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Cani da guardia

Dobermann

Dobermann

Compito del cane da guardia è quello di tenere lontano gli estranei che minacciano in maniera evidente il padrone o sono malintenzionati ad attaccare una proprietà; è un compito istintivo che il cane esercita, in linea generale, mediante l’abbaio che ha il duplice scopo di avvertire il padrone e di scoraggiare l’estraneo.

Pur se il cane, per sua natura, è fornito dell’istinto della guardia, è opportuno che per lo svolgimento di tale compito, il nostro amico a quattro zampe venga opportunamente addestrato allo scopo di rendere il cane più sicuro ma, soprattutto, non essere costretti a sopportare qualche dispiacere per l’intemperanza del cane.

Affinché il cane possa essere addestrato nel migliore dei modi, sono necessari due comportamenti propedeutici: l’ubbidienza e il rifiuto di cibo offerto da estranei o rinvenuto per terra.

Fare la guardia però, non significa difendere la proprietà dagli intrusi, significa dare unicamente l’allarme in caso di intrusione. Questa fondamentale regola, ci suggerisce che, se dovessimo lasciare il cane a fare la guardia da solo, non sarebbe in grado di dare l’allarme, non potrebbe avvertire nessuno, si troverebbe a difendere la proprietà da eventuali intrusi senza armi adeguate e senza vie di fuga.

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Caccia: via i limiti, è aperta tutto l’anno

Caccia agli uccelli(ASCA) - Caccia agli uccelli migratori e altre specie consentita tutto l’anno: e’ il blitz messo a segno stamane al Senato con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 38 della legge Comunitaria, che cancella i paletti finora stabiliti sui calendari venatori.

Durissima la reazione delle associazioni ambientaliste che gia’ da ieri avevano annusato il rischio e lanciato l’allarme, inviando anche un appello al presidente Berlusconi ”perche’ fermasse la strage”, ma anche del ministro Prestigiacomo che in un secco comunicato affema di considerare ”grave l’approvazione al Senato dell’emendamento”, quando ”ieri su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un’intesa fra persone per bene di cui erano garanti il Ministro Ronchi e il relatore. Giudico quanto accaduto in aula un grave colpo di mano”.

La maggioranza al Senato, votando l’articolo 38 della legge comunitaria, ha detto si’ alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilita’ di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione”, ha denunciato il senatore Pd Roberto Della Seta e la collega Poretti gli ha fatto eco sottolineando come ”L’art. 38 produca l’effetto paradossale che invece di limitare e sanare le procedure di infrazioni in sede di Unione Europea, ne crea di nuove!”.

Sull’Italia, infatti, pende un pesante contenzioso con l’Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria a causa dell’enorme quantita’ delle deroghe che hanno portato a configurare, secondo l’UE, una violazione dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori.

Per stabilire il calendario della stagione venatoria, viene comunque specificato nell’emendamento votato in Aula, sara’ obbligatorio acquisire il parere preventivo dell’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) ”ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche”.

Critiche arrivano anche da numerosi esponenti della maggioranza stessa, mentre da piu’ parti si chiama alla mobilitazione.

Gli italiani non vogliono la caccia ma il Governo fa finta di niente”, denuncia il WWF con alla mano le cifre di un sondaggio dell’Ipsos che rivela come ‘’solo 1 italiano su 10 e’ favorevole alla caccia. Il maschio adulto italiano e’ fortemente contrario a imbracciare la doppietta, alle donne e ai giovani sparare agli animali pare un’inutile crudelta’. Un sondaggio commissionato a IPSOS dal WWF e altre associazioni a febbraio 2009 parlava chiaro: il 69% degli interpellati e’ ”fortemente contrario” alla caccia, il 10% ”favorevole”, ”neutrale” il 21%. Del resto nel Paese i cacciatori rappresentano uno sparuto gruppo e il loro numero si e’ piu’ che dimezzato dagli anni ‘70 passando da 1.800.000 a meno di 800.000”. Sparuto, ma – avverte il WWF – ormai ”dotato di armi hi-tech come fucili semiautomatici, puntatori laser, ricetrasmittenti, mimetiche e in qualche caso, come denunciato dalle guardie venatorie del WWF, anche kalashnikov”.

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