
Pastore Maremmano Abruzzese
Millenaria razza per la difesa delle greggi dai predatori,se ne hanno descrizioni da autori Latini già nel 200 a.C. Chiamata da sempre “cane da pecora” o “Pastore Abruzzese” questa razza è il frutto di una millenaria selezione legata al vastissimo fenomeno della pastorizia transumante del centro-sud dell’Italia ,che ha avuto ed ha il suo epicentro in Abruzzo Ed è nella pastorizia Abruzzese che sono da ricercare le sue vere origini.
Il nome improprio di “maremmano” gli è stato appiccicato addosso negli anni ’50 dalla cinofilia ufficiale che ha voluto cosi’ eleggere a culla della razza una regione, la maremma ,che nulla ha storicamente e culturalmente a che vedere con questo cane.
La razza era ed è una , il suo ideale morfologico e caratteriale è quello dettato dalla tradizione pastorale abruzzese : un cane di grossa mole ,dai notevoli diametri trasversali , inscritto in un rettangolo non lungo , la testa grossa con forma a tronco di cono ,il muso pieno , lo stop poco pronunciato,il cranio piatto con un occipite non evidente, gli occhi scuri ,in posizione semilaterale e con rima palpebrale “a mandorla “, le orecchie piccole ,triangolari e con attaccatura alta, la dentatura a forbice stretta,il pelo bianco puro, lievemente ondulato con folto sottopelo che nei maschi forma la caratteristica criniera leonina intorno al collo.L’altezza per i maschi va dai 70 ai 73 cm ,le femmine 65/68 mentre il peso è per i maschi sui 50/55 e per le femmine 40/45 .
Il cane va immesso fin da cucciolo tra le pecore, e il periodo migliore è quello dello svezzamento. Deve imparare subito le norme comportamentali e le regole dell’azienda e deve imparare a scegliersi giorno per giorno il suo ruolo e ciò per tutta la sua vita.
Non deve essere pauroso ,non deve essere isterico, non deve rincorrere gli agnelli e gli altri animali della fattoria ,non deve ululare, non deve lottare con i cani della propria muta in presenza delle pecore, non deve fare nulla che possa creare paura e panico , che è il guaio peggiore che possa capitare in un gregge.
Il cane deve essere sicuro di se e rassicurante per gli altri; deve essere calmo, sornione; deve saper dissimulare il suo stato di tensione; in presenza delle pecore deve essere composto nei movimenti , deve muoversi con solennità; deve essere anche duro e spietato con chi non si comporta allo stesso modo.
Compagno fedele dei pastori e fiero guardiano delle greggi; sempre più persone si fanno affascinare dai suoi occhi scuri che spiccano sul manto candido neve.