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Segugio Svizzero

Segugio Svizzero

Segugio Svizzero

L’origine del Segugio Svizzero (Schweizer Laufhunde – Chien courants suisses) è comune a tutti i Segugi svizzeri. Questo tipo di segugio è presente nel suo territorio sin da tempi remoti. Probabilmente derivano dai “Segugi egiziani”, che furono portati in Europa dai Fenici. Nel XV secolo erano più noto, anche in Italia, dei “Segugi italiani”.
Oltre ai Segugi svizzeri esistono anche i “Piccoli segugi svizzeri”, nelle stesse varietà dei maggiori, da cui derivano, ma in forma ridotta. In Italia sono quasi totalmente soppiantati dalle due razze di Segugi Italiani. L’unico svizzero ancora abbastanza diffuso è il “Segugio del Giura”.

Cane di taglia media; buona conformazione che indica vigore e resistenza, muso lungo e testa secca sormontata da lunghe orecchie che gli conferiscono una certa nobiltà.

Sono cacciatori di selvaggina, utilizzati soprattutto per la caccia alla lepre. Dotati tutti di un fiuto finissimo. Hanno una grande sicurezza in caccia, voce potente. Non hanno problemi anche a cacciare in terreni impervi.

Più che un singolo cane il Segugio Svizzero rappresenta una famiglia di cani di caratteristiche analoghe escluso il segugio del giura. Eccellenti cani nello stanare la selvaggina, vigorosi e caparbi nell’inseguirla. Il Segugio Svizzero ha una grande passione per la caccia e profonde in essa tutte le proprie energie.

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Cani da guardia

Dobermann

Dobermann

Compito del cane da guardia è quello di tenere lontano gli estranei che minacciano in maniera evidente il padrone o sono malintenzionati ad attaccare una proprietà; è un compito istintivo che il cane esercita, in linea generale, mediante l’abbaio che ha il duplice scopo di avvertire il padrone e di scoraggiare l’estraneo.

Pur se il cane, per sua natura, è fornito dell’istinto della guardia, è opportuno che per lo svolgimento di tale compito, il nostro amico a quattro zampe venga opportunamente addestrato allo scopo di rendere il cane più sicuro ma, soprattutto, non essere costretti a sopportare qualche dispiacere per l’intemperanza del cane.

Affinché il cane possa essere addestrato nel migliore dei modi, sono necessari due comportamenti propedeutici: l’ubbidienza e il rifiuto di cibo offerto da estranei o rinvenuto per terra.

Fare la guardia però, non significa difendere la proprietà dagli intrusi, significa dare unicamente l’allarme in caso di intrusione. Questa fondamentale regola, ci suggerisce che, se dovessimo lasciare il cane a fare la guardia da solo, non sarebbe in grado di dare l’allarme, non potrebbe avvertire nessuno, si troverebbe a difendere la proprietà da eventuali intrusi senza armi adeguate e senza vie di fuga.

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Addestramento del cane da tartufo

Tartufi

Tartufi

Un cucciolo, subito dopo essere venuto alla luce, riesce a intercettare la mammella della madre, raggiungendola, per consumare il suo primo pasto in questo mondo.
Tale atteggiamento, oltre gli istinti riflessi e\o condizionati, ci fanno capire che l’olfatto del cane è già sviluppato fin dalla nascita.
Con la crescita del cucciolo, questo senso, sarà sempre più sviluppato fino a raggiungere un’ apice.
Il cucciolo appena svezzato dalla madre è pronto per l’addestramento.

Per addestrare un cane alla ricerca del tartufo, la migliore cosa da fare è rivolgersi ad un esperto addestratore. Nel caso in cui foste impossibilitati a trovarne uno nella vostra zona, potreste sempre provarci da soli e con un po’ di pazienza chissà che non riusciate a fare del vostro cane un perfetto campione!

Il cane da tartufi è un cane addestrato e l’addestramento inizia in genere durante la stagione dei tartufi somministrando al cane piccoli pezzetti del tubero profumato al fine di abituarlo all’odore specifico.

Si procede, in un secondo tempo, con il sotterramento, prima a fior di terra e, poi, più profondamente, di pezzetti di tartufo che il cane, invitato alla “cerca” e corredato delle preliminari istruzioni, dovrà scovare per ricevere un saporitissimo bocconcino premio.

Per addestrare bene un cane da tartufi e per conquistare le sue simpatie si deve procedere con pazienza, estrema dolcezza e amore, premiandolo con generosità; il cane eseguirà il suo lavoro con gioia quasi fosse per lui un gioco da fare con il suo padrone.

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Cani da tartufo

Lagotto Romagnolo

Lagotto Romagnolo

Il cane è il più prezioso alleato del cercatore di tartufo. Con il suo olfatto guida l’uomo scandagliando il terreno del bosco in cerca dell’aroma del tubero.

La ricerca del tartufo si effettua normalmente con l’ausilio del cane. Se viene effettuata con altri metodi diventa “bracconaggio”, nel qual caso tutto diventa lecito.
In genere non esiste una razza di “cani da tartufo” (sebbene il Lagotto sia indicato come tale) e molti cercatori utilizzano incroci delle razze braccoidi.

Anche il Border collie è molto usato.
Non è da escludere che razze notoriamente dotate di olfatto finissimo possano dare buoni risultati ma i “bastardini” sono ancora i più usati.

Un buon cane da tartufo, oltre l’olfatto, deve avere:
- un torace ampio e ben sviluppato;
- un pelo fitto, duro e forte;
- corporatura media che lo agevoli nel superare gli ostacoli del bosco.

Altrettanto importante è l’addestramento che deve essere fatto da persona preparata e paziente dato che la ricerca del tartufo per il cane non è istintiva. Dopo questa fase, che di solito inizia fra il 5° ed il 7° mese di età , il cane è pronto a guidare il cercatore nel bosco, tuttavia la perfezione viene raggiunta solo verso il terzo o quarto anno.

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