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Allevamenti Rottweiler

Rottweiler

Rottweiler

Elenco allevamenti Rottweiler – Esposizioni, stalloni, fattrici e Cuccioli di Rottweiler. Trova subito l’allevamento e gli allevatori di rottweiler che stai cercando.

Il Rottweiler appartiene ad una delle razze più antiche.

Questa razza deriva dagli antichi molossi romani che si impiantarono nella regione tedesca della foresta nera . Quando le legioni romane attraversarono le Alpi, i cani le accompagnarono, proteggendo l’uomo e conducendo le mandrie. Stabilendosi nella zona di Rottweil, questi cani vennero in contatto con i cani nativi del posto. La naturale conseguenza fu un’ibridazione dei due gruppi.

Venne impiegato dapprima come bovaro per la sorveglianza delle mandrie e come cane da tiro per acquaioli, lattai ecc. Successivamente, ormai smesso l’antico compito di guardiano, venne usato dai macellai che legavano al collo del cane una borsa contenente l’incasso della giornata prima di affrontare la strada buia (e talvolta piena di predoni) che li avrebbe condotti a casa. Già da allora si era compreso il carattere indomito e fidato di questo animale. Ovviamente l’aspetto fisico non era proprio come quello attuale ma il coraggio, la tempra e la dedizione assoluta nei confronti del padrone erano ormai nettamente definiti.

Inoltre, all’inizio del XX secolo, quando la polizia tedesca stava selezionando cani, mise alla prova anche il Rottweiler. Subito riconobbe che il cane era eccezionalmente adatto a questo tipo di servizio, di conseguenza, nel 1910, il Rottweiler fu riconosciuto ufficialmente come cane poliziotto.

Nell’allevamento del Rottweiler l’obiettivo è produrre un cane potente, pieno d’energia, nero con focature color marrone rossicce ben delineate, che, nonostante la sua imponenza, sia contraddistinto da un aspetto nobile e sia in grado di svolgere la funzione di cane da compagnia, guardia e utilità.

Se avete un allevamento di cani rottweiler e volete inserire la vostra scheda in questo sito contattateci.

  • Alessio Roccia Nera
    Toscana, provincia di Pistoia, comune di Chiesina Uzzanese.

    Da circa 20 anni lavoriamo per il miglioramento del Rottweiler.

    Indirizzo: Via 1° Maggio – Tel: 349/0627230 – [Web]

  • Allevamento di Albascura
    Piemonte, provincia di Alessandria, comune di Rocca Grimalda.

    Allevamento di Albascura – Riconosciuto ENCI-FCI

    Indirizzo: Regione Chiappini, 225 – Tel: (+39) 3475760185 – [Web]

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Avviare un allevamento di Cani

Weimaraner

Cucciolo di Weimaraner

Un allevamento in generale è l’ insieme delle cure tendenti a far crescere in condizioni idonee ed ideali gli animali ed a favorire la riproduzione di essi.

L’ allevamento di cani, inteso come luogo fisico, è quel posto in cui sono presenti un complesso di attrezzature utili e idonee per allevare i cani. Allevare è un’ arte che richiede molta dedizione e lavoro, per questo motivo è necessaria anche molta passione ed amore verso i cani essendo questo non un semplice impiego meccanico, ma un compito dall’ aspetto fortemente umanitario. Un allevatore con la “A” maiuscola non deve semplicemente far nascere dei cuccioli, ma deve avere anche delle conoscenze di base riguardo alla veterinaria, alla genetica ed alla psicologia canina.

La cinofilia è un settore in continua crescita e richiede numerose figure professionali in grado di curare tutti i diversi aspetti. Questi lavori sono molto piacevoli per gli appassionati poichè in pratica riescono a guadagnare, potenzialmente in maniera anche piuttosto redditizia, praticando quello che per loro è un hobby.

Un allevamento per essere di qualità deve trattare un numero limitato di razze, in modo da specializzarsi nella conoscenza di esse, ma anche con lo scopo di garantire la salute fisica e mentale ottimale del cane. Molto spesso però non vengono soddisfatti neppure i requisiti minimi indispensabili per la sopravvivenza dei cani, ciò accade, o in buona fede a causa della scarsa preparazione degli allevatori oppure a causa della scarsa sensibilità degli stessi.

Gli allevamenti possono essere di due tipi: amatoriali o professionali. Quelli amatoriali per essere definiti tali devono avere un numero di nascite annuali inferiori a trenta ed un numero di fattrici non superiore a cinque, non hanno necessità di iscrizione alla CCIA (Camera di Commercio) e neppure al registro IVA, ma nel caso in cui generasse reddito positivo sono tenuti a dichiararlo come “attività commerciale esercitata occasionalmente” ed a iscriversi al Registro Allevatori AUSL.

Quelli professionali, invece, necessitano di iscrizione alla Camera di Commercio nella categoria “Altri”, richiedere il vaglio all’ Ufficio Igiene dei Servizi Veterinari presso le A.S.L. e della licenza ad esercitare e alla detenzione di animali presso l’Unità Ambiente del Comune, sempre se il Comune l’ha istituita (Legge 23/08/1993 n’349 – D.M. Politiche Agricole 28.1.1994 – Regolamenti comunali – Legge Reg.LOMBARDIA 34/1988 art.4).
Solitamente, contrariamente a quanto si possa pensare, gli allevamenti amatoriali si rivelano spesso essere i migliori proprio per la spontaneità e la passione con cui gli allevatori lavorano: loro dopo aver assistito alle cucciolate non vendono ai negozi i piccoli, ma solitamente li addestrano e poi li vendono o regalano privatamente.
Spesso, dopo averli ceduti, gli allevatori richiedono informazioni riguardo al cane ed alla sua salute semplicemente perchè ci si affezionano o li prendono a cuore.
Se avviato da persone serie e preparate l’ allevamento amatoriale è il miglior posto a cui rivolgersi per l’ acquisto di un cane di razza.
Per avere un buon allevamento bisogna possedere almeno una o due fattrici di alto livello. Ci sono dei vantaggi fiscali per gli allevamenti con più di venti cuccioli all’ anno. Condizioni indispensabili per avviare un allevamento sono: esperienza con i cani, rispetto di igiene e pulizia, amore per la natura e la vita di campagna ed offerta di servizi di qualità. Per diventare bravi allevatori bisogna scegliere la razza da allevare e studiarla in ogni minimo particolare, non sommariamente. Alla nascita dei cuccioli è necessari iscriverli all’ ENCI (Ente Nazionale della cinofilia Italiana) e cominciare a farli partecipare, versando una quota d’ iscrizione, alle mostre canine,infatti, queste esposizioni possono essere una valida occasione per conoscere altri allevatori e condividere con loro conoscenze e opinioni. I cuccioli andranno sverminati, vaccinati e svezzati entro 60 giorni dalla nascita, solo dopo potranno essere venduti.

L’ apertura di un allevamento e la costruzione della struttura a norma di legge richiede ovviamente un investimento iniziale, nel caso in cui non si disponga dell’ intera somma necessaria si può richiedere un finanziamento europeo per avviare tale attività.

In conclusione, vorremmo sottolineare che avviare un allevamento di cani non è un’attività in cui ci si può improvvisare; una conoscenza approfondita del cane, amore per gli animali ed impegno profuso sono requisiti essenziali per questo tipo di attività.

Fonte

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Segugio del Giura

Segugio del Giura

Segugio del Giura

Le origini di questa razza sono molto antiche. Era già presente ai tempi dell’Elvezia Romana. Fu portato in Europa grazie ai Fenici. Questo è l’unico Segugio Svizzero ancora diffuso.

Il segugio del Giura viene anche chiamato cane d’Argovia o urlatore del Giura. Con il suo dorso largo, la fronte rugosa su testa massiccia e i suoi robusti arti riporta le caratteristiche dei suoi predecessori: i cani di sant’Uberto.

Il segugio del Giura è il più pesante dei segugi svizzeri ed ha una voce tonante che singolarmente sdoppia.

Il segugio del Giura è un cane perseverante ed infaticabile e viene utilizzato per la caccia alla lepre, al capriolo ed alla volpe. In Italia è apprezzato anche sul cinghiale.
Possiedono un carattere non molto espansivo ma vivace. é dolce, adatto da lasciare con i bambini, ha bisogno di spazio per muoversi

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Cani da tartufo

Lagotto Romagnolo

Lagotto Romagnolo

Il cane è il più prezioso alleato del cercatore di tartufo. Con il suo olfatto guida l’uomo scandagliando il terreno del bosco in cerca dell’aroma del tubero.

La ricerca del tartufo si effettua normalmente con l’ausilio del cane. Se viene effettuata con altri metodi diventa “bracconaggio”, nel qual caso tutto diventa lecito.
In genere non esiste una razza di “cani da tartufo” (sebbene il Lagotto sia indicato come tale) e molti cercatori utilizzano incroci delle razze braccoidi.

Anche il Border collie è molto usato.
Non è da escludere che razze notoriamente dotate di olfatto finissimo possano dare buoni risultati ma i “bastardini” sono ancora i più usati.

Un buon cane da tartufo, oltre l’olfatto, deve avere:
- un torace ampio e ben sviluppato;
- un pelo fitto, duro e forte;
- corporatura media che lo agevoli nel superare gli ostacoli del bosco.

Altrettanto importante è l’addestramento che deve essere fatto da persona preparata e paziente dato che la ricerca del tartufo per il cane non è istintiva. Dopo questa fase, che di solito inizia fra il 5° ed il 7° mese di età , il cane è pronto a guidare il cercatore nel bosco, tuttavia la perfezione viene raggiunta solo verso il terzo o quarto anno.

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Cane meticcio

Cane meticcio

Cane meticcio

Cane meticcio è un termine con cui si indica normalmente un cane frutto di un incrocio di razze canine diverse oppure di altri meticci. Detti anche “cani fantasia” o più volgarmente “bastardini” rappresentano una tipologia di cani molto eterogenea, ma da considerarsi nel complesso la più diffusa.

A differenza dei cani di razza, dei quali vi è una forte mercificazione, i cani meticci non hanno un valore commerciale. Spesso per tale motivo sono maggiormente soggetti all’abbandono (situazione che, benché contravvenga alla legge sempre più severa in materia, è frequente soprattutto nella stagione estiva), incrementando di conseguenza il fenomeno del randagismo e il sovraffollamento dei canili.

E’ il più diffuso tra tutti i cani in ogni parte del mondo.
Non è dotato di pedigree, non ha linea di sangue pura, ma è in assoluto piu’ intelligente, simpatico ed affettuoso di tutte le razze canine riconosciute; consigliato per la compagnia di tutte le persone, dai bambini agli anziani. Esistono in qualsiasi taglia.
Di solito si tratta di un cane alla portata anche sul versante economico; non esistono allevamenti specializzati di questo tipo di cane: si seleziona da sola in totale libertà ed è per questo che non ha prezzo.

In molti Paesi e città, vengono svolge competizioni per questi cani “non di razza“. In tali manifestazioni vengono premiati i soggetti per queste caratteristiche: simpatia, taglia, agilità, vivacità, forza, intelligenza, velocità, e aspetti caratteriali.

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Premiati a Roma i cani più belli e intelligenti

Gara di cani

Gara di cani

Sono stati premiati a Roma i più belli, ma soprattutto i più bravi, tra i border collie, i cani che secondo lo studioso canadese Stanley Coren sono i più capaci di imparare, pensare e risolvere i problemi. Gli addestratori di cani, i proprietari, ma anche i ricercatori, hanno avuto da sempre dispute e problemi nel mettersi d’accordo sul metodo con cui testare l’intelligenza di quello che è comunemente considerato ‘il miglior amico dell’uomo.

Una delle prime e maggiori difficoltà contro cui ci si è scontrati è quella della confusione che si fa normalmente tra caratteristiche genetiche di una razza e i risultati di un addestramento, rispetto all’intelligenza in senso stretto. Alcune razze, infatti, vengono ritenute più ‘intelligenti’ solo perché più inclini all’obbedienza. E’ un errore. Così Coran, professore di psicologia all’Università della Columbia Britannica, a Vancouver, ha usato due criteri diversi per valutare l’intelligenza canina: la capacità di capire nuovi comandi e la pronta obbedienza ai comandi. In base a questo metodo lo studioso – anche se è lui stesso il primo a riconoscere che la sua classifica può essere viziata da “cocciutaggine o carattere indipendente” specifiche di una razza – afferma che il border collie è ‘il numero uno’, il più intelligente dei cani. In classifica è seguito dal barboncino, dal pastore tedesco e dal golden retriver. Nella lista, invece, dei meno dotati rispetto a capacità di lavoro e/o obbedienza, primeggia lo shih tzu seguito da basset hound e mastino, al quarto posto il beagle (con buona pace di Charles Shultz e del suo beniamino Snoopy).

A Roma, sui campi dell’associazione cinofila ‘Indiana Kayowa’, al termine di una due giorni di prove e selezioni, sono stati scelti i campioni tra i border collie italiani. Cani portati nella capitale da allevatori, ma anche da semplici appassionati, che si sono confrontati per aggiudicarsi medaglie e coccarde. Il pubblico, numeroso grazie alla giornata di sole, ha applaudito i cani e gli addestratori, che nelle gare di ‘agility’ corrono con loro tra gli ostacoli con i loro beniamini, impartendo ordini e incitamenti, fino all’abbraccio e alle immancabili carezze alla fine della prova. Il cane, si sa, è un animale di branco. Ne rispetta la struttura sociale e i suoi obblighi, ed è capace di interagire con gli altri che ne fanno parte. I cani adulti educano i cuccioli e ne correggono i comportamenti inappropriati, come quando mordono troppo forte o non aspettano il turno per mangiare. Forse in questo il segreto del suo rapporto privilegiato con l’uomo. A dirlo è uno che di cani se ne intende davvero, Massimo Perla, addestratore noto perché a lui di preferenza, si rivolge il mondo del cinema e della televisione quando ha bisogno di un cane in scena.

Lui ci ricorda come, ora che il cane è “entrato nella famiglia”, bisogna insegnargli i comportamenti con “costanza e coerenza e, soprattutto, trattandolo sempre da cane”. Ci spiega che nel nuovo ‘branco’ non deve mai essere primo rispetto al padrone e che ciò che gli è vietato oggi (come salire sul letto) non può essere consentito domani. Poi, sui border collie, conferma come, per la sua esperienza, questa è la razza col più alto grado di apprendimento “un bagaglio anche genetico che gli deriva da 500 anni di collaborazione con l’uomo”, che rende questi cani “molto operativi e con capacità sicuramente superiori ad altri”. Massimo Perla si vanta di essere stato lui il primo a portare in Italia questa razza, prima di allora da noi praticamente sconosciuta, e ricorda il suo compianto Shonik divenuto popolarissimo dopo uno spot pubblicitario con Fiorello, ma che aveva al suo attivo ‘comparsate’ in tanti altri spot, fiction e film, “anche con Coppola e Monicelli”.

Fonte: Ansa

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