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Tessera sanitaria digitale per gli animali

Weimaraner

Weimaraner

Da oggi anche gli animali da compagnia potranno avere una loro tessera sanitaria digitale. L’iniziativa, chiamata Amicopets, e’ stata presentata oggi al ministero della Salute. I proprietari potranno registrare il proprio cane o gatto e avere sempre a portata di mano la sua cartella clinica. Il servizio costa 28 euro l’anno: registrandosi al sito www.amicopets.it il proprietario potra’ registrare il proprio account, e ricevera’ la tessera.

Una volta registrato l’animale, il veterinario di fiducia carichera’ i dati sanitari del cucciolo, che saranno sempre a disposizione sia degli altri veterinari, nel caso in cui ad esempio si sia in viaggio, sia dello stesso ministero della Salute, che li utilizzera’ per un vero e proprio monitoraggio epidemiologico, ad esempio per le malattie trasmissibili all’uomo.

“La possibilita’ di documentare per via informatica queste prestazioni rappresenta un’innovazione senza precedenti nel nostro paese – ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini – questa tessera e’ addirittura migliore di quella degli ‘umani’, che contiene soltanto il codice fiscale. E’ il segno che se si vuole le cose si possono fare”.

Fonte: Ansa

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Tutto sul Border Collie

Border Collie

Border Collie

Il Border Collie è un cane da pastore tenace, lavoratore e molto docile. Il nome border collie fu per la prima volta introdotto ufficialmente a designare la razza in un articolo scritto nel 1921 che trattava dell’ International Supreme Championship. Fu scelto nella volontà di distinguere il collie da lavoro da quello da show, ricordando la terra d’origine dei migliori cani da pastore dell’epoca, cioè le zone di confine, i Borders, fra Scozia ed Inghilterra, non escluse Northumberland e Cumbria.Più controversa è l’etimologia della parola collie, riferita all’intero gruppo di cani da pastore inglesi di cui il border fa parte. Secondo la maggioranza delle interpretazioni il nome potrebbe alludere alla parola inglese coal (carbone), con riferimento al colore nero dei primi soggetti. Che si prenda per buona la traduzione di coley che significa “nero”, o quella del gallese coelius che sta per “fedele”, il primo accenno alla parola collie sembrerebbe comparire nella lingua inglese nel 1617 riferito al soprannome che fu dato al vescovo di Aberdeen, la cui abitudine di seguire tutti e chiedere continuamente ricordava il comportamento dei cani collie.

Aspetto Generale del Border Collie: ben proporzionato; la silhouette armoniosa esprime nobiltà, eleganza e perfetto equilibrio combinati con una struttura sufficientemente sostanziosa per dare l’impressione di resistenza. Ogni mancanza di armonia e di sostanza sono da evitare.
Cranio abbastanza largo. Occipite non pronunciato. Le guance non sono piene ne’ arrotondate. Il muso, che si assottiglia all’estremita’, e’ moderatamente corto e forte; il cranio e la canna nasale sono approssimativamente della stessa lunghezza. Lo stop è ben marcato. Il tartufo e’ nero, ad eccezione dei soggetti con mantello marrone o cioccolato nei quali puo’ essere bruno. Se il mantello e blu, il tartufo deve essere di color ardesia. Le narici sono ben sviluppate.
Gli occhi sono ben distanziati, di forma ovale, di grandezza media e di colore bruno, ad esclusione dei soggetti merle nei quali e ammesso che uno o entrambi gli occhi siano blu, in parte o completamente. L’espressione è dolce, appassionata, sveglia e intelligente.

Temperamento e carattere del Border Collie: Ardente, vigile, ricettivo e intelligente. Ne’ diffidente ne’ aggressivo.

Il border collie è un cane normotipo, sano, robusto e resistente, difficilmente si ammala ed è solitamente longevo. Tuttavia, proprio come ogni altra razza canina, può essere soggetto a malattie genetiche arginabili mediante opportuni controlli veterinari, cui è doveroso sottoporre i riproduttori.

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Bulldog Inglese

Bulldog Inglese

Bulldog Inglese

Alcuni hanno definito il Bulldog Inglese un “paradosso naturale” e hanno scritto che “il Bulldog è un cane bellissimo nella sua bruttezza”. Che sia un paradosso naturale è ormai scientificamente provato, infatti questa razza deriva sicuramente da un’anomalia perpetuata nella specie. A fissare i suoi caratteri e le sue particolarità ci ha pensato l’uomo. D’altronde molte delle razze animali che noi oggi conosciamo sono derivate dal medesimo fattore naturale. Il suo nome in inglese significa “cane toro”, il quale gli venne assegnato perché verso la metà dell’Ottocento, questi soggetti venivano impiegati in sanguinosi combattimenti con i tori dentro le arene della Gran Bretagna.

Il Bulldog discende certamente, come quasi tutti i molossi, dagli antichi “Mastini asiatici” importati dai commercianti fenici in Bretagna e che gli antichi Romani, dopo averli introdotti a Roma, facevano combattere contro gli schiavi e le bestie feroci.

Oggi questa razza è abbastanza nota e apprezzata in tutto il mondo, anche grazie al cinema, che ha contribuito a far conoscere il suo simpatico aspetto. Negli Stati Uniti hanno creato da questa razza un’altra razza molto simile chiamata “American Bulldog”.

Il bulldog è un cane ha pelo liscio, tarchiato, più tosto basso sugli arti, largo possente e compatto. La testa massiccia e pesante è, soprattutto per il maschio, sproporzionata rispetto la taglia del cane. La faccia è estremamente corta, il muso e molto largo e rivolto verso l’alto. Vista di profilo la testa deve essere molto alta e corta, il punto distale della mascella inferiore, la punta superiore del tartufo e la sommità del cranio devono, visti di profilo, poter essere unite da una linea retta immaginaria detta “LAY-BACK“.
La sommità del cranio deve essere divisa da un solco profondo e visibile che giunge fino alla sua sommità; il cranio deve essere piatto e non globoso.
Il muso deve essere corto, largo, rincagnato, il tartufo e le narici devono essere grandi, larghi di colore nero. Le labbra devono essere spesse, pendenti e molto discese e devono ricoprire completamente la mascella inferiore sui lati ma non sul davanti. Le mascelle devono essere larghe, massicce e quadrate; la mascella inferiore deve sopravanzare considerevolmente quella superiore sul davanti (prognatismo) e deve incurvarsi verso l’alto.
Gli occhi: visti dal davanti devono essere situati bassi nel cranio e molto lontani dall’orecchio, il loro colore deve essere molto scuro quasi nero. Le orecchie: devono essere inserite alte devono essere piccole sottili e delicate: la forma più corretta e detta a “rosa” cioè l’orecchio si ripiega verso l’interno nella sua parte posteriore, il bordo anteriore-superiore si ricurva verso l’esterno e all’indietro scoprendo parzialmente l’interno del condotto esterno dell’orecchio.

Il mantello: Il pelo deve essere lucido corto fitto e liscio. Le sue tonalità possono essere monocromo o macchiato (cioè con maschera e muso neri). Sono ammessi colori uniformi, rosso in tutte le sue sfumature fulvo, oro, tigrato, bianco, e bianco macchiato da una delle tinte ammesse.

Il suo passato da cane da combattimento e oramai ben seppellito alle sue spalle infatti non è facile immaginarselo andare ad attaccar briga con un suo simile ad esempio incontrato al parco.
Quando lo si vede non dà certo l’impressione di un cane minaccioso ma al contrario fa pensare ad un personaggio dei cartoni animati goffo e spiritoso con tanta voglia di giocare.
Ma non bisogna pensare a lui solo per il suo buffo aspetto come un cane “mollaccione”. è un cane molto coraggioso vivace e un buon guardiano. Difende la sua famiglia solo nel reale bisogno non si mostra mai aggressivo senza motivo.
Il bulldog è un cane adorabile, da compagnia ma non un cane qualunque e per chiunque.

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Quando il cane non mangia

Cavalier King Charles Spaniel mangia

Cavalier King Charles Spaniel mangia

Avere a che fare con un cane schizzinoso non è facile. Davanti alla solita ciotola storce il muso e se ne va, anche quando non mangia da ore. Che fare? Innanzitutto bisogna capire se il nostro amico a quattro zampe rifiuta il cibo perché è inappetente, e questo potrebbe essere il sintomo di una qualche malattia, o semplicemente perché non è di suo gradimento e non fa parte della categoria di cani che divorano di tutto, incluso il non commestibile.

Se la risposta è la prima, occhio soprattutto a notare sintomi associati come diarrea, vomito e perdita di peso. Una visita dal veterinario e la corretta diagnosi del problema scatenante la perdita di appetito (spesso con l’analisi delle feci), con la prescrizione della terapia adeguata risolveranno, di rimando, anche i disturbi di alimentazione del cane. Se invece il cane è schizzinoso, perché è stato abituato ad un certo cibo specifico e non ama i cambiamenti nella dieta, o ancora è stufo dei soliti croccantini, bisogna correre ai ripari, per evitare che diventi denutrito.

Innanzitutto è opportuno controllare che il cibo che gli stiamo dando sia conservato correttamente, come indicato sulla confezione, e che ovviamente non sia scaduto. A volte l’umidità o il calore possono apportarvi delle modifiche e renderlo poco appetibile al cane.

Se il problema è amletico: ovvero cibo secco o cibo umido e il cane non gradisce solo uno o solo l’altro potete valutare di mischiarli: è una soluzione molto efficace. Tuttavia, evitate di cambiargli il cibo continuamente. Questi cambiamenti non gli sono affatto graditi e possono provocare anche vomito e diarrea in alcuni cani. Scegliete una linea di cibo di qualità e mantenetelo più a lungo possibile, compatibilmente con le esigenze relative all’età ed ai disturbi di salute specifici.

Non cercate di far tornare l’appetito al cane con snack umani, il risultato sarebbe condurlo in breve tempo all’obesità e viziarlo ulteriormente, rendendolo ancora più difficile in fatto di cibo.

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Piombo e dieta del cacciatore

Piombo

Piombo

Il piombo è un metallo velenoso ma è anche il componente principale delle munizioni usate nella caccia. Quali possono essere i suoi effetti sulla salute dell’uomo che si ciba di animali abbattuti con munizione di piombo? Diverse recenti ricerche mettono in evidenza due aspetti: il piombo è dannoso anche a concentrazioni molto piu’ basse di quanto si pensasse e nella carne della selvaggina resta piu’ piombo del previsto. La conclusione è che mangiare carne di selvaggina può nuocere alla salute.

Alcune ricerche recentemente pubblicate negli Stati Uniti (vedi documenti allegati, a destra) gettano nuova luce sulle conseguenze che l’assunzione di piombo attraverso la carne delle selvaggina abbattuta puo’ avere sulla salute delle persone. Gli effetti sulla salute degli animali (diretti con l’abbattimento e indiretti, con la morte per saturnismo causata dall’ingestione di piombo da parte di uccelli acquatici) e dell’ambiente erano gia’ noti: col piombo non si scherza.

“Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. L’esposizione al piombo o ai suoi sali, soprattutto a quelli solubili, o all’ossido PbO2, può causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici.”

Uno studio della University of Colorado (Health Effects of Low Dose Lead Exposure in Adults and Children, and Preventable Risk Posed by the Consumption of Game Meat Harvested with Lead Ammunition) ha dimostrato che anche l’esposizione a piccole quantita’ di piombo – inferiori a 25 microgrammi per decilitro (?g/dL) – puo’ provocare ipertensione, indebolimento della funzionalita’ renale, declino delle capacita’ cognitive e problemi all’apparato riproduttore.

Il pericolo aumenta se si parla di bambini o addirittura feti. Il loro sistema nervoso e’ ancora in fase di costituzione ed e’ quindi particolarmente sensibile agli effetti nocivi del piombo che possono provocare danni alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo gia’ a concentrazioni inferiori a 10 ?g/dL. In questo caso non e’ stato neanche possible identificare una soglia minima al di sotto della quale possa essere escluso qualsiasi rischio…continua a leggere l’articolo

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Centro Trasfusionale per Cani e Gatti

Centro trasfusionale cani

Centro trasfusionale cani

Si apre a Milano, alla clinica veterinaria dell’Università statale di via Ponzio un centro per la medicina Emotrasfusionale, che accanto al centro di Sassomarconi (BO) mette a disposizione una banca dati relativa ad emocomponenti (plasma e concentrato di globuli rossi) donati da cani o gatti sani.

Il Centro trasfusionale Veterinario è reso possibile a livello normativo a partire dal 2007, quando il Ministero della Salute è intervenuto dettando alle Regioni le linee guida sulle trasfusioni animali, consentite per il momento solo per cavalli, cani e gatti.

Ovviamente tutti i donatori sono sottoposti ad esami accurati inclusi test per filaria e leishmaniosi, viene misurata loro la pressione, controllato il cuore e ricevono in omaggio una profilassi antiparassitaria oltre che del buon cibo offerto dagli sponsor. Il progetto dell’Università statale di Milano è stato possibile grazie alla donazione di una signora milanese, Adriana Lamotte, ed è il coronamento di un sogno dei veterinari della clinica di via Ponzio.

Qualunque cane o gatto può diventare donatore, l’età migliore è quella compresa fra 1 e 8 anni, i cani dovrebbero pesare almeno 25 kg, i gatti 5. Fra le linee guida prescritte dal ministero della Salute compaiono altre condizioni: che la bestiola sia stata vaccinata, che non prenda medicine, che viva in ambienti chiusi, che sia controllata periodicamente dal veterinario, che non abbia ricevuto sangue e che abbia un buon temperamento, indispensabile per sottoporsi al prelievo.

Una volta verificata l’idoneità, il cane o il gatto è iscritto in un elenco di volontari e potrà essere chiamato a donare il sangue tre, quattro volte l’anno. Per chi fosse interessato: 02-503.18.164/88 oppure 347-5669179, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 14.

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