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Sheep Dog

Sheep Dog

Sheep Dog

Lo Sheepdog moderno è uno sport difficile e complesso ma bellissimo, ormai diffuso e praticato in tutta Europa, USA, Nuova Zelanda, Australia da questi grandi cani. E’ solo quando si riesce ad instaurare un rapporto quasi telepatico con il proprio cane, che si riesce a fargli condurre cinque pecore ribelli da una distanza di 800-900 mt solo con l’ausilio di un fischietto, lungo un percorso stabilito e non semplice, con calma e concentrazione e senza fare alcun male alle pecore, che le emozioni che si vivono diventano indimenticabili.
Questo è lo Sheepdog, riuscire a entrare nell’anima di un cane.

Lo scopo ultimo dello sheepdog non è la gara o il piacere del cane e del padrone, ma il benessere degli animali da reddito, ottenuto attraverso una conduzione che ne aviti il più possibile fonti di stress. Per alleviare lo stress occorre quindi instaurare un rapporto di comunicazione tra uomo, cane e pecore in cui il cane è uno strumento per interagire con gli animali.

Quanto più questo “strumento” è tranquillo, preciso e sicuro di sè, tanto più il controllo del gregge sarà facile; è per questo scopo che sono nate razze specializzate come Border Collie e Australian Kelpie, razze in cui spesso il morso è geneticamente inibito e che manifestano -attraverso la postura definita “occhio”- questo tentativo di muovere gli animali arrecando loro il minimo disturbo. Nello sheepdog il premio non è la pallina o altro premio a fine corsa, ma il fatto stesso di avere il permesso di lavorare con le pecore, che i Border Collies ben allevato sono lo scopo della vita; infatti, per “punire” un cane indisciplinato nello sheepdog, la tecnica più comune consiste nell’allontanare il cane dal suo oggetto del desiderio: le pecore!

Nello sheepdog, l’addestramento consiste nel rendere il cane quanto più freddo e lucido possibile, in modo da non doversi mai scomporre innervosendosi e perciò perdendo il controllo della situazione. Un Border Collie ben allevato è il rappresentante di una razza nata per lavorare il bestiame e che quindi raggiunge l’equilibrio – arriva cioè a sviluppare appieno la propria natura – attraverso il soddisfacimento di questo tipo di attività, che è la più completa possibile proprio perchè è quella per cui è stato creato.

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Carattere del Border Collie

Border Collie

Border Collie

Il border collie è una razza da tempo conosciuta nei paesi anglo-sassoni, tuttavia nella nostra penisola la fama del border è dovuta soprattutto ai numerosissimi spot pubblicitari, ai film e ai vari mass media, ma non bisogna lasciarsi prendere dai facili entusiasmi e prenderlo senza i giusti accorgimenti e la giusta informazione perché il border collie non è un cane per tutti.

Il border è un pastore da conduzione e non da difesa, tuttavia resta sempre un pastore, e come pastore ha determinate caratteristiche, è territoriale, è dominante e non si sottomette.

Il fatto che non si sottomettere dipende dal fatto che il border oltre ad essere un pastore ha un’intelligenza davvero spiccata, e riesce a valutare se il padrone è degno di lui o meno, il rapporto tra border e padrone si basa solo sul rispetto, quindi se il padrone riesce a farsi valere e a farsi rispettare si potrà avere un rapporto splendido ed unico, differente dalle altre razze, altrimenti si potranno avere seri problemi, il cane potrebbe avere atteggiamenti aggressivi, possessivi e dominanti.

Per farsi rispettare da un border, proprio per la sua grande intelligenza, bisogna raggiungere dei compromessi, non bisogna MAI usare la violenza, nel border collie ancora di più ma in tutti i cani, violenza genera solo violenza, ancora in più nel border perché se gli si usa violenza, essendo un cane che non vuol essere sottomesso possibilmente si ribellerà, ma non bisogna almeno inizialmente neanche essere troppo permissivi.

Molto ubbidiente e addestrabile con facilità. E’ un cane con una agilità e velocità impressionante. Possiede un’incredibile intelligenza. A lui piace rendersi utile nel lavoro e conosce la sua utilità. Si sente in dovere di aiutare il suo padrone. Molto attaccato a colui che lo accudisce, al quale esprime tutta la sua affettuosità. Molto serio e deciso quando deve guidare il gregge. Temibile avversario per chiunque tenti di nuocere alle pecore che sono sotto il suo controllo. Sempre vigile e attento a tutto quello che succede intorno a lui e a tutti i comandi del padrone.

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Sheepdog

sheepdog

Sheepdog

Da tempi immemorabili, in libri e documenti si trova traccia di notizie su un cane nero da pastore che operava nelle campagne inglesi, se ne parla nelle compravendite di greggi, dove il gregge veniva venduto “with a black sheep dog“, negli atti notarili delle proprietà dove, nell’elenco dei beni erano citati gli animali da reddito: pecore, cavalli, vacche, maiali e gli sheep dog, dando ad essi un valore che normalmente a quell’epoca i normali cani da fattoria non avevano di certo. Questo a dimostrare l’incredibile utilità di questi cani nel tipo di allevamento semibrado degli ovini e dei bovini in quei territori.
La Gran Bretagna e l’Irlanda hanno uno sviluppo territoriale in cui, per la situazione climatica, è praticamente impossibile sviluppare qualsiasi altro tipo di coltura agricola oltre che il pascolo e pertanto immense greggi, allevate quasi esclusivamente per la carne e la lana e che quindi non necessitano delle costanti cure dell’uomo, da sempre sono state lasciate pascolare sulle Highlands, nei Downs e nei Moors (vaste aree disabitate, brughiere battute dai venti, ricche di acqua), dove vivevano assolutamente libere per la maggior parte dell’anno.

A noi, abituati ai nostri territori sovraffollati, ancora oggi fa effetto vedere quelle miriadi di puntini bianchi sparsi sulle hills in completa libertà!!! Figuriamoci nel 1600, 1700, 1800 come doveva essere…
Le pecore, ovviamente appartenevano a diversi proprietari ed erano marcate con colori diversi o con tagli all’orecchio per riconoscerle. Naturalmente, non essendo mai maneggiate ed avvicinate dall’uomo, esse sviluppavano un carattere selvaggio e libero, oltre che una robustezza a tutta prova. Immaginate quindi quale grande problema deve essere stato per i pastori radunarle le 2 – 3 volte l’anno in cui andavano tosate, dovevano nascere gli agnelli o dovevano essere divise per gruppi, da macello o da riproduzione e inoltre essere divise tra i vari proprietari, in territori marci d’acqua, su rocciose colline dove nemmeno a cavallo si poteva arrivare. Nulla sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei cani.

Ma la necessità aguzza l’ingegno e quegli antichi pastori cominciarono a selezionare le razze in loro possesso – quali non si sa, c’è chi dice un antico tipo di collie, cani da caccia (setter, springer, levrieri??) – ma cercavano un cane che avesse velocità e coraggio, grande obbedienza, un’intelligenza unica e una resistenza a tutta prova, il Border Collie, quindi. Border perché le regioni in cui questo cane si è sviluppato erano ai confini tra Scozia e Inghilterra (confine = border, in inglese) e lì cominciò ad apparire questo straordinario soggetto con l’occhio ipnotico del lupo, ma con la docilità del cane, che per giornate intere, sotto qualunque tempo, correva su e giù per le colline a spingere verso gli uomini le selvagge pecore che scappavano dappertutto. Ovviamente, con questa vita si è creata una selezione naturale fantastica, quegli uomini vivevano di pecore e pertanto tutti i cani deboli, malati, scarsamente intuitivi, non affidabili, mordaci, paurosi, venivano brutalmente eliminati. La ben nota attitudine gregaria delle pecore, faceva sì che l’errore di un cane potesse magari precipitare un intero gregge in un burrone, mettendo una famiglia alla fame, quindi gli errori non erano ammessi assolutamente!!!

E da questa selezione, da questa vita durissima a fianco di uomini duri quanto loro, si è sviluppato un cane unico al mondo, con un’intelligenza umana ed un desiderio di compiacere il padrone che ha dell’incredibile. Va da sé che i migliori di loro avessero, per chi li possedeva un valore immenso e va da sé immaginare nei fumosi pub dove gli uomini si radunavano alla fine delle loro faticose giornate, che le discussioni davanti ad un boccale di birra fossero sulle pecore e sui cani ed è quasi certo che, vista la passione degli inglesi per le scommesse, sia nata qualche sfida per sapere chi avesse il cane migliore e la domenica, su un campo vicino, sia stato preparato un percorso che simulasse il lavoro di tutti i giorni ed i vari pastori e fattori abbiano iniziato a gareggiare per dimostrare che il loro compagno era il migliore di tutti.

E di domenica in domenica, da quella prima gara in una località di cui non si conosce il nome, le competizioni si sono allargate a macchia d’olio, interessando e coinvolgendo sempre più persone, fino al 1873 quando a Bala, in Galles, si svolse la prima gara ufficiale di Sheepdog.

Da quel momento, questo gioco tra pastori è stato regolamentato ed ha subito svariate modificazioni, fino ad arrivare allo Sheepdog moderno, uno sport difficile e complesso ma bellissimo, ormai diffuso e praticato in tutta Europa, USA, Nuova Zelanda, Australia da questi grandi cani e anche da persone come me, che non facevo il pastore, ma che dal lavoro insieme ad un animale ho sempre tratto grande soddisfazione. E’ solo quando si riesce ad instaurare un rapporto quasi telepatico con il proprio cane, che si riesce a fargli condurre cinque pecore ribelli da una distanza di 800-900 mt solo con l’ausilio di un fischietto, lungo un percorso stabilito e non semplice, con calma e concentrazione e senza fare alcun male alle pecore, che le emozioni che si vivono diventano indimenticabili.
Questo è lo Sheepdog, riuscire a entrare nell’anima di un cane.

Fonte

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Puli

PuliIl Puli è una razza molto antica. È stata probabilmente introdotta in Ungheria dai Magiari. Le sue origini sono asiatiche. Pare che la razza discenda dal “Tibetan Terrier”. Il puli, parola che significa “conduttore“, coadiuva i pecorai ungheresi da più di un millennio. Da sempre oltre che provetto pastore, si è rivelato efficentissimo per il riporto in acqua, tanto che viene talora definito cane d’acqua ungherese. Soprattutto nei secoli scorsi, oltre che per la custodia del bestiame e dei casolari, era largamente impiegato nella caccia.

Il Puli, di colore nero, nero rossastro oppure grigio scuro, oppure nella diversa varietà caratterizzata dal pelo bianco, è cane alto sino a 44 cm per circa 15 Kg. di peso, ha da sempre svolto la funzione di guardiano di greggi ma è adattissimo anche al compito di guardiano della proprietà.
Il suo corpo è solido, robusto e gagliardo; la sua testa è tonda con occhi color bruno dorato e sguardo molto sveglio. Le sue orecchie sono ricadenti e la coda è curva e non molto lunga. Il mantello ricopre tutto il corpo con un pelo feltrato e a batuffoli.

Cane molto intelligente, molto vivace e docile. È un cane estremamente affettuoso con il padrone. È un buon compagno per i bambini. Con il passare degli anni è diventato quasi esclusivamente un cane da compagnia e da esposizione, anche se mantiene le caratteristiche di pastore.
Sono molto adatti all’agility, all’obbedienza e alle sfilate in mostre. Si presentano prudenti nei confronti di sconosciuti ma mai aggressivi: possono abbaiare e ringhiare se capiscono che il loro padrone è minacciato e in pericolo.
Ottimo nuotatore, non teme intemperie e fatica e necessita di una buona dose di movimento per soddisfare lua esuberanza fisica e caratteriale.
Il Puli si adatterà a qualsiasi ambiente: vivrà bene sia in un appartamento che in una fattoria. Si adattano a tutti i tipi di climi senza difficoltà. Stanno bene anche senza un giardino a patto che vengano portati a passeggio almeno un paio di volte al giorno.

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Cane dei Pirenei

Cane da montagna dei pireneiIl Cane da montagna dei Pirenei è stato selezionato nelle montagne dei Pirenei fra la Francia e la Spagna nel versante Francese per custodire le greggi e per proteggere le case dei pastori e la sua famiglia. Qui il Cane da montagna dei Pirenei ha affrontato i lupi e gli orsi e difeso il gregge dall’attacco dei banditi.
Virtualmente sconosciuto fuori delle sua montagne per i secoli, la sua ascendenza è un puzzle. Una teoria riconduce la sua origine al mastiff tibetano.
Ma il Mastiff tibetano è un cane scuro così una seconda teoria dispone l’origine con i pastori bianchi dell’Asia minore.
Il Cane da montagna dei Pirenei ha parecchi cugini custodi delle mandrie che come lui presentano un manto candido: il nostro pastore maremmano, l Anatolian dalla Turchia, il Komondor, il Kuvasz dall’Ungheria, il pastore dei Tatra dalla Polonia..
Una volta lasciate le sue montagne il Pirenei ha incontrato il favore delle corti francesi. Li veniva utilizzato per la guardia dei castelli e delle proprietà nel 1675 fu dichiarato cane reale di Francia da Luigi XIV.
Alcuni anni prima, il Cane da montagna dei Pirenei aveva accompagnato le navi dei pescatori sull’isola di Terranova per proteggere il nuovo insediamento di Basque e là ha partecipato allo sviluppo del cane di Terranova. Oggi, l’influenza del nostro cane si può ritrovare nello sguardo del Terranova bianco e nero e nel Landseer.
nel 1824, il Generale Lafayette ha portato due cani con se negli Stati Uniti come regalo per un amico che ne inizio l’allevamento favorendone la diffusione anche nel nuovo continente.

E’ un grosso cane, energico, muscoloso e nobile. Ha un’altezza di circa 70-80 cm e oltre; il suo peso dipende dalla statura, ma in media è sui 45-55 chilogrammi. Le caratteristiche della sua testa ricordano quella dell’orso; il suo muso è ampio e un po’ a punta, il tartufo è nero. La lunghezza e la larghezza del cranio sono quasi uguali, è piatto con un solco centrale mentre è arrotondato sui lati. Lo stop è poco pronunciato. Le sue labbra non cascano, sono abbastanza sottili e ricoprono bene la mascella inferiore. Il loro bordo è nero come il colore del palato. Possiede una dentatura completa con dei canini forti. La chiusura mandibolare è a forbice, ma è accettata anche quella a tenaglia. Gli occhi sono obliqui, a forma di mandorla e di colore marrone scuro, sono anche molto espressivi. Le palpebre hanno il contorno nero. le orecchie sono minuscole, a triagolo e larghe, sono ricadenti, con la parte inferiore sempre tesa e mobile. Il collo è lungo e muscoloso. Possiede una muscolatura asciutta e una solida ossatura. Il garrese è ben pronunciato. La groppa è abbastanza corta ed obliqua. Il torace è abbastanza sviluppato. Gli arti sono in appiombo, asciutti, nervosi e ben frangiati. La coda si arrotola se il cane è in tensione, è frangiata e non particolarmente lunga, l’attaccatura è bassa. Ad alcuni cani viene amputata. Possiede un’andatura caratteristica che lo rende facilmente riconoscibile, la sua andatura preferita è il trotto, sempre molto vigoroso e sicuro. La pelle è sottile e può avere macchie scure. Il pelo è morbido, più lungo sul collo, sulla coda e sui fianchi. Il suo mantello è di colore bianco, qualche volta con chiazze gialle o grigie.

Utilizzato per assicurare solo la protezione delle greggi contro gli attacchi dei predatori, la sua selezione si è basata sulle sue attitudini per la guardia e la dissuasione, così come sul suo attaccamento al gregge. Le principali qualità che ne risultano sono la forza e l’agilità, così come la dolcezza e l’attaccamento a ciò che protegge. Questo cane da protezione ha una propensione alla indipendenza e un senso di iniziativa che richiedono da parte del suo proprietario una certa autorità

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Pastore maremmano abruzzese

Pastore maremmano abruzzese

Pastore maremmano abruzzese

Il pastore maremmano-abruzzese è un cane antico le cui origini sono tuttora abbastanza incerte; possiamo supporre che i suoi progenitori, partiti dal Tibet, siano arrivati in Europa e quindi nell’Appennino centro-meridionale passando nelle regioni asiatiche al seguito di popoli nomadi e/o migranti.

La diffusione del pastore maremmano-abruzzese dovrebbe essere avvenuta attraverso i rapporti commerciali che intercorrevano tra i popoli asiatici e quelli europei.

Non è un caso che cani con caratteristiche molto simili al pastore maremmano-abruzzesesi trovino in diverse regioni europee.

Il cane da Pastore Maremmano-Abruzzese è una razza di grande mole, con una forte costruzione di aspetto maestoso e allo stesso tempo rustico. La sua conformazione è quella di un mesomorfo.

Il cane da pastore maremmano-abruzzese, dunque, è il prodotto di una lunghissima selezione derivante dalle necessità della pastorizia transumante che aveva ed in parte mantiene le sue origini nell’Appennino centro-meridionale ed in particolare in Abruzzo.

Cane robusto (da 60 a 73 cm di altezza al garrese per un peso di kg 45 ed oltre), oltremodo rustico, il pastore maremmano-abruzzese è un guardiano (utilizzo per cui possiede delle doti ataviche che non necessitano di altro allenamento che la frequentazione delle pecore) insuperabile tanto che, esportato nelle regioni scandinave a difesa dei greggi dei luoghi, ha dimostrato un’affidabilità tale da non perdere nemmeno un capo di quelli affidati alla sua custodia nonostante la presenza di predatori feroci ed un ambiente di vita sicuramente diverso da quello dei pascoli abruzzesi.

Cane fiero, indipendente, riottoso ai comandi, diffidente con gli estranei tanto da potersi rivelare aggressivo, è cane che al di fuori del suo contesto ed utilizzo naturale, necessita di un padrone energico e fermo, che lo rispetti e lo educhi ma non lo umili richiedendogli atteggiamenti da cane di compagnia.

Per la grande taglia e per la quantità di pelo che perdono ad ogni muta, non sono cani adatti a vivere in appartamento, per quanto grande esso sia. La sistemazione ideale è in campagna, in case isolate dove sia possibile lasciare loro la massima libertà. Si adattano, comunque, a vivere in città, se hanno a disposizione un grande giardino o un cortile e se li si porta, di tanto in tanto, a fare passeggiate nei campi. Per la loro poca attività motoria, generalmente non arrecano danni ai giardini, ma comunque è indispensabile impartire loro alcuni insegnamenti di base.
Sono cani adatti ai bambini perché hanno una bassa soglia di reattività e sopportano i loro giochi con grande pazienza. Tuttavia la presenza di un adulto è sempre indispensabile, in quanto, per la loro notevole forza, non sono cani che possano essere controllati da un bambino (anche cresciutello). Un genitore che lasciasse che il proprio figlio di 13 o 14 anni portasse da solo un pastore maremmano abruzzese a spasso per la città, commetterebbe un azione di grande irresponsabilità. Oltre ai pericoli del traffico (sarebbe il cane che controlla il ragazzo) vi è la possibilità che il cane intervenga a difesa del padroncino a seguito di banali liti tra ragazzi, magari mordendo seriamente.

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