Il Barzoi, o levriero russo, è una razza con delle origini antichissime, come del resto per tutti i levrieri. Dall’Etiopia, il levriero si è diffuso verso l’Egitto a seguito delle conquiste dei Faraoni. Col passare dei secoli, attraversando il Mar Nero, esemplari di questo cane sarebbero giunti nelle regioni dell’Europa nord-orientali, fino alla Russia. Qui il Barzoi, nella sua forma primitiva, si sarebbe ambientato e sarebbe stato impiegato per aiutare l’uomo nel contrastare il lupi, oltre che per la caccia alla lepre e alla volpe. Le primi apparizioni alle mostre cinofile europee risalirebbero alla seconda metà del diciannovesimo secolo, a seguito di viaggi di esponenti della nobiltà russa. Lo standard, tuttavia, è stato definito solo nel 1923 per essere poi aggiornato nel 1969.
Con la sua linea, la sua finezza e la sua eleganza, il Borzoi evoca subito l’immagine del levriero. La grande taglia, la ricchezza della pelliccia, la bellezza dei colori, le proporzioni, l’armonia delle forme e l’ampiezza dei movimenti fanno di lui uno dei cani più distinti della cinofilia. Sotto l’ aria placida del Borzoi, si nascondono una determinazione e un coraggio rari nel suo gruppo.
Calmo e docile, riservato, fedelissimo, silenzioso, puntiglioso, molto affettuoso nonostante la sua indole da cacciatore; a tale proposito consigliamo (come sempre) di procurarsi i cuccioli da un allevatore ben qualificato.
E’ infine indispensabile (date le dimensioni, la forza e la velocità) un valido addestramento all’obbedienza.







