
Pet Therapy
Che cos’è la Pet Therapy?
La nostra complessa società definisce , finalmente il cane non più come un soggetto passivo al quale dare affetto o da utilizzare, ma una figura attiva dal quale ricevere affetto.
La “Pet Therapy” non é una panacea, utile a risolvere tutte le malattie. Infatti non é sufficiente affiancare un animale a una persona sofferente per aspettarci il miracolo della guarigione. Una corretta applicazione della “Pet Therapy” non coinvolge solo un uomo e un animale, ma anche tecnici competenti del comportamento umano e quelli competenti del comportamento animale.
Quindi gli interventi di “Pet Therapy” dovrebbero essere monitorati da una équipe seria composta da medici veterinari, psicologi, medici, educatori, ecc.
La Pet Therapy è una pratica terapeutica che prevede l’impiego di animali (spesso di affezione ma non solo), come supporto per migliorare lo stato di salute di pazienti con problemi psico-fisici.
In genere abbiamo due campi d’applicazione denominati:
1) AAA = Attività Assistite da Animali che operano per migliorare la qualità della vita nelle quali ambito rientrano le attività ludiche e ricreative.
2) TAA = Terapie Assistite da Animali indirizzate verso programmi specifici che mirano al superamento del disagio psichico e fisico.
Dal punto di vista psicologico, la presenza di un animale migliora la vita di una persona diminuendo il senso di solitudine e la depressione poiché agisce come supporto sociale e dà degli imput che spingono alle attività (quotidiane) di cura, di accudimento verso se stessi e verso il proprio animale. Inoltre molti studi hanno dimostrato che l’iterazione essere umano-animale poiché fonte piacevole e rilassante di contatto, sicurezza e tranquillità, può avere un effetto significativo nella riduzione dello stress, dell’aumento della pressione arteriosa e dell’ansia.
Nel nostro paese non esiste ad oggi un protocollo di legge che regolamenti l’applicazione della PT; nonostante ciò, esistono numerose organizzazioni che operano in questa direzione con risultati soddisfacenti nel campo socio-sanitario. In Italia la PT ha ottenuto un suo dignitoso riconoscimento per la prima volta nel 1987, in occasione di un convegno interdisciplinare svoltosi a Milano sul tema “Il ruolo degli animali nella società moderna” nel quale studiosi ed esperti internazionali hanno messo a confronto le proprie esperienze.
A chi è rivolta la Pet Therapy?
La Pet Therapy è rivolta a tutti, indistintamente giovani o adulti, soprattutto se portatori di handicap o colpiti da qualche forma di disagio psicologico. Ma anche a chi è affetto da nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, chi necessita di riabilitazione motoria come i malati di sclerosi multipla oppure chi proviene da lunghi periodi di coma.
I cani figurano come ottimi soggetti con pazienti con patologie di tipo cronico o con forme depressive, per la capacità di stimolare l’attività motoria e di indurre il gioco.
Finalmente anche in Italia si comincia a parlare seriamente della Pet Therapy. Nel giugno dei 1994 il Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria di Roma interagendo con altre strutture, organizza il 1° corso informativo di “Pet Therapy” ed Ippoterapia. Quindi ci sono voluti ben tredici anni perché anche in Italia si riconoscesse la validità di tale intervento.
E’ certo ormai che la presenza di un animale migliora da un punto di vista psicologico la vita dell’individuo, “diminuendo la solitudine e la depressione, agendo da supporto sociale, dando un impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative.
Gli animali possono diminuire l’ansia e predisporre una stimolazione dei sistema nervoso o, in altre parole, abbassare lo stress divenendo una fonte di contatto piacevole, una visione rilassante e una percezione di sicurezza e tranquillità.” (Friedmann & Thomas, 1985, Katcher & Friedmann, 1980).