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Pastore dei Pirenei

Pastore dei Pirenei

Pastore dei Pirenei

Il Pastore dei pirenei è il più antico cane da pastore francese, sviluppatosi nella zona dei Pirenei. La presentazione della razza avvenne nel 1921.

Il Pastore dei pirenei è un cane di grande taglia, di forte struttura e molto imponente. Il cranio è leggermente convesso con cresta occipitale evidente.
Le labbra ricoprono appena la mandibola. Articolazione a forbice o a tenaglia. Il tartufo è molto ampio, di colore nero. Gli occhi sono piuttosto piccoli di colore bruno ambrato. Le orecchie sono situate all’altezza degli occhi, sono piuttosto piccole, erette, di forma triangolare e arrotondate all’estremità.
I piedi sono piatti e ovali e la coda è piuttosto lunga, fornita di abbondante pelo soffice. E’ portata bassa a riposo.
Il pelo è abbondante, piatto, soffice e abbastanza lungo. I colori ammessi sono sono il bianco, il bianco con macchie grigie e il giallo pallido. Ha un’altezza di 40-50 cm e un peso che per i maschi si aggira attorno ai 60 chilogrammi mentre per le femmine attorno ai 45.

Il Pastore dei pirenei è un cane coraggioso, temerario, vispo e intelligente. Ama stare all’aria aperte ed è un eccellente guardiano e difensore della proprietà.

Dall’aspetto accattivante conferitogli dal mantello frangiato dal colore fulvo, grigio argento, arlecchino, il pastore dei Pirenei è stimato cane da compagnia per l’equilibrio del suo carattere. E’ vivace e gioioso ed è anche ottimo come compagno di giochi.

Esiste una varietà con il muso formato dal pelo raso che presenta le stesse caratteristiche degli altri Pastori dei Pirenei.

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Vivere in città con i cani

Cane in città

Cane in città

Alcune buone abitudini. Bastano pochi ma indispensabili accorgimenti per fa si che la convivenza uomo-cane sia pacifica e soddisfacente.

Strade pulite
. Oltre che previsto dalle Ordinanze e dai regolamenti emanati dai comuni italiani, è buona norma di civiltà rimuovere sempre gli escrementi che il proprio cane lascia sul suolo pubblico.

 

La bustina di plastica o l’apposita paletta con sacchetto, deve essere portata sempre con sé durante la passeggiata con il cane. Molto spesso l’intolleranza verso i nostri amici cani deriva proprio dal comportamento scorretto dei loro proprietari.

Paura dei cani. Ci sono persone che temono i cani o i gatti perché semplicemente non sono abituati a loro o per vere e proprie fobie. E’ nostro dovere rispettare i timori altrui e quando necessario tenere il nostro cane al guinzaglio più vicino a noi assumendo un atteggiamento rassicurante verso chi mostra di averne paura.

Cani grandi e cagnolini. Oltre che di tragiche aggressioni verso persone perfino di famiglia, spesso abbiamo notizia di grossi cani che attaccano, con esiti anche mortali, cagnolini di piccola taglia.

Se è aggressivo con gli altri cani, evitare di lasciare il proprio cane libero di fare ciò che vuole, specie se si trova di fronte ai suoi simili più piccoli.Anche questa dovrebbe far parte delle buone regole del vivere comune. La legge del più forte non è argomento valido né tra gli umani né tra i nostri animali domestici.

Se il cane è particolarmente aggressivo nei confronti di persone o altri animali, sarebbe buona norma da parte del proprietario osservare una particolare attenzione nel condurlo in luoghi pubblici, a non affidarlo a persone che non siano in grado di controllarlo (per esempio bambini o anziani).

Non ci sarebbero razze cosiddette pericolose nei confronti di altri cani e persone, se si osservassero queste poche regole di convivenza e di buon senso.

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Dieta Barf

Dieta Barf

Dieta Barf

BARF significa “Bones and Raw Food”-Ossa e Cibo Crudo o “Biologically Appropriate Raw Food”- Cibo Crudo Biologicamente appropriato.

La dieta BARF non è nient’altro che un tentativo di dare da mangiare ai nostri cani quello di cui si nutrirebbero se vivessero allo stato brado.

E’ una dieta composta esclusivamente da cibo crudo, che consiste d’ossa polpose, RMB “Raw Meaty Bones” nel linguaggio comune ai Barfers, muscolo ed organi, verdure e frutta crude frullate.

Sostanzialmente, nel concetto primario, si tratta di imitare quanto più possibile l’alimentazione naturale degli animali selvatici, liberi in natura.

Se si parla di alimentazione, la BARF è indubbiamente il massimo, sia come appetibilità che come nutrimento qualitativo. Se ci immaginiamo una scala che rappresenti le varie alimentazioni, la dieta BARF è sicuramente al vertice. E poiché quella è la sua condizione naturale, ne conviene che abbiamo a che fare con lo strumento di più alto livello a disposizione per interagire con l’animale.

Quindi è una alimentazione che, sulla carta (ma anche in buona parte nella realtà), è assolutamente eccezionale per il benessere dei nostri animali.

La dieta BARF non ha particolari controindicazioni e, se ben fatta, equilibrata e seguita, dà ottimi risultati. Non è certamente per tutti, così come altri aspetti della gestione canina, ed è quindi importante non inventarsi le cose, documentarsi bene e ed eventualmente chiedere agli esperti, perché, come sempre, chi paga le conseguenze di eventuali errori per primo è proprio il cane, cioè il bersaglio unico del nostro amore.

Come concetto saliente possiamo far presente che la BARF, avendo più di un cane, è molto molto impegnativa ed estremamente complicata (parlando di gestione giornaliera). Ciò perchè ogni animale, come del resto ogni essere vivente, ha le sue proprie caratteristiche e le sue proprie esigenze. Quindi il primo distinguo è se si vuole che venga applicata ad un cane singolo o a più animali.

Vi possono essere poi dei rischi aggiuntivi dovuti non al nostro operato, ma a quello di terzi, che comunque, in maniera indiretta, contribuiscono fattivamente a maneggiare ciò che poi arriva nella ciotola.

In alcune razze sovente sono presenti problemi di tipo pancreatico, dovuti alla particolare conformazione dell’apparato digestivo.

Gli ingredienti base della dieta BARF sono più o meno sempre gli stessi: vi è circa un 60% di ossa polpose, un 15% di vegetali centrifugati (meglio frullati), un 10-15% di frattaglie, 5% frutta, 10% integratori (proporzioni variabili in funzione della taglia dell’animale).

OSSA POLPOSE
Il rapporto idealmente corretto carne/ossa è di 1/1 come nelle ali di pollo o tacchino; l’importante è variare il più possibile le fonti: coniglio (piuttosto costoso, e normalmente sconsigliato per i Malamute perchè ha ossa che si scheggiano molto), pancia con osso di bovino, maiale (c’è controversia su questo aspetto. Alcuni sconsigliano l’uso di maiale nell’alimentazione, in quanto a forte rischio trichinosi; altri dichiarano che il pericolo trichinosi è evitabile con il congelamento per un mese , ma il rischio, a nostro parere, rimane alto. Il maiale è, a tutt’oggi, caldamente sconsigliato. E se ci rifacciamo all’alimentazione naturale di origine, di maiali, in Alaska, ne vedevano pochi…).

Lo stinco è economico e ha un buon rapporto ossa/carne, sebbene le ossa possono dare fastidio.

PESCE

Il pesce può andare bene, ma deve avere lisca centrale e non altro. Pesci particolarmente liscosi, anche se con lisca morbida, possono essere assai pericolosi, perché le lische possono essere molto pericolose se ingerite. Anche qui necessita buon senso, e conoscenza della specie.
VEGETALI
vegetali verdi come base (spinaci, bieta, catalogna) e con moderazione e attentamente sotto controllo anche cavolfiore o cappuccio , carote (attenzione, il carotene arrossa il pelo nei Malamute) o zucca (con parsimonia, contiene molti carboidrati) e aglio (antibiotico e antiparassitario naturale, molto importante).
FRATTAGLIE
Di base di bovino adulto, come fegato, cuore e reni (idealmente in peso cuore + reni = fegato) e trippa (trippa verde, non quella sbiancata; difficile da trovare ma è importante) ma anche milza o polmoni (piacciono un po’ meno ma sono molto economici). Evitare, come detto, le frattaglie di suino. Vanno bene quelle di agnello, fegatini e durelli di pollo.
FRUTTA
Deve essere matura, anche molto matura, va benissimo anche quella avanzata purché non marcita (apporta molti zuccheri, può dare problemi di meteorismo e causare feci molli). Va usata ben lavata e con la buccia (a parte quella della banana, sempre trattata con prodotti particolari); moderatamente utilizzate anche gli agrumi, non piacciono molto ma fanno molto bene, in particolare il pompelmo. Un po’ di frutta secca ogni tanto non è male.

INOLTRE SI POSSONO USARE:

uova intere, con il guscio (è un ottima fonte di calcio);
olio di fegato di merluzzo per integrare gli acidi grassi omega 3 (la formula per la quantità è complicata, Può bastare un cucchiaino da tè)
yoghurt (o, meglio, kefir) per i probiotici;
per animali con problemi alla cute, come possono essere i nostri Mal,è consigliabile polvere di alghe per oligo-elementi e sali minerali
formaggio molle (la ricotta va benissimo e costa poco).

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Metodo gentile per educare il cane

Educazione del cane

Educazione del cane

Il metodo gentile si basa sulla motivazione, innata in qualsiasi essere vivente, di conservare, far propri e mantenere nel tempo solo i comportamenti che garantiscono un vantaggio, una soddisfazione, in altre parole un premio, un beneficio.

Nell’educazione del cane, il metodo gentile, a differenza del metodo classico coercitivo, che si fonda sul principio della paura e della punizione, utilizza come leva principale il premio sotto forma di cibo o attenzione o gioco (rinforzo positivo) ad emissione del comportamento gradito, tendendo ad ignorare (punizione negativa) le risposte scorrette.

In questo modo, facendo leva sul piacere e non sulla paura, il cane è motivato ad attivarsi sempre più nel cercare possibili soluzioni, velocizzare e perfezionare quelle che ha già immagazzinato come corrette, in altre parole a collaborare pienamente, spontaneamente e intensamente con l’uomo.

Il metodo “gentile”, in sintesi, è un sistema strutturato di “rinforzi positivi” (che premiano il comportamento che vogliamo ottenere dal cane) e di “punizioni negative” (indifferenza verso le risposte scorrette) che può essere adottato nell’educazione del nostro amico peloso.

Definire “gentile” un metodo di addestramento non significa far fare al cane ciò che gli pare o rimpinzarlo di bocconcini per ottenere obbedienza, ma attivare nell’animale i comportamenti desiderati evitando strumenti coercitivi.

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Un SMS per salvare cani abbandonati in autostrada

Cane Abbandonato

Cane abbandonato

Arriva l’sms per “salvare” i cani abbandonati in autostrada. Parte la campagna ”Io l’ho visto” promossa da Prontofido in collaborazione con Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, la webradio Radio Bau & Co e Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente (Aidaa).

Dal 23 luglio al 4 settembre tutti coloro che si troveranno in viaggio su un’autostrada italiana e vedranno un cane abbandonato, potranno fermarsi alla prima area di sosta disponibile e mandare un sms al 334.1051030 con le coordinate piu’ precise possibili del punto d’avvistamento (specificando localita’, ora di avvistamento, razza e direzione di marcia).

L’invio dell’sms attiverà i team anti-abbandono: oltre 1000 volontari su tutto il territorio nazionale, che interverranno per il recupero del cane. I team sono formati da 4 volontari facilmente riconoscibili dalla pettorina catarifrangente e dal cappellino giallo personalizzati con il logo di ”Io l’ho visto” e si alternano su due turni pattugliando le strade, dalle 7 del mattino alle 22 di sera.

Le auto della campagna saranno oltre un centinaio e in citta’ strategiche come Roma, Milano e Torino saranno presenti anche le moto per raggiungere in modo piu’ agevole e soprattutto piu’ immediato il cane abbandonato.

Per i possessori di iPhone e iPad e’ possibile inoltre scaricare gratuitamente ”Io l’ho visto” e tramite il segnale GPS identifichera’ il punto della segnalazione.

Nel 2010 grazie al progetto ”Io l’ho visto” sono stati salvati 613 cani, 167 quelli restituiti ai legittimi proprietari grazie ai dati rilevati dai microchip in quanto cani fuggiti e non abbandonati e 2.100 le segnalazioni di avvistamenti.

Le pratiche di soccorso avviate sono state 1127 e 211 le persone denunciate per abbandono di animali e hanno coinvolto oltre 900 volontari che si sono alternati per 5 settimane sulle autostrade italiane.

Fonte: Ansa

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Vacanze – Riviera Romagnola con il cane

Aussie

Aussie

Sono sempre di più le famiglie italiane che hanno accolto tra le mura domestiche un animale, tra i più diffusi naturalmente cani e gatti. Ma ogni anno, durante l’estate, si ripropone il problema di trovare una meta che accetti il nostro fedele amico peloso.

La situazione, va detto, è molto migliorata rispetto a qualche anno fa, oggi sono molte le spiagge, così come anche le strutture ricettive che aprono volentieri le loro porte a micio e fido, ma prima di partire è sempre bene informarsi, per evitare spiaceli sorprese e per attrezzarci nel rispettare pienamente i vari regolamenti, che spesso pongono limitazioni sul numero e la mole degli animali, sulle razze, e molto altro.

Che fare quindi? Dove portare il nostro cane per le vacanze? Se state partendo per la Riviera Romagnola con il vostro cane diamo subito alcuni consigli che potranno aiutarvi a trascorrere una buona vacanza in compagnia del vostro amico a quattro zampe.

Le vacanze in Romagna sono un classico, le spiagge della Riviera Romagnola sono tra le più note, curate ed apprezzate della penisola. Oltre alla bellezza dei luoghi, alla cordialità delle persone, alla cultura, alle tradizioni e alla buona tavola, un altro aspetto che rende la Riviera Romagnola una località ottimale è la sua capacità di rinnovarsi, guardando sempre alle ultime tendenze dell’accoglienza, restando comunque coerente con la sua lunga tradizione di meta vacanziera.

Ogni anno, la Riviera Romagnola sa offrire qualche nuova attività o servizio, tra quasi non mancano naturalmente anche quelli dedicati agli animali.

Come detto infatti sono sempre di più gli italiani che hanno un cane, non prevedere soluzioni apposite, significherebbe quindi perdere molti potenziali clienti.

Ecco che molti Hotel di Riccione e spiagge della Romagna, accettano senza difficoltà i cani dei loro ospiti.

Addirittura a Rimini ci sono hotel a 4 stelle che prevedono spiagge dedicate proprio ai cani e, tra gli hotel di Riccione sono moltissimi quelli che permettono di ospitare in stanza cani o gatti.

Sempre più spesso, nei siti specializzati nel booking alberghiero, oltre al numero di stelle, il periodo, e molti altri elementi, come la presenza di strutture che facilitino l’accesso ai disabili o la presenza di centri benessere o connessione wi-fi, è possibile filtrare i risultati anche utilizzando il criterio dell’accettazione di animali in stanza.

Insomma, per il nostro cane vita sempre meno dura in vacanza e anche per noi meno pensieri e stress. Basta navigare un po’ ed informarsi prima di partire.

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