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Addestra cani da tartufo

Cane da tartufi

Cane da tartufi

Vi siete mai chiesti da dove si parte per insegnare ad un cane a trovare i tartufi? Ecco una guida utile per addestrare il vostro cane a cercare i tartufi.

In genere non esiste una razza di “cani da tartufo” (sebbene il Lagotto sia indicato come tale) e molti cercatori utilizzano incroci delle razze braccoidi. Non è da escludere che razze notoriamente dotate di olfatto finissimo possano dare buoni risultati ma i “bastardini” sono ancora i più usati.

Un buon cane da tartufo, oltre l’olfatto, deve avere:

  • un torace ampio e ben sviluppato;
  • un pelo fitto, duro e forte;
  • corporatura media che lo agevoli nel superare gli ostacoli del bosco.

E’ consigliabile iniziare a due – tre mesi e con un po’ di pazienza sarà possibile avere grandi soddisfazioni. L’addestramento deve essere portato avanti da una sola persona che dovrebbe essere colui che di norma accudisce il cane.

L’addestramento deve essere un momento di gioco e di divertimento, gli esercizi vanno ripetuti per pochi minuti ogni giorno e devono essere interrotti appena l’attenzione dell’allievo diminuisce. E necessario che il cane apprenda perfettamente un esercizio prima di passare ad uno più complesso.
Una volta che ha dimostrato di avere appreso bene la prima fase ed è in grado di trovare dei tartufi che siano stati sotterrati è necessario poterlo portare in una tartufaia naturale per procedere con le fasi successive.

Il cane da tartufi è un cane addestrato e l’addestramento inizia in genere durante la stagione dei tartufi somministrando al cane piccoli pezzetti del tubero profumato al fine di abituarlo all’odore specifico.
Si procede, in un secondo tempo, con il sotterramento, prima a fior di terra e, poi, più profondamente, di pezzetti di tartufo che il cane, invitato alla “cerca” e corredato delle preliminari istruzioni, dovrà scovare per ricevere un saporitissimo bocconcino premio.
Per addestrare bene un cane da tartufi e per conquistare le sue simpatie si deve procedere con pazienza, estrema dolcezza e amore, premiandolo con generosità; il cane eseguirà il suo lavoro con gioia quasi fosse per lui un gioco da fare con il suo padrone.

Altrettanto importante è l’addestramento che deve essere fatto da persona preparata e paziente dato che la ricerca del tartufo per il cane non è istintiva. Dopo questa fase, il cane è pronto a guidare il cercatore nel bosco, tuttavia la perfezione viene raggiunta solo verso il terzo o quarto anno.

Il cane da tartufo (come qualsiasi animale) va curato ed amato, trattandolo con pari delicatezza e fermezza.

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Caldo: 1,4 mln di cani e gatti a rischio

Cane che beve

Cane che beve

Aidaa, anche loro soffrono. Un vademecum per salvarli

Anche gli animali soffrono il caldo. A rischio 1.400.000 tra cani e gatti. A lanciare l’allarme il presidente dell’Aidaa, Lorenzo Croce. Piu’ a rischio sono gli animali a pelo lungo, malati, obesi o anziani. L’associazione ha stilato un elenco di consigli pratici per Fido e per i felini.

Per i gatti fare attenzione al cibo che con il caldo si deteriora in fretta se lasciato troppo tempo nella ciotola. Per i cani, attenzione al colpo di calore e lasciare sempre molta acqua fresca.

Fonte: Ansa

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Educazione del cane

Educazione del cane

Educazione del cane

L’addestramento è un passo necessario per mantenere i cani come animali domestici. I cani, specialmente quelli di grossa taglia, devono essere obbedienti o quantomeno controllabili.
Sebbene i cani possano essere addestrati per svolgere compiti particolarmente complessi, come le operazioni di salvataggio o numeri da circo, ci sono elementi di educazione cinofila che ogni cane dovrebbe apprendere a beneficio di sé stesso e del suo proprietario.
Educare un cucciolo è un po’ come educare un bambino piccolo e bisogna farlo in ogni momento in cui si interagisce con lui. Il cucciolo presenta tanti comportamenti, alcuni graditi e alcuni sgraditi : sta al padrone selezionare quelli graditi e premiarli e stare ben attento a non premiare quelli sgraditi. L’unico importante segreto per crescere un cucciolo equilibrato, che rispetti il padrone e abbia fiducia in lui (o lei) è attenersi a questa regola ogni momento della giornata e cercare di essere coerenti.

Il modo di addestrare un cane può variare a seconda del modo di vivere del padrone, dall’mbiente in cui viene tenuto e dell’indole della razza. Per questo motivo è consigliabile informarsi su quale sia la razza più adatta al proprio stile di vita prima di prendere in casa un cucciolo.
Per educare un cane è necessario riuscire a comunicare con lui; questo significa capire il suo modo di esprimersi e farsi intendere dall’animale stesso.

I migliori risultati finali si ottengono quando un cane viene addestrato dalla persona alla quale dovrà poi ubbidire. Per questo chiunque dovrà gestire l’animale dovrebbe essere coinvolto nella sua educazione, perché il cane dovrebbe essere ubbidiente nella stessa misura a qualsiasi membro della famiglia.

L’addestramento inizia virtualmente alla nascita di un cane. I cani che sono accuditi da persone nelle prime otto settimane di vita sono generalmente più adatti ad essere addestrati e a convivere con il proprietario nella sua stessa casa.

La maggior parte delle tecniche di addestramento si imperniano sul fare complimenti e festeggiamenti quando il cane ubbidisce e rifiutarglieli quando non esegue i comandi. Il comando “no”, pronunciato in modo secco e con risolutezza, è fondamentale per far capire al cane quali comportamenti non deve tenere. Scacciare il cane o rinchiuderlo in una stanza o in un recinto, non è invece molto efficace come punizione. Qualche schiaffo o sculacciata può essere utile quando il cane manifesta comportamenti esagerati con i denti o le zampe, non è un’inutile crudeltà.
Un tono di voce autoritario è fondamentale per ottenere l’obbedienza di un cane. Ciò può apparire troppo arrogante e duro a chi non ha avuto precedenti esperienze con un cane, ma è un dato di fatto che i cani rispondono meglio a questo stile di comandi.

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Capodanno può diventare un vero incubo per cani e gatti

Cane spaventatoA causa del loro udito sensibilissimo, gli animali reagiscono male al frastuono di botti e petardi di Capodanno, e le conseguenze spesso sono fatali: in preda al panico e allo stress non rispondono ai richiami e si allontanano da casa rischiando di essere investiti o di creare pericolosi incidenti.

Sarebbe meglio tenerli in casa, in garage o altro luogo sicuro, evitando che restino in cortile o peggio ancora in strada. Meglio lasciare tv o radio accesi per distrarli dai rumori esterni. Se il cane viene tenuto a catena, almeno per quella notte sarebbe meglio togliergliela, o l’animale rischia di ferirsi. Così come sarebbe il caso, durate la passeggiata serale, di non slegarlo dal guinzaglio.

Il gatto può essere invece tranquillizzato con un bel giaciglio caldo, in un luogo appartato e con del cibo in più. In caso di animali particolarmente sensibili o agitati, meglio consultare il veterinario per farsi consigliare rimedi adeguati ad azione ansiolitica. L’Apas lancia un appello affinché, pur nel bel mezzo del divertimento, si abbia l’accortezza di evitare botti e frastuoni in presenza di animali.

Francesca Biliotti
Fonte: http://www.sanmarinortv.sm

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