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Filaria nei cani

Zanzara

Zanzara

La filaria più pericolosa per la salute del cane è la Dirofilaria immitis che provoca nel cane una filariasi cardiopolmonare. Quando la zanzara infetta punge il cane per nutrirsi del suo sangue gli trasmette le larve dei parassiti che si vanno a localizzare nel cuore e nell’arteria polmonare dell’animale, dove nel giro di qualche mese raggiungono la loro maturità sessuale.

Il cane colpito da filariasi manifesterà nella fase iniziale e meno grave, tosse, scarsa resistenza allo sforzo e respirazione difficoltosa, fino ad arrivare, nella fase più grave, all’insufficienza cardiaca. Se si arriva a questo punto, dopo l’accertamento della malattia che il veterinario può eseguire con precisione in pochi minuti con un semplice esame del sangue, si va incontro ad una terapia molto costosa e molto pericolosa che spesso si risolve con la soppressione del cane.

Tuttavia c’è da dire che la lotta preventiva alla filaria, unico modo certo per proteggere il nostro cane, è molto semplice e poco impegnativa. E’ sufficiente infatti somministrare al cane, una volta al mese uno specifico farmaco a base di ivermectina (per esempio il Cardotek), generalmente in pastiglie, nel dosaggio suggerito dal veterinario sulla base del peso del cane.

Prima di iniziare questo trattamento, che può essere protratto per tutta l’estate o per tutto l’anno, a seconda della zona in cui abita il cane, è assolutamente necessario che il veterinario esegua un esame del sangue in modo da stabilire che il cane non sia già infetto dalla filaria. Se lo fosse la terapia sarà completamente diversa e il farmaco che abbiamo citato sarebbe addirittura dannoso per la salute del cane.

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La displasia dell’anca nel cane

displasia dell'anca nel cane

displasia dell'anca nel cane

La displasia dell’anca rappresenta la principale patologia dell’articolazione coxo-femorale nel cane ed è la causa più frequente di osteoartrite a carico di tale articolazione. Si riscontra con incidenza variabile in differenti razze, prevalentemente in soggetti di taglia grande e gigante.
Le razze considerate più a rischio sono il Pastore Tedesco, il San. Bernardo, il Labrador, il Golden Retriever, il Rottweiler, i Bovari, i Mastiff e molti altri, senza escludere tutti i cani incrociati con razze predisposte.

La displasia dell’anca del cane è una malattia ad eziologia multifattoriale, nella quale fattori genetici predisponesti associati a fattori ambientali determinano l’insorgenza di un processo di rimodellamento e di successiva degenerazione articolare.

La somministrazione di diete ipercaloriche, iperproteiche, eccessi di integrazione con vitamine e sali minerali, possono influenzare negativamente lo sviluppo scheletrico.

La displasia ha esordio con una zoppia più o meno evidente a causa dell’attrito fra le due superifici articolari che provocano dolore. Prima di tutto il cane accuserà una zoppia saltuaria in particolar modo all’inizio dell’attività fisica, che andrà poi migliorando con il movimento.

La terapia può essere di tipo medico – conservativo, basata cioè sulla somministrazione di antinfiammatori, condroprotettori, agopuntura ecc. mirata a ridurre il dolore oppure di tipo chirurgico.

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In Abruzzo molti cani sono colpiti da Leishmaniosi

Cagnolini

Cagnolini

Abruzzo a rischio leishmaniosi: in alcune aree della regione, soprattutto nel pescarese, circa il 10% dei cani è affetto da leishmaniosi, una malattia molto grave, in continua ascesa e che torna prepotentemente alla ribalta con l’arrivo della stagione calda. Una famiglia su 4 possiede almeno un cane, ma solo il 15% dei proprietari di cani, o di chi se ne prende cura, conosce la leishmaniosi.

Il livello d’informazione sulla malattia è piuttosto contenuto e, tra i pochi che la conoscono, soltanto una persona su tre sa che la leishmaniosi può essere trasmessa anche all’uomo. Sono i risultati di un’indagine di Doxa Pharma sul livello di conoscenza intorno alla malattia e sul grado di sensibilizzazione tra i proprietari di cani o di chi se ne prende cura.

La notorietà totale della leishmaniosi presenta poi forti differenze nelle diverse aree geografiche: in particolare risulta ben più nota nelle regioni del Centro e del Sud/Isole (59-60%) e meno nota al Nord-Est (38%).

Il ruolo del cane nella famiglia italiana è molto cambiato negli ultimi anni, diventando un vero e propro “compagno di vita“. Parallelamente all’allungamento della vita media dell’uomo, l’aspettativa degli animali è aumentata, addirittura raddoppiata, grazie anche alle maggiori attenzioni e alla qualità delle cure che i proprietari prestano ai loro cani.

Lo testimoniano anche i dati di mercato del settore ‘pet‘, un settore in controtendenza, in crescita malgrado l’attuale congiuntura economica. “Il rapporto Assalco del 2009 conferma il contributo del ‘pet’ alla ricchezza nazionale in termini di occupazione nel settore, di consumi che le famiglie riservano al proprio cane. E’ un settore ancora sano, non intaccato dagli effetti della crisi finanziaria e che conferma il trend in crescita degli anni precedenti”, afferma Paola Parenti, direttore di ricerca di Doxa Pharma.

Proprietari di cani, quindi, molto attenti alla salute del loro amico a 4 zampe ma, paradossalmente, inconsapevoli, nella maggioranza dei casi, della temuta leishmaniosi. Uno tra i metodi più efficaci per controllare la diffusione della leishmaniosi canina è applicare al cane un collare a base di deltametrina che si distribuisce sulla superficie dell’animale e impedisce la puntura dell’insetto vettore, il flebotomo o pappatacio per un periodo di 5 mesi.

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Rabbia dei cani

Volpe rossaLa Rabbia è una malattia virale che può essere trasmessa all’uomo (zoonosi) attraverso il morso e per contatto di una ferita con la saliva o l’urina di animali infetti. E’ quindi importante non lasciare liberi i cani nelle regioni in cui questa malattia è diffusa negli animali selvatici.

Si manifesta con sintomi a carico soprattutto del sistema nervoso. La vaccinazione antirabbica è obbligatoria quando si porta il cane all’estero, ma può tuttavia essere consigliata dal Veterinario anche in altre circostanze. Si consiglia di rivolgersi al proprio Veterinario per ogni aggiornamento relativo agli obblighi vaccinali per la rabbia.

Gli animali selvatici costituiscono il serbatoio naturale della rabbia (rabbia silvestre) ed il cane può fungere da unificatore tra rabbia silvestre e rabbia urbana. Secondo alcuni autori il virus nel punto di penetrazione, nelle fibre muscolari e nel tessuto connettivo, rimane un po’ di tempo e si moltiplica per raggiungere poi, attraverso gli assoni nervosi, il sistema nervoso centrale. Secondo altri autori nella sede di morsicatura non vi è replicazione virale, ma subito migrazione del virus verso il sistema nervoso centrale, raggiunto il quale il virus lo invade, si moltiplica e si distribuisce lungo i nervi, questa volta in maniera centripeta.

La possibilità di un animale infetto di diffondere la rabbia, attraverso la saliva, ad altri animali è elevata in quanto risulta infettante fino a cinque giorni prima della comparsa dei sintomi cImici. L’incubazione può variare da un minimo di cinque giorni ad un massimodi 10-14 mesi ma di norma è compresa tra le due e le otto settimane.

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