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Ferma con noi la caccia selvaggia

Caccia

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DICIAMO NO A CACCIA SELVAGGIA!

Signor Presidente del Consiglio,

giovedì 28 gennaio 2010 il Senato della Repubblica ha approvato un ingannevole articolo della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione di caccia attualmente previsti dalla legge (1° settembre – 31 gennaio).
Se nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovesse confermarlo e trasformarlo in legge, la stagione venatoria potrebbe svolgersi anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, estendendosi al mese di agosto –con i piccoli uccelli ancora in dipendenza dei genitori e migliaia di persone in vacanza- e al delicato mese di febbraio, quando i migratori affrontano il difficile viaggio verso il nord Europa, dove si riprodurranno.
Il paradosso, signor Presidente, è che la legge Comunitaria dovrebbe servire al nostro Paese per sanare le tante infrazioni europee commesse sulla caccia e la mancata tutela della natura.
L’Europa ci accusa di cacciare troppo, di abusare delle deroghe alla normativa, di proteggere poco i migratori e gli habitat naturali.
L’Italia, al contrario, risponde aumentando le concessioni alla caccia, con grave danno alla natura ma anche ai cittadini, costretti, per via di un articolo del Codice Civile (il n. 842), a tollerare i cacciatori nei propri terreni senza potersi opporre.
Ma l’articolo 43 della legge Comunitaria non è l’unico pericolo in atto.
C’è il Disegno di legge Orsi, ci sono continui blitz in Parlamento, ci sono le proposte della caccia a 16 anni, dell’utilizzo dei piccoli uccelli come richiami vivi o zimbello, della caccia alle oche e ai fringuelli e altro ancora.
In atto, signor Presidente, c’è un vero e proprio tentativo di caccia selvaggia.
La nettissima maggioranza degli italiani non lo vuole! Non vuole caccia, piombo, fucili.
Nell’anno internazionale della Biodiversità, noi desideriamo più rispetto per gli animali, più tutela per la natura, più sicurezza e serenità per le persone.
Le chiediamo, signor Presidente, di impedire tutto questo.
Di impegnarsi in prima persona per cancellare l’articolo 43 della legge Comunitaria e fermare, definitivamente, ogni tentativo di “caccia selvaggia”.

La natura è la nostra vita! Le chiediamo di difenderla.

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Spinone Italiano

Spinone ItalianoAnche lo Spinone Italiano, come la maggior parte delle razze del nostro paese, è una razza molto antica. Ha avuto grande splendore nel periodo rinascimentale, periodo di nascita del Volpino Italiano. Lo Spinone è diffuso anche nel Regno Unito e nei paesi Scandinavi. Il vero recupero della razza avvenne negli anni ’40 e ’50 del ’900, per opera soprattutto del dott. Brianzi.

Lo Spinone è un cane da caccia da ferma di natura calma e riflessiva, adatto alla caccia su tutti i terreni, resistentissimo alla fatica, entra con disinvoltura nei rovi e nell’acqua fredda, ha spiccate attitudini al trotto ampio è veloce ed è naturalmente un ottimo riportatore di carattere socievole. Le dimensioni non sono indifferenti. Al garrese può arrivare a 65-70 cm, mentre il suo peso si aggira tra i 32 e 37 kg, in base ovviamente anche al sesso dell’animale. I colori più diffusi e amessi sono: bianco, bianco e marrone, bianco e arancio, roano.

Lo Spinone è un cane di taglia grossa caratterizzato dal folto pelo che si suole definire pelo duro. Il pelo è diffuso in tutte le parti del corpo, anche sulla testa, così da conferirgli un aspetto unico.
E’ un cane che ha una spiccata capacità venatoria ed infatti è usato spesso anche come cane da riporto. Nonostante la mole, lo Spinone ha un carattere molto paziente e riesce a convivere bene anche con i bambini.

Tra le caratteristiche principali dello Spinone Italiano vanno annoverate l’indole tranquilla, l’affetto che dimostra verso il padrone e tutti gli altri membri della famiglia, la bonarietà nei confronti di eventuali ospiti e – in fase di caccia – la sagacia con cui ricerca la selvaggina restituendo alla pratica venatoria il fascino della tradizione. La sua quasi proverbiale bontà d’animo ne fa un ottimo cane da compagnia, rustico e pronto a seguire l’uomo soprattutto se fa vita all’aria aperta.

Il suo nome deriva dalla qualità del suo pelo fitto, duro come uno spino.

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