I cani da seguita sono cani da caccia che hanno la caratteristica di cercare l’usta del selvatico e rintracciarne la posizione e scovarlo cercando di guidarlo verso le poste dei cacciatori.
I cani da seguito esplorano il terreno di caccia fino a quando non si imbattono con l’emanazione (odore) del selvatico, la seguono fino a scovarlo, per poi inseguirlo per ore con lo scopo di portarlo nel raggio d’azione del cacciatore. Stiamo parlando di “segugi” e di selvatici quali, coniglio, lepre, volpe, cinghiale, ecc. A parte il Segugio italiano a pelo forte o a pelo raso, come cani da seguito ricordiamo il Segugio maremmano, il Bassethound, molto spesso usato come cane da compagnia, il Basset blue de gascogne, il Grand e petit bassett griffon, il Segugio del Giura.
I cani da seguita o segugi sono tra le razze più antiche, resistenti, forti e rustici sopportano bene la fatica e sanno in genere adattarsi ad ogni tipo di terreno. Il nome “segugio” è di dubbia origine, alcuni lo identificano con una popolazione gallica della valle della Segusia, i Segusi, altri con una parola latina che indicherebbe l’azione del “seguire”.
La loro vocazione naturale è quella di cacciare la selvaggina da pelo, come lepri, volpi, caprioli, cervi, daini, mufloni e cinghiali, attraverso quattro distinti step. La prima fase è quella della cerca, passando in rassegna il terreno, cui segue l’accostamento, lo scovo, quindi il vero e proprio inseguimento che spesso ha l’obiettivo di spingere il selvatico verso le poste.
Si caratterizzano per l’emissione della voce, si tratta infatti di cani che “parlano”, classificata in base al timbro, che varia a seconda della razza, del tono, legato al genere, e al ritmo, modulato sull’azione di caccia.












