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Green Hill

Allevamento Green Hill

Allevamento Green Hill

L’allevamento Green Hill di Montichiari (BS), il canile ormai tristemente famoso che ospita oltre 2.500 cani beagle destinati alla vivisezione, diventa il nuovo simbolo internazionale della lotta ai maltrattamenti sugli animali.

Il sistema della vivisezione ha molte facce e molte angolature da cui guardarlo e affrontarlo. A noi interessa osservarlo dalla parte che riteniamo più importante, dalla parte degli animali, vittime di questa spietata industria della ricerca.

Gli animali arrivano nei laboratori grazie ad allevamenti specializzati, autorizzati dal governo a farli riprodurre e spedirli verso un triste destino di sofferenza e prigionia. Uno di questi è Green Hill, situato a Montichiari (BS), l’unico che alleva cani beagle da laboratorio in Italia e uno dei più grandi allevamenti d’Europa.

Per Green Hill gli animali sono solamente merce, oggetti da far riprodurre e vendere, senza il minimo scrupolo sul dolore e la sofferenza, psichica e fisica, che andranno a subire.. per noi meravigliosi esseri viventi che non dovranno mai subire tutto questo.

Di fronte alla tortura e la morte di decine di milioni di animali nei laboratori non possiamo più aspettare che qualcosa cambi, se vogliamo vedere dei risultati dobbiamo agire in prima persona, sia con scelte quotidiane che con l’attivismo. Il potere del cambiamento è anche nelle tue mani.

Divulgate l’informazione quanto più possibile, teniamo alta l’attenzione: inviate, se volete una lettera di protesta per far sentire la vostra voce a:

Green Hill 2001 Srl
Via San Zeno
25018 Montichiari (BS) (Lombardia)
030 962061
030 9961244

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Nel 2009 denunciati 280 cacciatori per maltrattamento cani

Cane da caccia

Cane da caccia

Nel 2009 sono stati 280 gli esposti presentati da AIDAA, da altre associazioni animaliste e privati coadiuvati dal servizio legale dell’associazione animalista AIDAA contro cacciatori accusati di maltrattamenti nei confronti dei loro cani da caccia troppo spesso maltenuti. In particolare gli esposti sono stati presentati in Lombardia, Toscana, Appennino Emiliano, Veneto e Piemonte e nelle altre regioni del centro Italia.

Nel mirino degli animalisti sono finiti cacciatori che tengono i cani in recinti assolutamente inadeguati, angusti ed in condizioni igieniche vergognose o che in alcuni casi hanno utilizzato mezzi non leciti e coercitivi per addestrare i cani da caccia.

Sono i dati diffusi dall’associazione AIDAA che ricorda come, secondo le stime fornite dalla stessa Federcaccia, ogni anno siano oltre 5.000 i cani che rimangono vittime del fuoco amico: secondo i rapporti diffusi dagli stessi cacciatori della Federazione italiana della Caccia – riferisce l’associazione – si calcola che solo nel 2006 siano morti in Italia 2050 cani da caccia, uccisi sia dal fuoco amico dei cacciatori, sia in altri incidenti compresi quelli per ingestione di bocconi avvelenati, tra l’altro altro vietatissimi in Italia. Inoltre, secondo le stime sono stati 1558 i cani feriti e 842 i casi di danni provocati alle persone o alle cose).

A questo – prosegue l’associazione – occorre aggiungere che le razze dei cani da caccia sono nel mirino dei ladri e che ogni anno migliaia di cani vengono rapiti (specialmente le cucciolate) e destinati al mercato parallelo illegale.

Ma non e’ tutto: AIDAA, attraverso il tribunale degli animali e gli sportelli online lo scorso anno ha assistito gratuitamente oltre 300 padroni di cani da caccia (si presume cacciatori o familiari) che si sono rivolti ai legali dell’associazione animalista per avere consulenza gratuita prevalentemente in relazione a questioni che vedevano contrapposti i proprietari dei cani e gli allevatori, prevalentemente amatorali, per questioni legate alla salute ed all’acquisto dei cani.

Prosegue intanto la raccolta di firme promossa da AIDAA per chiedere che la caccia sia un reato penale: ”sono diverse migliaia le adesioni raccolte nei primi due giorni – rivelano gli animalisti -. L’ obbiettivo e’ di raggiungere le 25.000 firme a sostegno della futura proposta di legge di iniziativa popolare che prevede l’abolizione del porto d’armi per la caccia, il sequestro delle armi maltenute e la trasformazione della caccia in reato penale punibile con il carcere”. (Asca)

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