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The Story of Hachiko

bronze statue of Hachiko

bronze statue of Hachiko

Hachiko was an Akita Inu that lived for twelve years in Japan. He was brought to Tokyo in 1924 by his owner, Hidesaburo Ueno.

Hidesaburo was an agriculture professor at the University of Tokyo and commuted to work every day by train and Hachiko would accompany his master every day back and forth from the train station. Every day, the young Akita would wait patiently for his master’s return on the train platform.

But on May 25, 1925, when Hachiko was eighteen months old, his master did not return. The dog waited like he did every day for the professor to arrive on the four o’clock train, not knowing that his master had suffered a stroke at work and died.

Soon after his master’s death, Hachiko was given to the professor’s relatives to be cared for, but the dog would constantly escape and return to his old home to wait for the professor. Eventually, Hachiko realized his master no longer lived there and return to the train platform. As the legend goes, Hachiko would wait at that platform every day for Professor Ueno to return but his master never came back.

Other commuters who had saw the relationship between master and dog were touched by the dog’s show of devotion (who wouldn’t be touched) and they started to bring treats and food to Hachiko as he waited for his master. This behavior went on for ten years with the dog appearing every night at four o’clock when the train was due.

Shortly after Hachiko’s death, they erected a bronze statue at the train station in his honor. Eventually, the statue of Hachiko was declared a Japanese Natural Monument and the dog’s legendary faithfulness became a symbol of loyalty to the state.

As a footnote, the Akita’s image became so popular as a symbol of loyalty that his image was use in propaganda that would be used to spur that fanaticism lead to the Second Sino-Japanese War and eventually World War II.

Hachiko led a beautiful life and died on March 8, 1935. His remains were stuffed and mounted and are now on display at the National Science Museum of Japan in Ueno, Tokyo. Every year in April, there is a ceremony at Tokyo’s Shibuta railroad station where hundreds of dog lovers show up to honor Hachiko’s memory and legendary loyalty.

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La Storia vera di Hachiko

Statua di Hachiko

Statua di Hachiko

Questa è una storia vera, e chi di voi non avrà già sentito il nome Hachiko così in uso in Giappone ed in tutto ciò che lo riguarda. Ecco, questa è la storia di Hachiko e del perchè questo nome è entrato così profondamente nel cuore dei giapponesi e di chi si Giappone s’interessa.

Hachiko era il cane akita del professore universitario Ueno, e tra i due da subito s’instaurò un rapporto di grande amicizia, fedeltà e rispetto. Tutti i giorni Hachiko accompagnava il suo padrone alla stazione di Shibuya, dove questi prendeva il treno per recarsi al lavoro, per poi tornare a casa da solo e ritornare ad aspettarlo alle 15,00 precise, orario nel quale sapeva sarebbe arrivato. Così sempre, tutti i giorni.

Un giorno però, il 21 maggio 1925, il professor Ueno fu colto da infarto durante una lezione universitaria e morì senza poter tornare a casa.

Hachiko non poteva sapere cosa fosse successo, e così rimase ad aspettare il padrone per tutto il giorno senza risultato. Tornò alla stazione continuamente, ogni giorno, alle ore 15,00 sperando nel ritorno del suo padrone, diventanto un simbolo di Shibuya dove la gente si recava anche dai paesi limitrofi per vedere Hachiko e portargli qualcosa da mangiare. La sua attesa durò quasi 10 anni, quando, vecchio e sofferente, Hachiko morì, nella stazione di Shibuya, nel suo posto dove per anni aveva atteso.

La sua storia commosse a tal punto i giapponesi che fu commissionato allo scultore Ando Teru di costruire una statua in onore di Hachiko, monumento e simbolo di fedeltà, valore molto importante per la cultura nippnica. Nell’Aprile 1934, Hachiko tornò ad aspettare il suo padrone al solito posto, immortalato per sempre in una statua di bronzo a sua immagine.

Purtroppo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, non risparmiarono neppure Hachiko, fu così che una nuova statua fu fatta scolpire nel 1948 e posizionata al di fuori della nuova stazione di Shibuya.

Ogni anno, l’ 8 Aprile, si tiene una cerimonia solenne cui partecipano centinaia di amanti dei cani che portano i loro omaggi alla lealtà ed alla devozione di Hachiko.

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Hachiko ha successo anche su Facebook

hachikoHachiko, il mio migliore amico”, il film di Lasse Hallstrom con Richard Gere e Joan Allen, basato sulla vera storia di un cane e dell’amore sconfinato per il proprio padrone, sta letteralmente sbancando il botteghino.

Dopo l’ottimo esordio dello scorso weekend, la pellicola ha guadagnato 3.062.650 euro, raggiungendo il terzo posto nella classifica degli incassi (dati Cinetel), preceduta solo da “Io, loro e Lara” e “Sherlock Holmes”.

Nel giorno dell’Epifania il film ha incassato quasi 500mila euro, superando il cinepanettone “Natale a Beverly Hills” e “Io e Marilyn”. Patrocinato dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, il film, arrivato nella sale italiane lo scorso 30 dicembre, in pochi giorni ha raccolto un consenso quasi unanime, che non si limita al pubblico che affolla le sale, ma si replica anche su internet, come testimoniano i numerosissimi messaggi lasciati nei forum del web e sulla fan page di Facebook, che in poco piu’ di una settimana ha raccolto oltre 5.000 adesioni.

Fonte: Pet Passion TV

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Capodanno al cinema con Gere

Richard Gere e cane

Richard Gere e cane

Esce nelle sale italiane, in 300 copie, “Hachiko – Il tuo migliore amico“, il film di Lasse Hallstrom con Richard Gere, presentato all’ultimo festival di Roma e alle Giornate Professionali di Sorrento. Il film racconta una storia vera, accaduta in Giappone (nel film trasposta in America). Oggi in Giappone, accanto alla stazione di Shibuya, c’è una statua che rappresenta Hachiko ed è un punto di ritrovo molto noto.

Dopo l’abbuffata di Natale con cinepanettoni, Sherlock Holmes e Pieraccioni vari, il Capodanno è all’insegna dei buoni sentimenti. La storia, davvero strappalacrime, racconta di un professore universitario (Gere) che trova un cucciolo e decide di tenerlo, nonostante la contrarietà della moglie (Joan Allen). Il rapporto tra cane e padrone è talmente forte che il cane accompagna tutti i giorni il padrone alla stazione e lo aspetta lì al suo ritorno per rientrare a casa insieme. Fino al giorno in cui il professore non tornerà più. Il cane non si rassegna e, per dieci anni, continua ad attendere il suo padrone alla stazione.

Hallstrom racconta di aver ricevuto la sceneggiatura da Richard Gere, con il quale ha lavorato nel 2006 per “L’imbroglio – The Hoax”, ora anche produttore di Hachiko: ”E’ stato per me un vero regalo, perché è una storia meravigliosa e, per un vero amante dei cani come me, un’esperienza fantastica. Gere ha un grande amore per gli animali e la natura e, soprattutto per il suo legame con il buddhismo tibetano e la sua ricerca di pace, è molto apprezzato dai giapponesi”.

“Lasse è una specie di folletto svedese – dice Gere – La realizzazione del film è stata molto lunga e molto è dipeso dal mio rapporto con i cani. Gli Akita sono cani che non puoi comprare con le coccole, sono loro che decidono se amarti oppure no. Gli addestratori erano molto in ansia, perché se non gli piaci subito non c’è più niente da fare”. Il film ha il patrocinio della lega Nazionale per la Difesa del Cane e il 1 gennaio al cinema Giulio Cesare di Roma ci sarà una sfilata di cani Akita.

Fonte: TgCom

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