio accessorio dei cani da ferma, in particolare per recuperare selvatici feriti o caduti in luoghi di difficile accesso.

Unico adempimento che fa quindi capo al cane da riporto è quello di recuperare la selvaggina abbattuta. L’utilizzo contemporaneo di due cani, l’uno da ferma e l’altro da riporto è una pratica completamente caduta in disuso, anche perché oggigiorno la selvaggina abbattuta da recuperare e talmente poca.

Si preferisce addestrare il cane da ferma anche per il riporto, nonostante non mancano gli inconvenienti. Infatti, il cane da ferma addestrato anche per il riporto, è portato a inseguire la selvaggina una volta scovata. Inoltre, si registrano spesso casi in cui il cane da ferma maltratti o addirittura mangi la selvaggina recuperata.

Anche se poco impiegata, la razza di cane particolarmente indicata per il riporto è il cocker. Cane forte e robusto, molto usato anche come cane da compagnia.

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Piombo e dieta del cacciatore

Piombo

Piombo

Il piombo è un metallo velenoso ma è anche il componente principale delle munizioni usate nella caccia. Quali possono essere i suoi effetti sulla salute dell’uomo che si ciba di animali abbattuti con munizione di piombo? Diverse recenti ricerche mettono in evidenza due aspetti: il piombo è dannoso anche a concentrazioni molto piu’ basse di quanto si pensasse e nella carne della selvaggina resta piu’ piombo del previsto. La conclusione è che mangiare carne di selvaggina può nuocere alla salute.

Alcune ricerche recentemente pubblicate negli Stati Uniti (vedi documenti allegati, a destra) gettano nuova luce sulle conseguenze che l’assunzione di piombo attraverso la carne delle selvaggina abbattuta puo’ avere sulla salute delle persone. Gli effetti sulla salute degli animali (diretti con l’abbattimento e indiretti, con la morte per saturnismo causata dall’ingestione di piombo da parte di uccelli acquatici) e dell’ambiente erano gia’ noti: col piombo non si scherza.

“Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. L’esposizione al piombo o ai suoi sali, soprattutto a quelli solubili, o all’ossido PbO2, può causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici.”

Uno studio della University of Colorado (Health Effects of Low Dose Lead Exposure in Adults and Children, and Preventable Risk Posed by the Consumption of Game Meat Harvested with Lead Ammunition) ha dimostrato che anche l’esposizione a piccole quantita’ di piombo – inferiori a 25 microgrammi per decilitro (?g/dL) – puo’ provocare ipertensione, indebolimento della funzionalita’ renale, declino delle capacita’ cognitive e problemi all’apparato riproduttore.

Il pericolo aumenta se si parla di bambini o addirittura feti. Il loro sistema nervoso e’ ancora in fase di costituzione ed e’ quindi particolarmente sensibile agli effetti nocivi del piombo che possono provocare danni alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo gia’ a concentrazioni inferiori a 10 ?g/dL. In questo caso non e’ stato neanche possible identificare una soglia minima al di sotto della quale possa essere escluso qualsiasi rischio…continua a leggere l’articolo

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Brambilla: abolire la caccia

Caccia

Caccia

Ministro presenta manifesto per animali

“Si deve abolire la caccia”. Lo ha ribadito il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, presentando il manifesto ‘La coscienza degli animali‘. “Io non credo – ha spiegato Brambilla – che una minoranza di 750 mila cacciatori, così censita dall’Istat possa pretendere con arroganza la libertà di uccidere animali indifesi”. L’uscita del ministro arriva pochi giorni dopo l’accordo in Parlamento sui singoli calendari venatori per le Regioni.

“Credo sia possibile e necessario – ha aggiunto Brambilla – arrivare all’abolizione della caccia anche perché sono certa che esistono modi di divertirsi ben diversi senza uccidere esseri viventi”.

Il manifesto contro la caccia

Abolizione della caccia, no alla vivisezione, fine della detenzione “inumana” nelle gabbie degli zoo e nei circhi: questi sono alcuni dei punti del manifesto ‘La coscienza degli animali’ presentato a Milano da nove personalità della politica, della cultura e della scienza per tutelare gli animali.

L’idea è stata del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e del professor Umberto Veronesi e ha ottenuto l’adesione del direttore del Giornale Vittorio Feltri, del teologo don Luigi Lorenzetti, di Franco Bergamaschi (dell’Erbolario), dell’avvocato svizzero Antoine Goestchel e della scrittrice Susanna Tamaro, tutti presenti al Palazzo Reale di Milano, mentre il regista Franco Zeffirelli non ha potuto partecipare e Dacia Maraini ha inviato un messaggio.

“Presentiamo il manifesto perché sia sottoscritto da chi come noi pensa che gli animali abbiano diritto alla vita – ha spiegato il ministro Brambilla -. Noi saremo la coscienza degli animali e la nostra voce sarà forte e chiara”. “Il momento è maturo – ha Veronesi – per un grande movimento collettivo”.

Fonte: TGCOM

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Abolizione art.842 Codice Civile

Caccia

Caccia

L’eliminazione dell’articolo 842 del Codice Civile, che permette ai soli cacciatori di entrare nella proprietà privata altrui, è un obiettivo “storico” per la LAC, che ha promosso persino un referendum per abrogarlo e, più recentemente, una petizione che sta riscuotendo unanime successo.

L’articolo 842 del Codice civile, commi 1 e 2 recita: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità.”

La Legge 157/92 per la protezione della fauna selvatica stabilisce il divieto d’ingresso nei fondi, purché questi siano recintati per tutto il loro perimetro con una rete metallica, o un muro, di altezza non inferiore a mt 1.20, oppure delimitati da corsi d’acqua perenni il cui letto deve essere fondo almeno 1.50 mt e largo non meno di 3 metri. In base alle disposizioni della Legge 157/1992 e dell’art. 842 del Codice Civile, risulta così garantita soltanto la proprietà di quei cittadini che possano permettersi costose recinzioni.

Questo stato di cose, che risale all’epoca della legislazione del ventennio, rappresenta una violazione del principio di uguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione italiana, che devono godere tutti degli stessi diritti davanti alla legge (art. 3) e che devono vedere assicurato il loro diritto assoluto alla proprietà privata riconosciuta e garantita dalla Costituzione in maniera esclusiva (art. 42).

La legge prevede però che il conduttore che desideri escludere il suo fondo dalla programmazione venatoria senza doverlo recintare, possa farlo secondo precise modalità e tempi previsti dalle Regioni di appartenenza: il proprietario o conduttore deve inoltrare, entro 30gg dalla pubblicazione del piano faunistico venatorio, al presidente della propria giunta regionale una richiesta motivata che viene esaminata nel termine di 60 giorni. La Regione demanda solitamente all’autorità provinciale la competenza dei Piani territoriali di caccia, quindi il proprietario o conduttore del fondo che si vuole sottrarre all’attività venatoria deve rivolgere la propria istanza alla Provincia di appartenenza.

Perché la richiesta possa essere accolta essa non deve contrastare con la pianificazione territoriale ai fini venatori, oppure deve rientrare in uno dei casi specificamente individuati con norme regionali. Tra questi casi si considera il contrasto tra l’attività venatoria e l’esigenza di salvaguardia di colture specializzate, siano esse condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica, ovvero quando siano motivo di danno ad attività di rilevante interesse economico, sociale o ambientale. Questo iter si rivela complesso e non privo di difficoltà per i proprietari di fondi, e spesso la domanda alla fine viene respinta dalla Provincia con motivazioni che fanno pensare a una eccessiva attenzione alle richieste del mondo venatorio, più che a quello dei proprietari dei terreni.

Bisogna considerare i gravi danni causati dall’ingresso di squadre di cacciatori impegnati, ad esempio, in una battuta al cinghiale, dei loro fuoristrada, delle mute del loro cani, per non parlare dell’uso delle armi troppo vicino alle case che costituisce un pericolo reale per persone e animali domestici purtroppo documentato quotidianamente dai giornali. Per tutti questi motivi, la Lega per l’abolizione della caccia ha scelto di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni e ai loro conduttori che vogliano far valere il proprio sacrosanto diritto a proteggere la loro proprietà privata dai cacciatori, offrendo gratuitamente informazione e assistenza per compilare la domanda di esclusione del fondo dall’attività venatoria, e assistenza legale nel caso sia necessario fare ricorso contro un parere negativo da parte della provincia. Fin qui le premesse.

La LAC, come dicevamo, ha promosso la raccolta di firme per l’abolizione dell’articolo 842 (insieme ad Oipa, LAV ed Enpa), le prime 100.000 delle quali sono già state consegnate in occasione della conferenza stampa di presentazione delle proposte di legge di Donatella Poretti e altri, il 28 ottobre scorso a Roma.
Ma la LAC rilancia la campagna, affidandola ad uno studio grafico pubblicitario di Milano, entusiasta e sinceramente contrario alla caccia, lo Studio di Franco Bellino.

Leggi la storia di Renzo e Linda

Ecco come Franco Bellino presenta l’iniziativa:
“Molte cose conosce la volpe; il riccio una sola, ma importante.”
“Su questo misterioso frammento attribuito ad Archiloco (VII secolo a.C.), la LAC ha costruito la propria strategia di comunicazione per il 2008-2009. Un solo obiettivo, però molto importante.
Un solo obiettivo, però concreto, realistico e raggiungibile anche in breve tempo. Poiché l’appello diretto ai cacciatori affinchè rinuncino a cacciare è probabilmente velleitario e sicuramente ininfluente, la LAC ha deciso di togliere il terreno sotto i piedi dei cacciatori. Ha scelto quindi di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni, i quali per la bizzarria (eufemismo) della legge italiana non sono padroni in casa propria. Un cacciatore può infatti entrare armato in qualsiasi terreno privato, anche se coltivato, e sparare e uccidere. Ma non basta : il proprietario del terreno, del giardino, dei campi coltivati e dei vigneti – o recinta fino all’ultimo centimetro la sua proprietà – oppure, per tenere i cacciatori fuori da casa sua, deve fare domanda scritta alle propria Provincia. Ricevuta la domanda, la Provincia –spesso per motivi di interesse squisitamente intere$$$ato – il più delle volte la respinge. Questo rifiuto è cosi frequente, che la LAC ha deciso di offrire assistenza legale gratuita a quei proprietari che trovano (e ce ne vuole!) il coraggio di respingere da casa propria chi entra per uccidere. “Chi si difende, la LAC lo difende. Gratis”. Un’associazione come la LAC, che ama e protegge tutti gli animali, non poteva però, tornando ad Archiloco, dimenticare la lezione della volpe che “conosce molte cose”. Da qui la decisione di raggiungere quell’unico obiettivo strategico – sottrarre terreno ai cacciatori – percorrendo però molte diverse strade. Ecco allora sulla stampa persone reali, con il loro nome e cognome e indirizzo, che mettono la propria faccia e raccontano la propria esperienza.
In una pletora di ‘testimonial’ strappati al mondo dello spettacolo e dello sport, questi sono invece semplici eroi del quotidiano, donne e uomini veri, protagonisti di una battaglia che combattono per la difesa dei propri diritti, per la protezione di innocenti animali e in fondo anche per il bene di ognuno di noi. Ecco invece che sulla Rete, ma presto anche nei cinema, sulle TV locali e nazionali e forse sui cellulari, prendono la parola altri testimonial: personaggi di risonanza mondiale. Ognuno di questi spot, molti ed ognuno diverso dall’altro e ciascuno di costo vicino a zero, è un efficace esempio di comunicazione interattiva : uno spot creato in diretta dal telespettatore stesso, che si trasforma da spettatore passivo in protagonista e visualizzatore di un messaggio. Da un’unica strategia di comunicazione, nascono perciò per la campagna LAC 2008/09 due diversi linguaggi. Testimonianze reali di persone reali in media che consentono un’argomentazione razionale e il tempo per riflettere : stampa-affissionemail.
Invece parodia di personaggi pubblici e tono auto-ironico per i media (TV-cinema-web-cellulari) nei quali l’approccio è inevitabilmente più superficiale e il messaggio deve possedere anche immediate valenze di spettacolarità e simpatia” Preparate le foto e gli spot, audio e video, abbiamo intanto deciso di far trasmettere le tre imitazioni all’emittente radiofonica Radio Popolare Network, che li ha proposti a rotazione nelle giornate del 29 e 31 ottobre, e 3, 4 e 5 novembre, su scala nazionale. Abbiamo poi chiesto il patrocinio di Pubblicità Progresso che, se accordato, ci permetterà di far pubblicare e trasmettere i messaggi gratuitamente in tutta Italia dalla stampa, e dai media radio televisivi. La diffonderemo poi naturalmente tramite i nostri canali (sito web, “Lo Strillozzo”, liste mail di associati e simpatizzanti, e la inseriremo su YouTube per un’ampia diffusione online. Ognuno avrà l’occasione di aiutare a diffonderla, tutti la potremo proporre e far sentire. Il target al quale la LAC intende rivolgersi è quindi la vasta schiera di proprietari e conduttori di terreni che giornalmente si trovano minacciati dai cacciatori e che non sanno come fare per impedirne l’accesso, ma anche più generalmente l’opinione pubblica nazionale.
Se vogliamo identificare sociologicamente i proprietari in questione, si tratta soprattutto di persone di estrazione cittadina che hanno scelto di vivere in campagna per un proprio desiderio di vita più vicina alla Natura, quindi rispettosi della campagna e degli animali e sensibili all’etica e ai principi della non violenza. Non di meno, la categoria dei proprietari di agriturismi si sente minacciata dall’eccessiva vicinanza dei cacciatori e vede in essi un chiaro detrimento economico alla propria attività in campagna. Importante anche la categoria dei coltivatori di essenze pregiate (quali ad esempio viti, alberi da frutto, erbe officinali, funghi e tartufi), che vedono distrutta la propria produzione dalla quotidiana invasione dei cacciatori.
E’ quindi un chiaro invito ad agire quello che la LAC rivolge a queste persone, a far valere un proprio diritto, grazie all’assistenza che l’associazione mette a disposizione gratuitamente.
Le numerose richieste in tal senso che già sono pervenute alla LAC fanno pensare che questo sia un bisogno sentito e diffuso su tutto il territorio nazionale, di cui vale la pena occuparsi in concreto.

Se anche tu hai un terreno e lo vuoi vietare alla caccia, contattaci.

Lega Abolizione Caccia:
EMail: info@abolizionecaccia.it
Tel/Fax: 0247711806

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Cantante Giorgia lancia appello contro la caccia

Giorgia

Giorgia

CACCIA: BLOCCHIAMO QUESTO PERFIDO E PERICOLOSO MASSACRO

Uccidere un animale è negare l’identico diritto alla vita di ogni creatura, noi inclusi, e chi non crede che sia così dovrà rinascere ancora tante volte prima di essere persona.

La caccia fa schifo, la caccia è barbara. Ci sono talmente tante cose orrende nel mondo e tante cose da sistemare: abbiamo bisogno anche della caccia – uccidere per divertimento?!
L’ecosistema è a rischio e intanto cosiddetti uomini si armano e sparano a esseri viventi indifesi e meravigliosi; a tradimento, non ad armi pari, e senza senso alcuno, se non il divertimento o forse una sensazione di “bravura”..
Non è orrenda vigliaccheria, questa?

Piuttosto, voi, fermatevi a guardare il volo di un uccello. E’ arte, è vita.
E poi guardatevi la mano che stringe il fucile, oppure guardate l’uccello da richiamo che vi siete portati da casa dopo averlo accecato per farlo strillare bene. Io vi chiedo: quando andate a letto alla sera, non vi sentite un po’ fuori luogo?

Dal primo settembre inizia la caccia. Diamoci una svegliata e facciamo qualcosa di buono, inventiamoci un modo per farci ascoltare e blocchiamo questo inutile, ingiusto, perfido, pericoloso massacro. Ora.

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Apertura anticipata

Caccia

Caccia

Caccia, apertura anticipata. Il wwf: “Si rischiano gravi danni alle specie”

“I giorni di fine estate sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo”

La stagione di caccia inizia nel peggiore dei modi ancora una volta le esigenze di tutela della fauna vengono sacrificate dai nostri politici per soddisfare le richieste del mondo venatorio. Ad affermarlo è Guido Scoccianti, responsabile del Settore Caccia del WWF Toscana, contrario all’apertura anticipata della stagione venatoria, approvata oggi dalla Regione. “I giorni di fine estate – continua Scoccianti – sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia in questo periodo determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo e anche a tutte le altre, soggette a disturbo e a possibili abbattimenti”.

A criticare la preapertura, ci sarebbe accanto a Wwf anche il mondo scientifico, che “da sempre indica in questo tipo di caccia un elemento critico. In particolare per quanto riguarda gli anatidi (germano reale, alzavola, marzaiola), l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale anche in un suo recentissimo documento, che dovrebbe costituire le linee guida per i calendari venatori delle Regioni, ha indicato come assolutamente da non consentire l’apertura anticipata ai primi di settembre.”

La caccia ai primi di settembre – si legge in un comunicato dell’associazione – va ad incidere su un periodo in cui tutta la fauna selvatica è in genere messa in difficoltà da condizioni ambientali non facili di fine estate e nel quale non tutti i giovani dell’anno sono ancora completamente indipendenti (e in particolare quest’anno, per le condizioni climatiche verificatesi, si è avuto significativi ritardi nel periodo riproduttivo)”. Inoltre, si aggiunge “non essendo ancora giunti i contingenti migratori dal nord, si concentra sui soggetti che nidificano sul nostro territorio e che sono quindi di particolare importanza per la nostra fauna”.

Per quanto riguarda le anatre, infine la nuova apertura ricadrebbe “in un periodo in cui parte delle femmine non hanno ancora completato la muta e possono avere difficoltà di volo” e comporterebbe “un impatto indiretto (disturbo) e anche diretto (possibili atti di bracconaggio) sulle tante specie protette che in questo periodo stanno iniziando il lungo volo migratorio e ancora si trovano sul nostro territorio”.

“E se a qualcuno – prosegue il documento – viene da chiedersi come mai la Regione approvi il 30 agosto una pratica che avrà inizio solo 2 giorni dopo (il 1° settembre), la risposta è presto trovata: i nostri amministratori sanno bene quanto una deliberazione di questo tipo sia caratterizzata da vizi di legittimità (proprio per la mancanza di quei dati e di quei pareri tecnici positivi che sarebbero necessari per norma nazionale) e con un’approvazione così a ridosso delle date di effettuazione del prelievo intendono mettersi al riparo dall’intervento delle Associazioni ambientaliste con possibili ricorsi al TAR volti far valere la giusta applicazione delle leggi vigenti (ricorso che ovviamente non può ottenere discussione nell’arco di 48 ore). E’ questo il modo di portare avanti una corretta politica di gestione della fauna selvatica e dell’ambiente?”.

Fonte

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