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Caldo: 1,4 mln di cani e gatti a rischio

Cane che beve

Cane che beve

Aidaa, anche loro soffrono. Un vademecum per salvarli

Anche gli animali soffrono il caldo. A rischio 1.400.000 tra cani e gatti. A lanciare l’allarme il presidente dell’Aidaa, Lorenzo Croce. Piu’ a rischio sono gli animali a pelo lungo, malati, obesi o anziani. L’associazione ha stilato un elenco di consigli pratici per Fido e per i felini.

Per i gatti fare attenzione al cibo che con il caldo si deteriora in fretta se lasciato troppo tempo nella ciotola. Per i cani, attenzione al colpo di calore e lasciare sempre molta acqua fresca.

Fonte: Ansa

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Nel 2009 denunciati 280 cacciatori per maltrattamento cani

Cane da caccia

Cane da caccia

Nel 2009 sono stati 280 gli esposti presentati da AIDAA, da altre associazioni animaliste e privati coadiuvati dal servizio legale dell’associazione animalista AIDAA contro cacciatori accusati di maltrattamenti nei confronti dei loro cani da caccia troppo spesso maltenuti. In particolare gli esposti sono stati presentati in Lombardia, Toscana, Appennino Emiliano, Veneto e Piemonte e nelle altre regioni del centro Italia.

Nel mirino degli animalisti sono finiti cacciatori che tengono i cani in recinti assolutamente inadeguati, angusti ed in condizioni igieniche vergognose o che in alcuni casi hanno utilizzato mezzi non leciti e coercitivi per addestrare i cani da caccia.

Sono i dati diffusi dall’associazione AIDAA che ricorda come, secondo le stime fornite dalla stessa Federcaccia, ogni anno siano oltre 5.000 i cani che rimangono vittime del fuoco amico: secondo i rapporti diffusi dagli stessi cacciatori della Federazione italiana della Caccia – riferisce l’associazione – si calcola che solo nel 2006 siano morti in Italia 2050 cani da caccia, uccisi sia dal fuoco amico dei cacciatori, sia in altri incidenti compresi quelli per ingestione di bocconi avvelenati, tra l’altro altro vietatissimi in Italia. Inoltre, secondo le stime sono stati 1558 i cani feriti e 842 i casi di danni provocati alle persone o alle cose).

A questo – prosegue l’associazione – occorre aggiungere che le razze dei cani da caccia sono nel mirino dei ladri e che ogni anno migliaia di cani vengono rapiti (specialmente le cucciolate) e destinati al mercato parallelo illegale.

Ma non e’ tutto: AIDAA, attraverso il tribunale degli animali e gli sportelli online lo scorso anno ha assistito gratuitamente oltre 300 padroni di cani da caccia (si presume cacciatori o familiari) che si sono rivolti ai legali dell’associazione animalista per avere consulenza gratuita prevalentemente in relazione a questioni che vedevano contrapposti i proprietari dei cani e gli allevatori, prevalentemente amatorali, per questioni legate alla salute ed all’acquisto dei cani.

Prosegue intanto la raccolta di firme promossa da AIDAA per chiedere che la caccia sia un reato penale: ”sono diverse migliaia le adesioni raccolte nei primi due giorni – rivelano gli animalisti -. L’ obbiettivo e’ di raggiungere le 25.000 firme a sostegno della futura proposta di legge di iniziativa popolare che prevede l’abolizione del porto d’armi per la caccia, il sequestro delle armi maltenute e la trasformazione della caccia in reato penale punibile con il carcere”. (Asca)

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Nel 2009 rapiti 30mila cani di razza

mastino(Apcom) - Oltre 30mila cani di razza in Italia sono spariti nel 2009: i dati sono basati sulle segnalazioni e le denunce arrivate allo sportello animali di Aidaa e segnano un incremento di circa l’13 % sullo stesso dato del 2008, quando a essere ‘rapiti’ furono 26.000 cani.

Un business, quello dei rapimenti di cani pregiati, da oltre 18 milioni di euro all’anno. In testa alla classifica delle sparizioni di cani di razza ci sono la Toscana (21%) seguita dall’Umbria con il 16% e subito dopo l’Emilia Romagna con il 13% delle sparizioni denunciate. A seguire Veneto (8,6%), Lombardia, (7,9%) Lazio (5,9%) e Piemonte con il 5,6%.

In particolare i cani scomparsi e rapiti sono in giovane età e si tratta di cani destinati alla ricerca dei tartufi o di cani da caccia, ma sono in aumento anche i rapimenti di cani di razza pregiata di piccole dimensioni che complessivamente si attestano attorno ai 5.000 casi, l’anno con un incremento del 22% rispetto all’anno precedente quando complessivamente le segnalazioni raccolte furono poco meno di 4.000. Le razze predilette dai rapitori sono specifiche e, in particolare per quanto riguarda i cani da tartufo, vengono prediletti i pointer, il kurzaar, il bracco ungherese ed alcune razze da cerca e riporto come lo springer spaniel ed il cocker spaniel inglese.

Per quanto riguarda i cani da caccia, le razze predilette sono quelle del segugio maremmano, tutti i cani delle razze setter e il bracco italiano. Da una stima fatta insieme ad alcuni allevatori di razze canine il giro di affari derivato da questi rapimenti e delle relative cucciolate si aggira ogni anno sui 18.000.000 di euro.

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Aidaa: togliere cani tenuti da clandestini e Rom

Cane

Cane grossa taglia

Togliere i cani, specie quelli di grossa taglia, agli extracomunitari irregolari perchè spesso li usano a fini criminosi ad esempio nei combattimenti, per l’accattonaggio o come cani da guardia nelle zone di spaccio.

E’ la proposta lanciata da Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente il cui tribunale ha sede a Parma.

Sono diverse migliaia (almeno 15.000) i cani posseduti illegalmente in Italia dagli extracomunitari illegali e dagli zingari – spiega in una nota l’associazione – cani che ovviamente non solo non sono microchippati o sottoposti alle dovute vaccinazioni, ma che spesso sono addirittura tenuti in cattività rinchiusi in piccoli recinti e alla catena e sottoposti ad atroci maltrattamenti e denutriti, proprio allo scopo di renderli aggressivi sia per essere usati per i combattimenti che per essere addestrati a essere aggressivi”.

Secondo Aidaa, i 15 mila animali sono ”oggetto di almeno 20 mila reati l’anno e dalle loro attivita’ la malavita che li gestisce, ottiene un giro di diverse decine di milioni di euro”.

Per questo il presidente nazionale, Lorenzo Croce, chiede di incentivare i sequestri immediati degli animali. (ANSA)

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Seduta spiritica per il cane fantasma Fufi morto nel 1945

Cane fantasma

Cane fantasma

Una seduta spiritica per un cane fantasma: fissata per il prossimo 19 aprile, la seduta stabilirà se gli ululati misteriosi che turbano il sonno nelle notti invernali di alcune famiglie di Pregnana Milanese siano davvero quelle del fantasma del cane Fufi, morto sotto le bombe alleate il 19 Aprile del 1945. A scegliere la strada dello spiritismo è stato il tribunale degli animali di Aidaa, l’associazione italiana a tutela degli animali e dell’ambiente, per rispondere alle richieste pervenute da alcuni cittadini residenti nel centro di Pregnana Milanese, turbati dal latrare notturno di un cane. Latrati che si sentirebbero solo nelle notti senza luna dei mesi invernali.

Fufi, secondo le ricostruzioni fatte dagli esperti, morì sotto le bombe che il 19 aprile del 1945 colpirono Pregnana Milanese. Il cane viveva in uno dei cortili colpito dalle bombe. Alcuni anni fa il cortile fu abbattuto per fa posto ad alcune palazzine e alla piazza nuova I Maggio. Da allora, in più di un`occasione sono echeggiati i lamenti notturni del cane, quasi a volersi lamentare del fatto che il vecchio cortile dove egli trovò la morte sia stato abbattuto. Da qui la decisione di indire la prima seduta spiritica per evocare il fantasma del cane, e per stabilire questo contatto Aidaa ha dato mandato a una medium, che avrà il compito id verificare se i latrati di cui si lamentano i cittadini sono originati dal fantasma oppure se non siano latrati occasionali di altri cani che vivono nella zona. «E` chiaro – spiega Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa – che la scelta di fare una seduta spiritica è di per sé una scelta goliardica, anche se in tutta franchezza abitando io stesso nella zona mi è capitato più volte di udire il lamento di un cane nelle ore notturne».

Fonte

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Aidaa denuncia Google

VideoL’Aidaa, associazione italiana a tutela degli animali e dell’ambiente, ha presentato oggi pomeriggio una denuncia alla procura della repubblica di Milano contro il motore di ricerca Google, accusato della diffusione di video contenenti combattimenti clandestini di cani e di altri animali.

Secondo la legge italiana il combattimento tra cani e’ un reato penale che rientra nel maltrattamento di animali ed e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. Nell’esposto Aidaa chiede alla procura di Milano di ordinare l’immediato oscuramento delle pagine del sito di Google dove sono contenuti i filmati dei combattimenti tra cani ed altri animali ( http://video.google.com/videoplay?docid=5188706347751483991#), anche perche’ questi filmati “sono facilmente scaricabili da minori e comunque contengono immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere”.

“E’ inconcepibile che un’importante motore di ricerca come Google abbia nella sua sezione video delle immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere – dice Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa e firmatario dell’esposto – siamo certi che Google non aspettera’ la decisione della procura ma che da solo oscurera’ queste pagine contenenti filmati di una violenza inaudita”.

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