
Veterinario
Un secco e deciso «no» all’aumento dell’Iva sulle prestazioni veterinarie viene dall’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa).
L’aumento dell’aliquota dal 20% al 21% previsto dalla manovra andrebbe a gravare in particolare sulle visite, terapie, esami e chirurgia di cani e gatti.
Un rincaro che – denuncia l’associazione – è lo stesso che viene praticato sui beni di lusso quali lo champagne o i diamanti e sulle riviste pornografiche. Aidaa annuncia quindi di «unirsi alla protesta dei veterinari di Assovet nel dire no a questo incremento di aliquota di Iva perché far curare il proprio cane e il proprio gatto non è un lusso ma una necessità».
AIDAA si unisce alla protesta dei veterinari di ASSOVET nel dire no a questo incremento di aliquota di IVA perché far curare il proprio cane ed il proprio gatto non è la stessa cosa che comperare un diamante o una rivista pornografica.
Per questo motivo è stata avviata una raccolta firme on line (http://www.firmiamo.it/no-all-aumento-sull-iva-per-le-prestazioni-veterinarie) ed è stata aperta un apposita pagina di facebook per dire no all’ aumento dell’ Iva alla quale stanno aderendo centinaia di italiani proprietari dei cani.
“E’ iniziata quella che preannuncia come un’ importante mobilitazione dei proprietari di animali per dire no alla proposta del governo di aumentare l’ Iva sulle prestazioni veterinarie- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- puntiamo a raccogliere molte adesioni e se del caso scenderemo in piazza insieme a chiunque ci sta per dire no a questo aumento dell’ Iva.
AIDAA e molti amanti degli animali chiedono al governo un cambio di rotta- conclude Croce- diminuendo l’ Iva su tutte le prestazioni veterinarie, perché far visitare o operare il proprio cane e gatto è un diritto al quale tutti devono poter accedere a prezzi accessibili.”










