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	<title>Cani &#187; cacciatori</title>
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	<description>Entra nel blog dedicato ai cani, troverai tante informazioni su di loro, razze canine, curiosità sui cani e foto di cani.</description>
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		<title>Segugio Tirolese</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 07:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segugio Tirolese o Tiroler Bracke, cane che appartiene al gruppo VI Segugi e cani da pista per sangue &#8211; sezione I – Segugi &#8211; segugi di taglia media. Il Segugio tirolese è un cane selezionato nella regione del Tirolo da cacciatori che volevano una razza facilmente trasportabile in auto e che fornisse ottime prestazioni con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- AddThis Button BEGIN -->
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<p><strong>Segugio Tirolese</strong> o Tiroler Bracke, cane che appartiene al gruppo VI Segugi e cani da pista per sangue &#8211; sezione I – Segugi &#8211; segugi di taglia media.</p>
<p>Il Segugio tirolese è un cane selezionato nella regione del Tirolo da <strong>cacciatori</strong> che volevano una razza facilmente trasportabile in auto e che fornisse ottime prestazioni con ogni condizione climatica.</p>
<p>Il Segugio tirolese è un cane basso sugli arti ( due tipi : il primo più basso sugli arti con altezza ricompresa tra i 30-30 cm, il secondo tra i 40 ed i 48 cm al garrese) pesante intorno ai 15-20 kg o poco più), pelo folto ed irto di colore nero, rosso, tricolore.<br />
E&#8217; un cane di taglia media. È dotato di ossatura abbastanza solida e di una muscolatura asciutta, ma di ottima tonicità. Il suo pelo è doppio e molto denso. È una razza di costruzione sostanzialmente leggera, ma di buoni rapporti e proporzioni.</p>
<p>Questo è il <strong>Segugio ideale per la caccia in montagna</strong> e in foresta. Adatto ad ogni genere di terreni. Viene utilizzato individualmente come Segugio da lepre e da volpe, oppure come cane da ricerca al sangue per ritrovare la selvaggina ferita. Possiede un olfatto sensibilissimo, che a volte sorprende veramente anche il padrone. Il suo temperamento è molto equilibrato. Si rivela un cacciatore appassionato, resistente e sicuro di sé. Amichevole, dolce e gioioso in famiglia. Abbastanza resistente ai climi rigidi.</p>
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		<title>Abolizione art.842 Codice Civile</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’eliminazione dell’articolo 842 del Codice Civile, che permette ai soli cacciatori di entrare nella proprietà privata altrui, è un obiettivo “storico” per la LAC, che ha promosso persino un referendum per abrogarlo e, più recentemente, una petizione che sta riscuotendo unanime successo. L’articolo 842 del Codice civile, commi 1 e 2 recita: “Il proprietario di [...]]]></description>
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<div id="attachment_1273" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/09/caccia_6.jpg"><img class="size-medium wp-image-1273" title="Caccia" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/09/caccia_6-300x193.jpg" alt="Caccia" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Caccia</p></div>
<p>L’eliminazione dell’<strong>articolo 842 del Codice Civile</strong>, che permette ai soli <strong>cacciatori di entrare nella proprietà privata altrui</strong>, è un obiettivo “storico” per la LAC, che ha promosso persino un referendum per abrogarlo e, più recentemente, una petizione che sta riscuotendo unanime successo.</p>
<p>L’articolo 842 del Codice civile, commi 1 e 2 recita: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità.”</p>
<p>La Legge 157/92 per la protezione della fauna selvatica stabilisce il divieto d’ingresso nei fondi, purché questi siano recintati per tutto il loro perimetro con una rete metallica, o un muro, di altezza non inferiore a mt 1.20, oppure delimitati da corsi d’acqua perenni il cui letto deve essere fondo almeno 1.50 mt e largo non meno di 3 metri. In base alle disposizioni della Legge 157/1992 e dell’art. 842 del Codice Civile, risulta così garantita soltanto la proprietà di quei cittadini che possano permettersi costose recinzioni.</p>
<p>Questo stato di cose, che risale all’epoca della legislazione del ventennio, rappresenta una violazione del principio di uguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione italiana, che devono godere tutti degli stessi diritti davanti alla legge (art. 3) e che devono vedere assicurato il loro diritto assoluto alla proprietà privata riconosciuta e garantita dalla Costituzione in maniera esclusiva (art. 42).</p>
<p>La legge prevede però che il conduttore che desideri escludere il suo fondo dalla programmazione venatoria senza doverlo recintare, possa farlo secondo precise modalità e tempi previsti dalle Regioni di appartenenza: il proprietario o conduttore deve inoltrare, entro 30gg dalla pubblicazione del piano faunistico venatorio, al presidente della propria giunta regionale una richiesta motivata che viene esaminata nel termine di 60 giorni. La Regione demanda solitamente all’autorità provinciale la competenza dei Piani territoriali di caccia, quindi il proprietario o conduttore del fondo che si vuole sottrarre all’attività venatoria deve rivolgere la propria istanza alla Provincia di appartenenza.</p>
<p>Perché la richiesta possa essere accolta essa non deve contrastare con la pianificazione territoriale ai fini venatori, oppure deve rientrare in uno dei casi specificamente individuati con norme regionali. Tra questi casi si considera il contrasto tra l’attività venatoria e l’esigenza di salvaguardia di colture specializzate, siano esse condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica, ovvero quando siano motivo di danno ad attività di rilevante interesse economico, sociale o ambientale. Questo iter si rivela complesso e non privo di difficoltà per i proprietari di fondi, e spesso la domanda alla fine viene respinta dalla Provincia con motivazioni che fanno pensare a una eccessiva attenzione alle richieste del mondo venatorio, più che a quello dei proprietari dei terreni.</p>
<p>Bisogna considerare i gravi danni causati dall’ingresso di squadre di cacciatori impegnati, ad esempio, in una battuta al cinghiale, dei loro fuoristrada, delle mute del loro cani, per non parlare dell’uso delle armi troppo vicino alle case che costituisce un pericolo reale per persone e animali domestici purtroppo documentato quotidianamente dai giornali. Per tutti questi motivi, la Lega per l’abolizione della caccia ha scelto di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni e ai loro conduttori che vogliano far valere il proprio sacrosanto diritto a proteggere la loro proprietà privata dai cacciatori, offrendo gratuitamente informazione e assistenza per compilare la domanda di esclusione del fondo dall’attività venatoria, e assistenza legale nel caso sia necessario fare ricorso contro un parere negativo da parte della provincia. Fin qui le premesse.</p>
<p>La <strong>LAC</strong>, come dicevamo, ha promosso la raccolta di firme per l’abolizione dell’articolo 842 (insieme ad Oipa, LAV ed Enpa), le prime 100.000 delle quali sono già state consegnate in occasione della conferenza stampa di presentazione delle proposte di legge di Donatella Poretti e altri, il 28 ottobre scorso a Roma.<br />
Ma la LAC rilancia la campagna, affidandola ad uno studio grafico pubblicitario di Milano, entusiasta e sinceramente contrario alla caccia, lo Studio di Franco Bellino.</p>
<p>Leggi la storia di Renzo e Linda</p>
<p>Ecco come Franco Bellino presenta l’iniziativa:<br />
“Molte cose conosce la volpe; il riccio una sola, ma importante.”<br />
“Su questo misterioso frammento attribuito ad Archiloco (VII secolo a.C.), la LAC ha costruito la propria strategia di comunicazione per il 2008-2009. Un solo obiettivo, però molto importante.<br />
Un solo obiettivo, però concreto, realistico e raggiungibile anche in breve tempo. Poiché l’appello diretto ai cacciatori affinchè rinuncino a cacciare è probabilmente velleitario e sicuramente ininfluente, la LAC ha deciso di togliere il terreno sotto i piedi dei cacciatori. Ha scelto quindi di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni, i quali per la bizzarria (eufemismo) della legge italiana non sono padroni in casa propria. Un cacciatore può infatti entrare armato in qualsiasi terreno privato, anche se coltivato, e sparare e uccidere. Ma non basta : il proprietario del terreno, del giardino, dei campi coltivati e dei vigneti – o recinta fino all’ultimo centimetro la sua proprietà &#8211; oppure, per tenere i cacciatori fuori da casa sua, deve fare domanda scritta alle propria Provincia. Ricevuta la domanda, la Provincia –spesso per motivi di interesse squisitamente intere$$$ato &#8211; il più delle volte la respinge. Questo rifiuto è cosi frequente, che la LAC ha deciso di offrire assistenza legale gratuita a quei proprietari che trovano (e ce ne vuole!) il coraggio di respingere da casa propria chi entra per uccidere. “Chi si difende, la LAC lo difende. Gratis”. Un’associazione come la LAC, che ama e protegge tutti gli animali, non poteva però, tornando ad Archiloco, dimenticare la lezione della volpe che “conosce molte cose”. Da qui la decisione di raggiungere quell’unico obiettivo strategico – sottrarre terreno ai cacciatori &#8211; percorrendo però molte diverse strade. Ecco allora sulla stampa persone reali, con il loro nome e cognome e indirizzo, che mettono la propria faccia e raccontano la propria esperienza.<br />
In una pletora di ‘testimonial’ strappati al mondo dello spettacolo e dello sport, questi sono invece semplici eroi del quotidiano, donne e uomini veri, protagonisti di una battaglia che combattono per la difesa dei propri diritti, per la protezione di innocenti animali e in fondo anche per il bene di ognuno di noi. Ecco invece che sulla Rete, ma presto anche nei cinema, sulle TV locali e nazionali e forse sui cellulari, prendono la parola altri testimonial: personaggi di risonanza mondiale. Ognuno di questi spot, molti ed ognuno diverso dall’altro e ciascuno di costo vicino a zero, è un efficace esempio di comunicazione interattiva : uno spot creato in diretta dal telespettatore stesso, che si trasforma da spettatore passivo in protagonista e visualizzatore di un messaggio. Da un’unica strategia di comunicazione, nascono perciò per la campagna LAC 2008/09 due diversi linguaggi. Testimonianze reali di persone reali in media che consentono un’argomentazione razionale e il tempo per riflettere : stampa-affissionemail.<br />
Invece parodia di personaggi pubblici e tono auto-ironico per i media (TV-cinema-web-cellulari) nei quali l’approccio è inevitabilmente più superficiale e il messaggio deve possedere anche immediate valenze di spettacolarità e simpatia” Preparate le foto e gli spot, audio e video, abbiamo intanto deciso di far trasmettere le tre imitazioni all’emittente radiofonica Radio Popolare Network, che li ha proposti a rotazione nelle giornate del 29 e 31 ottobre, e 3, 4 e 5 novembre, su scala nazionale. Abbiamo poi chiesto il patrocinio di Pubblicità Progresso che, se accordato, ci permetterà di far pubblicare e trasmettere i messaggi gratuitamente in tutta Italia dalla stampa, e dai media radio televisivi. La diffonderemo poi naturalmente tramite i nostri canali (sito web, “Lo Strillozzo”, liste mail di associati e simpatizzanti, e la inseriremo su YouTube per un’ampia diffusione online. Ognuno avrà l’occasione di aiutare a diffonderla, tutti la potremo proporre e far sentire. Il target al quale la LAC intende rivolgersi è quindi la vasta schiera di proprietari e conduttori di terreni che giornalmente si trovano minacciati dai cacciatori e che non sanno come fare per impedirne l’accesso, ma anche più generalmente l’opinione pubblica nazionale.<br />
Se vogliamo identificare sociologicamente i proprietari in questione, si tratta soprattutto di persone di estrazione cittadina che hanno scelto di vivere in campagna per un proprio desiderio di vita più vicina alla Natura, quindi rispettosi della campagna e degli animali e sensibili all’etica e ai principi della non violenza. Non di meno, la categoria dei proprietari di agriturismi si sente minacciata dall’eccessiva vicinanza dei cacciatori e vede in essi un chiaro detrimento economico alla propria attività in campagna. Importante anche la categoria dei coltivatori di essenze pregiate (quali ad esempio viti, alberi da frutto, erbe officinali, funghi e tartufi), che vedono distrutta la propria produzione dalla quotidiana invasione dei cacciatori.<br />
E’ quindi un chiaro invito ad agire quello che la LAC rivolge a queste persone, a far valere un proprio diritto, grazie all’assistenza che l’associazione mette a disposizione gratuitamente.<br />
Le numerose richieste in tal senso che già sono pervenute alla LAC fanno pensare che questo sia un bisogno sentito e diffuso su tutto il territorio nazionale, di cui vale la pena occuparsi in concreto.</p>
<p><strong>Se anche tu hai un terreno e lo vuoi vietare alla caccia, contattaci.</strong></p>
<p><strong>Lega Abolizione Caccia:<br />
EMail: <a href="mailto:info@abolizionecaccia.it">info@abolizionecaccia.it<br />
</a>Tel/Fax: 0247711806 </strong></p>
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		<title>Apertura anticipata</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 13:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caccia, apertura anticipata. Il wwf: &#8220;Si rischiano gravi danni alle specie&#8221; &#8220;I giorni di fine estate sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo&#8221; “La stagione di caccia inizia nel peggiore dei modi ancora una volta le esigenze di tutela della [...]]]></description>
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<div id="attachment_1192" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/08/caccia_11.jpg"><img class="size-full wp-image-1192" title="Caccia" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/08/caccia_11.jpg" alt="Caccia" width="250" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">Caccia</p></div>
<p><strong>Caccia, apertura anticipata. Il wwf: &#8220;Si rischiano gravi danni alle specie&#8221;</strong></p>
<p><em>&#8220;I giorni di fine estate sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo&#8221;</em></p>
<p>“<strong>La stagione di caccia inizia nel peggiore dei modi</strong> ancora una volta le esigenze di tutela della fauna vengono sacrificate dai nostri politici per soddisfare le richieste del mondo venatorio. Ad affermarlo è Guido Scoccianti, responsabile del Settore Caccia del WWF Toscana, contrario all&#8217;apertura anticipata della stagione venatoria, approvata oggi dalla Regione. &#8220;I giorni di fine estate &#8211; continua Scoccianti &#8211; sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia in questo periodo determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo e anche a tutte le altre, soggette a disturbo e a possibili abbattimenti&#8221;.</p>
<p>A <strong>criticare la preapertura</strong>, ci sarebbe accanto a Wwf anche il mondo scientifico, che &#8220;da sempre indica in questo tipo di caccia un elemento critico. In particolare per quanto riguarda gli anatidi (germano reale, alzavola, marzaiola), l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale anche in un suo recentissimo documento, che dovrebbe costituire le linee guida per i calendari venatori delle Regioni, ha indicato come assolutamente da non consentire l’apertura anticipata ai primi di settembre.&#8221;</p>
<p>&#8220;<strong>La caccia ai primi di settembre</strong> &#8211; si legge in un comunicato dell&#8217;associazione &#8211; va ad incidere su un periodo in cui tutta la fauna selvatica è in genere messa in difficoltà da condizioni ambientali non facili di fine estate e nel quale non tutti i giovani dell’anno sono ancora completamente indipendenti (e in particolare quest’anno, per le condizioni climatiche verificatesi, si è avuto significativi ritardi nel periodo riproduttivo)&#8221;. Inoltre, si aggiunge &#8220;non essendo ancora giunti i contingenti migratori dal nord, si concentra sui soggetti che nidificano sul nostro territorio e che sono quindi di particolare importanza per la nostra fauna&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>anatre</strong>, infine la nuova apertura ricadrebbe &#8220;in un periodo in cui parte delle femmine non hanno ancora completato la muta e possono avere difficoltà di volo&#8221; e comporterebbe &#8220;un impatto indiretto (disturbo) e anche diretto (possibili atti di bracconaggio) sulle tante specie protette che in questo periodo stanno iniziando il lungo volo migratorio e ancora si trovano sul nostro territorio&#8221;.</p>
<p>&#8220;E se a qualcuno &#8211; prosegue il documento &#8211; viene da chiedersi come mai la Regione approvi il 30 agosto una pratica che avrà inizio solo 2 giorni dopo (il 1° settembre), la risposta è presto trovata: i nostri amministratori sanno bene quanto una deliberazione di questo tipo sia caratterizzata da vizi di legittimità (proprio per la mancanza di quei dati e di quei pareri tecnici positivi che sarebbero necessari per norma nazionale) e con un’approvazione così a ridosso delle date di effettuazione del prelievo intendono mettersi al riparo dall’intervento delle Associazioni ambientaliste con possibili ricorsi al TAR volti far valere la giusta applicazione delle leggi vigenti (ricorso che ovviamente non può ottenere discussione nell’arco di 48 ore). E’ questo il modo di portare avanti una corretta politica di gestione della fauna selvatica e dell’ambiente?&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2010/08/30/376993-caccia_apertura_anticipata_rischiano_gravi_danni_alle_specie.shtml">Fonte</a></p>
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		<title>Segugio Serbo</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 09:04:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutto quello che gli esperti e gli appassionati hanno scoperto del Segugio Serbo (Serbski gonic &#8211; Balkanski Gonic &#8211; Segugio dei Balcani &#8211; Chien courant serbe) è che deriva dai Segugi importati dai Fenici in Europa. Questo cane si è adattato e si è sviluppato nei paesi balcanici, dove esiste da moltissimo tempo. Ci sono [...]]]></description>
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<div id="attachment_1183" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><a href="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/08/segugio_serbo.jpg"><img class="size-full wp-image-1183" title="Segugio Serbo" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/08/segugio_serbo.jpg" alt="Segugio Serbo" width="226" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Segugio Serbo</p></div>
<p>Tutto quello che gli esperti e gli appassionati hanno scoperto del <strong>Segugio Serbo</strong> (Serbski gonic &#8211; Balkanski Gonic &#8211; Segugio dei Balcani &#8211; Chien courant serbe) è che deriva dai Segugi importati dai Fenici in Europa. Questo cane si è adattato e si è sviluppato nei paesi balcanici, dove esiste da moltissimo tempo. Ci sono dei dipinti di secoli fa che lo rappresentano accanto a persone importanti.</p>
<p><strong>Cane di media taglia</strong>. Segugio mediolineo. La razza è nota anche con il nome di Segugio dei Balcani. È discretamente diffuso nella sua patria d’origine. Si può vedere raramente negli altri Paesi, sia europei che extra-europei.</p>
<p>Questo segugio è un <strong>ottimo cacciatore</strong>, soprattutto di lepri, cinghiali e caprioli. È un cane che si adatta ad ogni tipo di terreno e clima. Molto pieno di grinta, volenteroso e intelligente. Sul lavoro è instancabile. Può vivere, senza problemi, a contatto diretto con i bambini. Ha bisogno di molto esercizio fisico. Non è indicato per la vita cittadina. Ama molto correre e fare lunghissime passeggiate. La sua aspirazione giornaliera è esplorare nuove zone e far contento il suo padrone nel stanare la preda. Possiede un ottimo fiuto.</p>
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		<title>Segugio Svizzero</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 06:43:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;origine del Segugio Svizzero (Schweizer Laufhunde &#8211; Chien courants suisses) è comune a tutti i Segugi svizzeri. Questo tipo di segugio è presente nel suo territorio sin da tempi remoti. Probabilmente derivano dai “Segugi egiziani”, che furono portati in Europa dai Fenici. Nel XV secolo erano più noto, anche in Italia, dei “Segugi italiani”. Oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- AddThis Button BEGIN -->
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<div id="attachment_1087" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1087 " title="Segugio Svizzero" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/07/segugio_svizzero-300x202.jpg" alt="Segugio Svizzero" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">Segugio Svizzero</p></div>
<p>L&#8217;origine del <strong>Segugio Svizzero</strong> <strong>(Schweizer Laufhunde</strong> &#8211; Chien courants suisses) è comune a tutti i Segugi svizzeri. Questo tipo di segugio è presente nel suo territorio sin da tempi remoti. Probabilmente derivano dai “Segugi egiziani”, che furono portati in Europa dai Fenici. Nel XV secolo erano più noto, anche in Italia, dei “Segugi italiani”.<br />
Oltre ai Segugi svizzeri esistono anche i “Piccoli segugi svizzeri”, nelle stesse varietà dei maggiori, da cui derivano, ma in forma ridotta. In Italia sono quasi totalmente soppiantati dalle due razze di Segugi Italiani. L’unico svizzero ancora abbastanza diffuso è il “<strong>Segugio del Giura</strong>”.</p>
<p>Cane di taglia media; buona conformazione che indica vigore e resistenza, muso lungo e testa secca sormontata da lunghe orecchie che gli conferiscono una certa nobiltà.</p>
<p><strong>Sono cacciatori di selvaggina</strong>, utilizzati soprattutto per la caccia alla lepre. Dotati tutti di un fiuto finissimo. Hanno una grande sicurezza in caccia, voce potente. Non hanno problemi anche a cacciare in terreni impervi.</p>
<p> Più che un singolo cane il Segugio Svizzero rappresenta una famiglia di cani di caratteristiche analoghe escluso il  segugio del giura. Eccellenti cani nello stanare la selvaggina, vigorosi e caparbi nell&#8217;inseguirla. Il Segugio Svizzero ha una <strong>grande passione per la caccia</strong> e profonde in essa tutte le proprie energie.</p>
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		<title>Bracco Dupuy</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Bracco Dupuy è una razza francese che mutua il nome dal guardiacaccia Dupuy che, nell’ottocento, riprese l’allevamento sistematico della razza salvandolo di fatto dall’estinzione. E’ un cane alto non più di 68 cm al garrese, corporatura leggera ( che ha fatto pensare all’apporto di sangue di levriero nella sua selezione), mantello di pelo corto [...]]]></description>
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<div id="attachment_1068" class="wp-caption alignleft" style="width: 207px"><img class="size-full wp-image-1068 " title="Bracco Dupuy" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/07/bracco_dupuy.jpg" alt="Bracco Dupuy" width="197" height="159" /><p class="wp-caption-text">Bracco Dupuy</p></div>
<p>Il <strong>Bracco Dupuy</strong> è una razza francese che mutua il nome dal guardiacaccia Dupuy che, nell’ottocento, riprese l’allevamento sistematico della razza salvandolo di fatto dall’estinzione.</p>
<p>E’ un <strong>cane alto</strong> non più di 68 cm al garrese, corporatura leggera ( che ha fatto pensare all’apporto di sangue di levriero nella sua selezione), mantello di pelo corto e fitto di colore bianco con macchie marroni.</p>
<p>Il bracco Dupuy, <strong>razza ormai rara</strong>, è utilizzato con qualsiasi selvaggina nelle zone pianeggianti, velocissimo e di buon olfatto.</p>
<p>Il  <strong>Bracco Dupuy</strong> si presenta oggi con una linea asciutta, testa allungata ed arti nervosi; questo ha fatto si che in passato gli si sono attribuite genealogie provenenti da incroci tra bracchi e levrieri.</p>
<p><strong>Altezza</strong>:  massima di 62 cm</p>
<p><strong>Peso</strong>: non indicato dallo standard</p>
<p><strong>Mantello</strong>: pelo corto non duro, bianco opaco con macchie arancio vivo.</p>
<p><strong>Orecchie</strong>: si staccano ad angolo dalla testa</p>
<p><strong>Coda</strong>: portata orizzontalmente</p>
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		<title>Nel 2009 denunciati 280 cacciatori per maltrattamento cani</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 08:19:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cani da caccia]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2009 sono stati 280 gli esposti presentati da AIDAA, da altre associazioni animaliste e privati coadiuvati dal servizio legale dell&#8217;associazione animalista AIDAA contro cacciatori accusati di maltrattamenti nei confronti dei loro cani da caccia troppo spesso maltenuti. In particolare gli esposti sono stati presentati in Lombardia, Toscana, Appennino Emiliano, Veneto e Piemonte e nelle [...]]]></description>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_996" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a href="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/06/cane_da_caccia.jpg"><img class="size-medium wp-image-996" title="Cane da caccia" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/06/cane_da_caccia-300x225.jpg" alt="Cane da caccia" width="300" height="225" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Cane da caccia</p></div>
<p>Nel 2009 sono stati 280 gli esposti presentati da AIDAA</strong>, da altre associazioni animaliste e privati coadiuvati dal servizio legale dell&#8217;associazione animalista AIDAA contro cacciatori accusati di maltrattamenti nei confronti dei loro <strong>cani da caccia troppo spesso maltenuti</strong>. In particolare gli esposti sono stati presentati in Lombardia, Toscana, Appennino Emiliano, Veneto e Piemonte e nelle altre regioni del centro Italia.</p>
<p>Nel mirino degli animalisti sono finiti <strong>cacciatori che tengono i cani in recinti assolutamente inadeguati</strong>, angusti ed in condizioni igieniche vergognose o che in alcuni casi hanno utilizzato mezzi non leciti e coercitivi per addestrare i cani da caccia.</p>
<p>Sono i dati diffusi dall&#8217;associazione AIDAA che ricorda come, secondo le stime fornite dalla stessa Federcaccia, ogni anno siano oltre 5.000 i cani che rimangono vittime del fuoco amico: secondo i rapporti diffusi dagli stessi cacciatori della Federazione italiana della Caccia &#8211; riferisce l&#8217;associazione &#8211; si calcola che solo nel 2006 siano morti in Italia 2050 cani da caccia, uccisi sia dal fuoco amico dei cacciatori, sia in altri incidenti compresi quelli per ingestione di bocconi avvelenati, tra l&#8217;altro altro vietatissimi in Italia. Inoltre, secondo le stime sono stati 1558 i cani feriti e 842 i casi di danni provocati alle persone o alle cose).</p>
<p>A questo &#8211; prosegue l&#8217;associazione &#8211; occorre aggiungere che le razze dei cani da caccia sono nel mirino dei ladri e che ogni anno migliaia di cani vengono rapiti (specialmente le cucciolate) e destinati al mercato parallelo illegale.</p>
<p>Ma non e&#8217; tutto: AIDAA, attraverso il tribunale degli animali e gli sportelli online lo scorso anno ha assistito gratuitamente oltre 300 padroni di cani da caccia (si presume cacciatori o familiari) che si sono rivolti ai legali dell&#8217;associazione animalista per avere consulenza gratuita prevalentemente in relazione a questioni che vedevano contrapposti i proprietari dei cani e gli allevatori, prevalentemente amatorali, per questioni legate alla salute ed all&#8217;acquisto dei cani.</p>
<p>Prosegue intanto la <strong>raccolta di firme promossa da AIDAA per chiedere che la caccia sia un reato penale</strong>: &#8221;sono diverse migliaia le adesioni raccolte nei primi due giorni &#8211; rivelano gli animalisti -. L&#8217; obbiettivo e&#8217; di raggiungere le 25.000 firme a sostegno della futura proposta di legge di iniziativa popolare che prevede l&#8217;abolizione del porto d&#8217;armi per la caccia, il sequestro delle armi maltenute e la trasformazione della caccia in reato penale punibile con il carcere&#8221;. (Asca)</p>
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		<title>Segugio Italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 14:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il segugio italiano, razza tipicamente italiana, rappresenta il cane da seguito maggiormente utilizzato nel nostro paese. A pelo raso o forte dal colore nero focato, rossiccio, nocciola con macchie bianche sulla faccia, collo e zampe. Razze diffusissime tra i cacciatori, nonchè la razza italiana più presente nel nostro paese, i segugi italiani sono abilissimi nel [...]]]></description>
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<p><a href="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/01/segugioitalianoscheda1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-694" title="segugioitalianoscheda1" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2010/01/segugioitalianoscheda1.jpg" alt="Segugio Italiano" width="196" height="180" /></a>Il <strong>segugio italiano</strong>, razza tipicamente italiana, rappresenta il cane da seguito maggiormente utilizzato nel nostro paese. A pelo raso o forte  dal colore nero focato, rossiccio, nocciola con macchie bianche sulla faccia, collo e zampe.<br />
<strong>Razze diffusissime tra i cacciatori</strong>, nonchè la razza italiana più presente nel nostro paese, i segugi italiani sono abilissimi nel seguire le tracce della preda, veloci e resistenti all&#8217;opera ( il segugio a pelo forte è più indicato per i terreni più difficili). Il segugio italiano è adatto ad una sola cosa: la caccia. E&#8217; un cane vivace robusto, assolutamente instancabile, adatto a lanciarsi in inseguimenti in qualsiasi tipo di terreno, anche il più accidentato.<br />
Il Segugio Italiano a pelo raso presenta uno sguardo dolce, una maggiore esuberanza nel lavoro rispetto al segugio Italiano a pelo forte ( che da parte sua possiede uno sguardo velato di irresistibile malinconia); tutte e due le razze hanno carattere riservato ( ma il segugio Italiano a pelo forte lo è di più) ed un piacevolissimo timbro di voce.</p>
<p>La sua preda storica è la lepre ma oggi è impiegato con successo anche nella <strong>caccia al cinghiale</strong>. Esistono due varietà di segugio italiano: a pelo raso ed a pelo forte.</p>
<p>Può dimostrarsi, all&#8217;uomo, un buon cane da guardia, quantomeno come avvertitore; la razza si adatta a vivere bene anche in appartamento se gli si concede il quotidiano moto necessario. E&#8217; un <strong>cane allegro</strong>, vispo, mai aggressivo, rustico; non ricerca continuamente le coccole e le attenzioni del padrone ma ne è comunque molto affezionato. è resistente e veloce e per questo è considerato un ottimo cane da caccia</p>
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		<title>Setter Inglese</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 16:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Razze canine]]></category>
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		<description><![CDATA[Il setter inglese deve la sua selezione a Edward Laverack (nell&#8217;immagine), calzolaio inglese della prima metà dell&#8217;Ottocento che, in seguito a un&#8217;improvvisa fortuna, decise di dedicarsi completamente alla sua vera passione, i cani da caccia. Fu così che, dopo una lunga serie di incroci e di severissime selezioni nel suo allevamento del Westmoorland, riuscì nel [...]]]></description>
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<div id="attachment_449" class="wp-caption alignleft" style="width: 292px"><a href="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2009/12/setter_inglese.jpg"><img class="size-full wp-image-449" title="setter_inglese" src="http://cani-web.com/wp-content/uploads/2009/12/setter_inglese.jpg" alt="Setter Inglese" width="282" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Setter Inglese</p></div>
<p>Il <strong>setter inglese</strong> deve la sua selezione a Edward Laverack (nell&#8217;immagine), calzolaio inglese della prima metà dell&#8217;Ottocento che, in seguito a un&#8217;improvvisa fortuna, decise di dedicarsi completamente alla sua vera passione, i cani da caccia. Fu così che, dopo una lunga serie di incroci e di severissime selezioni nel suo allevamento del Westmoorland, riuscì nel 1825 a fissare i caratteri distintivi di questa razza. I suoi cani divennero ben presto famosi non solo in patria, ma anche oltre oceano. Altro grande allevatore di setter inglesi fu Purcell Liewellin il quale, incrociando sangue gordon con sangue irlandese e con la razza di Laverack, diede origine a un proprio ceppo di setter, selezionato appositamente per la caccia in pianura.<span id="more-448"></span></p>
<p>Il  <strong>setter inglese</strong> appartiene, insieme ai suoi più noti cugini (i setter irlandesi e scozzesi), al gruppo dei <strong>cani da ferma</strong>, che accomuna tutti quei cani da caccia in grado di individuare la preda e di indicarne la posizione al cacciatore, puntandola con il muso o con particolari posture. Il setter inglese si differenzia nettamente dal setter irlandese e dal setter gordon per il suo caratteristico pelo lungo, bianco e setoso, ma all&#8217;interno di questa razza esistono tre varietà (lemon, blue e liver belton), distinte ulteriormente per le diverse colorazioni delle macchiettature (marrone-arancio). Specialista nel suo campo, viene impiegato per cercare silenziosamente, trovare e puntare la selvaggina da piuma come la pernice o il fagiano.</p>
<p>Il setter inglese è un cane in moto perpetuo con grande vigore fisico utilizzabile nei boschi, nelle paludi, in pianura e in montagna; presenta buona resistenza al caldo. Ha una buona capacità di apprendere e riesce a far tesoro degli errori evitando di commetterli ancora.</p>
<p>Di tipo braccoide e di <strong>media taglia</strong>, elegante di aspetto e di movimenti, grazie anche al pelo leggermente ondulato che forma graziose frange sugli arti anteriori, è un grande atleta che non si spaventa di fronte alle lunghe distanze o ai terreni accidentati. Sempre attivo e vigoroso, ha bisogno di una vita sportiva. Ha temperamento mansueto e sensibile; estremamente devoto al padrone. La <strong>muscolatura</strong> è ben sviluppata. Il <strong>pelo</strong> è piatto e fine di una lunghezza di circa 5-6cm. Deve ricordare la seta, non dev mai essere arricciato o increspato; ci sono lunghe frange sulla parte anteriore del collo, su quella posteriore delle zampe e sulle natiche. Il mantello può essere: nero-bianco tendente al blu, bianco-giallo, bianco-arancione, bianco-marrone, nero-bianco-fuoco; le macchie possono essere più o meno estese. In inverno possiede un folto sottopelo.</p>
<p>Il <strong>setter inglese</strong> non è il cane della famiglia ma di una sola persona e vive con l&#8217;ammirazione del padrone. E&#8217; un cane tranquillo, emotivo, vispo e sereno, giocherellone, svelto, attento, educato ed effervescente. Reagisce molto bene all&#8217;addestramento ed è paziente. è molto affettuoso nei confronti del padrone. Dolcissimo, sensibile, intelligente e socievole.<br />
Andatura in caccia al gran galoppo (spigliato) elegantissimo e rapido ma non impetuoso. Portamento di testa e di naso alto, ma non in modo costante e rigido. Fermatore solido con attitudine al recupero e riporto. Sempre attivo e vigoroso.</p>
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