
Piombo
Il piombo è un metallo velenoso ma è anche il componente principale delle munizioni usate nella caccia. Quali possono essere i suoi effetti sulla salute dell’uomo che si ciba di animali abbattuti con munizione di piombo? Diverse recenti ricerche mettono in evidenza due aspetti: il piombo è dannoso anche a concentrazioni molto piu’ basse di quanto si pensasse e nella carne della selvaggina resta piu’ piombo del previsto. La conclusione è che mangiare carne di selvaggina può nuocere alla salute.
Alcune ricerche recentemente pubblicate negli Stati Uniti (vedi documenti allegati, a destra) gettano nuova luce sulle conseguenze che l’assunzione di piombo attraverso la carne delle selvaggina abbattuta puo’ avere sulla salute delle persone. Gli effetti sulla salute degli animali (diretti con l’abbattimento e indiretti, con la morte per saturnismo causata dall’ingestione di piombo da parte di uccelli acquatici) e dell’ambiente erano gia’ noti: col piombo non si scherza.
“Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. L’esposizione al piombo o ai suoi sali, soprattutto a quelli solubili, o all’ossido PbO2, può causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici.”
Uno studio della University of Colorado (Health Effects of Low Dose Lead Exposure in Adults and Children, and Preventable Risk Posed by the Consumption of Game Meat Harvested with Lead Ammunition) ha dimostrato che anche l’esposizione a piccole quantita’ di piombo – inferiori a 25 microgrammi per decilitro (?g/dL) – puo’ provocare ipertensione, indebolimento della funzionalita’ renale, declino delle capacita’ cognitive e problemi all’apparato riproduttore.
Il pericolo aumenta se si parla di bambini o addirittura feti. Il loro sistema nervoso e’ ancora in fase di costituzione ed e’ quindi particolarmente sensibile agli effetti nocivi del piombo che possono provocare danni alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo gia’ a concentrazioni inferiori a 10 ?g/dL. In questo caso non e’ stato neanche possible identificare una soglia minima al di sotto della quale possa essere escluso qualsiasi rischio…continua a leggere l’articolo