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Strage di cani in Ucraina

Strage di cani in Ucraina

Strage di cani in Ucraina

In Ucraina hanno pensato bene di ammazzare i cani randagi e di bruciarli poi in forni crematori mobili. Il massacro è stato messo in atto in previsione degli Europei di calcio 2012 Polonia Ucraina.

A settembre Michel Platin presidente UEFA è stato in Ucraina per constatare l’avanzamento dei lavori concordati, che hanno riguardato ampliamento o costruzione di aeroporti e stadi.
Nel contempo è stata decisa una drastica campagna contro i cani randagi. A Lysychansk nell’est del Paese peima li avvelenano e poi li bruciano in forni crematori mobili.

Il sistema è stato ampiamente denunciato dagli animalisti locali e alcuni residenti hanno fatto notare che in alcune circostanze gli animali siano stati bruciati anche vivi.

Paesi come la Romania e l’Ucraina, colpevoli di non aver adottato adeguate misure di prevenzione al fenomeno del randagismo (come la sterilizzazione) hanno pensato bene di risolvere il ‘problema’ con i metodi cruenti e radicali.

L’UEFA ha incontrato a dicembre le autorità ucraine, ottenendo che venisse dichiarata illegale questa barbarie. Un mese è passato senza che veri e decisi provvedimenti siano stati presi in merito. Resta da chiedersi quanti altri cani randagi dovranno morire pur di garantire il giro economico che si cela dietro gli Europei di calcio 2012.

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Tutto sullo sheep dog

Sheep Dog

Sheep Dog

Lo sheepdog si sta affermando anche in Italia come sport da effettuare con il proprio cane, ma è ancora sconosciuto ai più.

Letteralmente “cane da pecore“, questo termine si riferisce all’attività sportiva, competitiva o meno, che si può svolgere con il proprio cane, purchè sia un cane da pastore o possieda un significativo istinto a lavorare come tale. In realtà, l’espressione “cane da pastore” comprende sia le razze cosiddette da “guardia del gregge”, ad esempio il pastore maremmano-abruzzese, sia le razze da “conduzione del gregge”, di cui fa parte il border collie.

 

I cani da sheepdog sono generalmente molto calmi e controllati? Lo scopo ultimo dello sheepdog non è la gara o il piacere del cane e del padrone, ma il benessere degli animali da reddito, ottenuto attraverso una conduzione che ne aviti il più possibile fonti di stress.

Per alleviare lo stress occorre quindi instaurare un rapporto di comunicazione tra uomo, cane e pecore in cui il cane è uno strumento per interagire con gli animali.

Quanto più questo “strumento” è tranquillo, preciso e sicuro di sè, tanto più il controllo del gregge sarà facile; è per questo scopo che sono nate razze specializzate come Border Collie e Australian Kelpie, razze in cui spesso il morso è geneticamente inibito e che manifestano -attraverso la postura definita “occhio”- questo tentativo di muovere gli animali arrecando loro il minimo disturbo.

Nello sheepdog il premio non è la pallina o altro premio a fine corsa, ma il fatto stesso di avere il permesso di lavorare con le pecore, che i Border Collies ben allevato sono lo scopo della vita; infatti, per “punire” un cane indisciplinato nello sheepdog, la tecnica più comune consiste nell’allontanare il cane dal suo oggetto del desiderio: le pecore! Non permettergli di lavorare è una vera, severissima punizione.

Lo sheepdog è una disciplina complessa che richiede al cane il possesso di tutta una serie di abilità naturali: istinti innati per la conduzione del bestiame; senso della responsabilità ed indipendenza unite alla capacità di ascoltare le correzioni; costituzione fisica robusta e resistente al dolore; capacità di rilassarsi; velocità; agilità; coraggio e -non ultima- intelligenza. I

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Il cane che non poteva smettere di amare

Il cane che non poteva smettere di amare

Il cane che non poteva smettere di amare

IL CANE CHE NON POTEVA SMETTERE DI AMARE
I libri di Jeffrey M. Masson

Il cane ha, fra tutti gli animali, una posizione a sé. Fra l’uomo e il cane c’è una relazione affettiva molto forte, evidentemente legata a una storia assai lunga vissuta insieme, una sorta di coevoluzione.

Spesso si sente dire che al cane manca solo la parola: cane e padrone si capiscono a volte così bene da dare la sensazione di leggersi nel pensiero. In effetti il loro lungo sodalizio è cominciato decine di migliaia di anni fa. Il rapporto anche personale si è fatto sempre più forte, e Masson può dire che fra le cose che il cane ha insegnato al padrone c’è anche la capacità di amare. In questo libro, l’autore ci fornisce tutte le informazioni scientifiche recenti per cercare di capire chi è questo animale che che ci prodiga le manifestazioni di affetto più grandi, che ama giocare con noi, che sa sorridere; e ci presenta il ritratto indimenticabile di un soggetto straordinario anche nella sua normalità: Bengi, “il cane che non poteva smettere di amare”: il cane pigro che non aveva superato l’esame di guida per ciechi, che era stato rifiutato (forse per la sua indolenza) da varie famiglie, ma che sarebbe andato in capo al mondo per amore dei suoi padroni. Un cane capace di grandi manifestazioni di affetto verso tutti, specialmente i bambini.
Il cane che non poteva smettere di amare, attraverso la storia quotidiana del cane Bengi, è una esplorazione nuova, stimolante, e molto personale del rapporto unico tra i cani e gli esseri umani.

Jeffrey Moussaieff Masson, studioso di sanscrito e psicanalista, è stato direttore degli Archivi Sigmund Freud. Vive in Nuova Zelanda ed è vegano, come tutta la sua famiglia. È autore di libri di grande successo internazionale come I cani non mentono sull’amore, La vita emotiva dei gatti. Tropea editore ha pubblicato: Nel regno dell’armonia e Quando gli elefanti piangono

“Ho molto apprezzato questo bel libro, non solo per la sua narrazione avvincente, ma anche per le affascinanti informazioni
che sorprenderanno anche coloro che amano gli animali e che conoscono bene il mondo naturale. Jeffrey Masson scrive libri sorprendenti e questo è all’altezza del suo standard.
È un’opera eccellente.” Elizabeth Marshall Thomas, autrice de La vita segreta dei cani e La vita segreta del gatto

“La narrazione di Masson è resa vivace dagli aneddoti che intervallano la scrittura più scientifica: gli aneddoti sul cane Bengi e il suo amore per la famiglia.” Los Angeles Times

“È il più personale e accattivante libro di Masson.” Publishers Weekly

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No alle pellicce

No alle pellicce

No alle pellicce

OCCORRONO 50.000 firme per depositare in Parlamento una proposta di legge!!!
sono tante ma abbiamo già superato le 10.000 adesioni…
che ne dite? ci proviamo????
invitate tutti i vostri amici!!!!!

Ogni anno in tutto il mondo per le pellicce vengono uccisi 200 milioni di animali!!! Di questi ben 20 milioni sono massacrati per il solo mercato italiano!!! é ora di dire BASTA a questa barbarie!!! VOGLIAMO una legge che vieti le pellicce e sanzioni penalmente e severamente questo REATO!!!

se anche voi la pensate così CONDIVIDETE IN BACHECA ED INVITATE I VOSTRI AMICI!
+ siamo e + potremo far sentire la nostra voce!

Via al gruppo facebook.

Facciamo parlare i numeri:

200 i volt utilizzati per provocare la morte tramite scarica elettrica
50 i visoni necessari per fare una pelliccia
180 gli scoiattoli necessari per fare una pelliccia
400.000 i cuccioli di foca tramortiti e scuoiati vivi ogni anno
300.000 gli animali da pelliccia rinchiusi negli allevamenti italiani
20.000.000 gli animali massacrati per il solo mercato italiano
200.000.000 gli animali uccisi ogni anno in tutto il mondo per le pellicce

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Cane Bulldog Francese

Bulldog Francese

Bulldog Francese

E’ facile capire perchè così tanta gente, anche le celebrità al giorno d’oggi, hanno scelto il bulldog francese come animale da compania.
Hanno le stesse caratteristiche di un bulldog ma sono più piccoli e più affettuosi.

Mentre alcuni possono trovare il look del bulldog americano spaventoso, la sua versione in miniatura, il bulldog francese, ha un immagine completamente diversa.

E un altro vantaggio che ha questo cane è il fatto di passare molto più tempo in casa.

Le dimensioni medie del bulldog francese adulto sono di circa 60 cm nei casi maggiori. Ci sono tipologie di bulldog francesi che sono anche più piccole. Sono anche molto leggeri rispetto agli altri cani, nonostante il loro corpo robusto, i bulldog francesi possono pesare 8-9 kg i più stazzati arrivano ai 12-13 kg.

I Bulldog francesi solitamente sono molto intelligenti ed è facile per loro imparare nuove cose. Possono essere ottimi cani da guardia se ben educati a farlo.

Non abbaiano molto, lo fanno solo quando hanno qualcosa da dirti e questo include anche un estraneo nel territorio. Hanno un ottimo temperamento e si comportano bene.

Amano cacciare i topi quindi non ti serve un gatto. Inoltre sono ottimi cani da compania.

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Sheepdog

sheepdog

Sheepdog

Da tempi immemorabili, in libri e documenti si trova traccia di notizie su un cane nero da pastore che operava nelle campagne inglesi, se ne parla nelle compravendite di greggi, dove il gregge veniva venduto “with a black sheep dog“, negli atti notarili delle proprietà dove, nell’elenco dei beni erano citati gli animali da reddito: pecore, cavalli, vacche, maiali e gli sheep dog, dando ad essi un valore che normalmente a quell’epoca i normali cani da fattoria non avevano di certo. Questo a dimostrare l’incredibile utilità di questi cani nel tipo di allevamento semibrado degli ovini e dei bovini in quei territori.
La Gran Bretagna e l’Irlanda hanno uno sviluppo territoriale in cui, per la situazione climatica, è praticamente impossibile sviluppare qualsiasi altro tipo di coltura agricola oltre che il pascolo e pertanto immense greggi, allevate quasi esclusivamente per la carne e la lana e che quindi non necessitano delle costanti cure dell’uomo, da sempre sono state lasciate pascolare sulle Highlands, nei Downs e nei Moors (vaste aree disabitate, brughiere battute dai venti, ricche di acqua), dove vivevano assolutamente libere per la maggior parte dell’anno.

A noi, abituati ai nostri territori sovraffollati, ancora oggi fa effetto vedere quelle miriadi di puntini bianchi sparsi sulle hills in completa libertà!!! Figuriamoci nel 1600, 1700, 1800 come doveva essere…
Le pecore, ovviamente appartenevano a diversi proprietari ed erano marcate con colori diversi o con tagli all’orecchio per riconoscerle. Naturalmente, non essendo mai maneggiate ed avvicinate dall’uomo, esse sviluppavano un carattere selvaggio e libero, oltre che una robustezza a tutta prova. Immaginate quindi quale grande problema deve essere stato per i pastori radunarle le 2 – 3 volte l’anno in cui andavano tosate, dovevano nascere gli agnelli o dovevano essere divise per gruppi, da macello o da riproduzione e inoltre essere divise tra i vari proprietari, in territori marci d’acqua, su rocciose colline dove nemmeno a cavallo si poteva arrivare. Nulla sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei cani.

Ma la necessità aguzza l’ingegno e quegli antichi pastori cominciarono a selezionare le razze in loro possesso – quali non si sa, c’è chi dice un antico tipo di collie, cani da caccia (setter, springer, levrieri??) – ma cercavano un cane che avesse velocità e coraggio, grande obbedienza, un’intelligenza unica e una resistenza a tutta prova, il Border Collie, quindi. Border perché le regioni in cui questo cane si è sviluppato erano ai confini tra Scozia e Inghilterra (confine = border, in inglese) e lì cominciò ad apparire questo straordinario soggetto con l’occhio ipnotico del lupo, ma con la docilità del cane, che per giornate intere, sotto qualunque tempo, correva su e giù per le colline a spingere verso gli uomini le selvagge pecore che scappavano dappertutto. Ovviamente, con questa vita si è creata una selezione naturale fantastica, quegli uomini vivevano di pecore e pertanto tutti i cani deboli, malati, scarsamente intuitivi, non affidabili, mordaci, paurosi, venivano brutalmente eliminati. La ben nota attitudine gregaria delle pecore, faceva sì che l’errore di un cane potesse magari precipitare un intero gregge in un burrone, mettendo una famiglia alla fame, quindi gli errori non erano ammessi assolutamente!!!

E da questa selezione, da questa vita durissima a fianco di uomini duri quanto loro, si è sviluppato un cane unico al mondo, con un’intelligenza umana ed un desiderio di compiacere il padrone che ha dell’incredibile. Va da sé che i migliori di loro avessero, per chi li possedeva un valore immenso e va da sé immaginare nei fumosi pub dove gli uomini si radunavano alla fine delle loro faticose giornate, che le discussioni davanti ad un boccale di birra fossero sulle pecore e sui cani ed è quasi certo che, vista la passione degli inglesi per le scommesse, sia nata qualche sfida per sapere chi avesse il cane migliore e la domenica, su un campo vicino, sia stato preparato un percorso che simulasse il lavoro di tutti i giorni ed i vari pastori e fattori abbiano iniziato a gareggiare per dimostrare che il loro compagno era il migliore di tutti.

E di domenica in domenica, da quella prima gara in una località di cui non si conosce il nome, le competizioni si sono allargate a macchia d’olio, interessando e coinvolgendo sempre più persone, fino al 1873 quando a Bala, in Galles, si svolse la prima gara ufficiale di Sheepdog.

Da quel momento, questo gioco tra pastori è stato regolamentato ed ha subito svariate modificazioni, fino ad arrivare allo Sheepdog moderno, uno sport difficile e complesso ma bellissimo, ormai diffuso e praticato in tutta Europa, USA, Nuova Zelanda, Australia da questi grandi cani e anche da persone come me, che non facevo il pastore, ma che dal lavoro insieme ad un animale ho sempre tratto grande soddisfazione. E’ solo quando si riesce ad instaurare un rapporto quasi telepatico con il proprio cane, che si riesce a fargli condurre cinque pecore ribelli da una distanza di 800-900 mt solo con l’ausilio di un fischietto, lungo un percorso stabilito e non semplice, con calma e concentrazione e senza fare alcun male alle pecore, che le emozioni che si vivono diventano indimenticabili.
Questo è lo Sheepdog, riuscire a entrare nell’anima di un cane.

Fonte

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