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Kerry Beagle

Kerry Beagle

Kerry Beagle

Il Kerry Beagle discende un segugio di taglia grande utilizzato per la caccia al cervo. La sua selezione inizia intorno alla prima metà del 1500. Dal suo aspetto morfologico, si è dedotto che per la sua selezione si sia utilizzato anche il Bloodhound. Non è riconosciuto come “razza canina”, nemmeno in Irlanda, nonostante la sua storia molto interessante.

Cane di taglia superiore al suo omonimo “Beagle”. Presenta un mantello molto fitto e aderente. Più slanciato e più leggero del Beagle. Orecchie abbastanza lunghe, diritte, piatte e pendenti. La sua coda è lunga e si assottiglia verso l’estremità. Il suo collo è di media lunghezza. Gli arti presentano una discreta ossatura. Il suo muso è pesante e il cranio è largo.

Questo segugio è attualmente impiegato nella caccia alla piccola selvaggina e a volatili. È un cane sempre amichevole e molto molto attivo.

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Cani da riporto

Cani da riporto

Cani da riporto

Il riporto, ossia il recupero della selvaggina abbattuta, può essere appannaggio di specifiche razze di cani come il “Cocker”, ma può essere un’ servizio accessorio dei cani da ferma, in particolare per recuperare selvatici feriti o caduti in luoghi di difficile accesso.

Unico adempimento che fa quindi capo al cane da riporto è quello di recuperare la selvaggina abbattuta. L’utilizzo contemporaneo di due cani, l’uno da ferma e l’altro da riporto è una pratica completamente caduta in disuso, anche perché oggigiorno la selvaggina abbattuta da recuperare e talmente poca.

Si preferisce addestrare il cane da ferma anche per il riporto, nonostante non mancano gli inconvenienti. Infatti, il cane da ferma addestrato anche per il riporto, è portato a inseguire la selvaggina una volta scovata. Inoltre, si registrano spesso casi in cui il cane da ferma maltratti o addirittura mangi la selvaggina recuperata.

Anche se poco impiegata, la razza di cane particolarmente indicata per il riporto è il cocker. Cane forte e robusto, molto usato anche come cane da compagnia.

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Piombo e dieta del cacciatore

Piombo

Piombo

Il piombo è un metallo velenoso ma è anche il componente principale delle munizioni usate nella caccia. Quali possono essere i suoi effetti sulla salute dell’uomo che si ciba di animali abbattuti con munizione di piombo? Diverse recenti ricerche mettono in evidenza due aspetti: il piombo è dannoso anche a concentrazioni molto piu’ basse di quanto si pensasse e nella carne della selvaggina resta piu’ piombo del previsto. La conclusione è che mangiare carne di selvaggina può nuocere alla salute.

Alcune ricerche recentemente pubblicate negli Stati Uniti (vedi documenti allegati, a destra) gettano nuova luce sulle conseguenze che l’assunzione di piombo attraverso la carne delle selvaggina abbattuta puo’ avere sulla salute delle persone. Gli effetti sulla salute degli animali (diretti con l’abbattimento e indiretti, con la morte per saturnismo causata dall’ingestione di piombo da parte di uccelli acquatici) e dell’ambiente erano gia’ noti: col piombo non si scherza.

“Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. L’esposizione al piombo o ai suoi sali, soprattutto a quelli solubili, o all’ossido PbO2, può causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici.”

Uno studio della University of Colorado (Health Effects of Low Dose Lead Exposure in Adults and Children, and Preventable Risk Posed by the Consumption of Game Meat Harvested with Lead Ammunition) ha dimostrato che anche l’esposizione a piccole quantita’ di piombo – inferiori a 25 microgrammi per decilitro (?g/dL) – puo’ provocare ipertensione, indebolimento della funzionalita’ renale, declino delle capacita’ cognitive e problemi all’apparato riproduttore.

Il pericolo aumenta se si parla di bambini o addirittura feti. Il loro sistema nervoso e’ ancora in fase di costituzione ed e’ quindi particolarmente sensibile agli effetti nocivi del piombo che possono provocare danni alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo gia’ a concentrazioni inferiori a 10 ?g/dL. In questo caso non e’ stato neanche possible identificare una soglia minima al di sotto della quale possa essere escluso qualsiasi rischio…continua a leggere l’articolo

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Segugio del Bernese

Segugio del Bernese

Segugio del Bernese

L’origine è comune a tutti i Segugi svizzeri. Questo tipo di segugio è presente nel suo territorio sin da tempi remoti. Probabilmente derivano dai “Segugi egiziani”, che furono portati in Europa dai Fenici. Nel XV secolo erano più noto, anche in Italia, dei “Segugi italiani”. Oltre ai Segugi svizzeri esistono anche i “Piccoli segugi svizzeri”, nelle stesse varietà dei maggiori, da cui derivano, ma in forma ridotta. In Italia sono quasi totalmente soppiantati dalle due razze di Segugi Italiani. L’unico svizzero ancora abbastanza diffuso è il “Segugio del Giura”.

Tutti i segugi svizzeri sono cani di media taglia, piuttosto allungati, con la testa asciutta. Il Segugio del Giura è un po’ più massiccio, pesante e basso sugli arti rispetto agli altri tre, che invece si differenziano quasi esclusivamente per il colore del mantello.

Sono cacciatori di selvaggina, utilizzati soprattutto per la caccia alla lepre. Dotati tutti di un fiuto finissimo. Hanno una grande sicurezza in caccia, voce potente. Non hanno problemi anche a cacciare in terreni impervi. Carattere non molto espansivo. Affezionatissimi al padrone e alle loro persone. Hanno un’innata passione per la caccia. Non sono adatti alla vita in città, né al ruolo del cane da compagnia. Sempre affidabili con i bambini. Cani rustici e molti robusti. Devono vivere in campagna, o almeno avere la possibilità di effettuare molto moto quotidiano.

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Caccia al via con nuove regole

Primo giorno di caccia

Primo giorno di caccia

Primo giorno di caccia della stagione 2010-2011 con nuove regole e limiti ma soprattutto con due incidenti non mortali.

Due feriti costituiscono un bilancio piu’ leggero rispetto a 2 morti e 2 feriti dell’apertura della caccia nel 2009.

Tra le modifiche principali, quella di estendere ai primi 10 giorni di febbraio il calendario riducendone 10 a settembre e soprattutto il divieto di sparare ad alcune specie durante la migrazione, la riproduzione e assistenza alla prole.

Fonte: Ansa

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Segugio Svizzero

Segugio Svizzero

Segugio Svizzero

L’origine del Segugio Svizzero (Schweizer Laufhunde – Chien courants suisses) è comune a tutti i Segugi svizzeri. Questo tipo di segugio è presente nel suo territorio sin da tempi remoti. Probabilmente derivano dai “Segugi egiziani”, che furono portati in Europa dai Fenici. Nel XV secolo erano più noto, anche in Italia, dei “Segugi italiani”.
Oltre ai Segugi svizzeri esistono anche i “Piccoli segugi svizzeri”, nelle stesse varietà dei maggiori, da cui derivano, ma in forma ridotta. In Italia sono quasi totalmente soppiantati dalle due razze di Segugi Italiani. L’unico svizzero ancora abbastanza diffuso è il “Segugio del Giura”.

Cane di taglia media; buona conformazione che indica vigore e resistenza, muso lungo e testa secca sormontata da lunghe orecchie che gli conferiscono una certa nobiltà.

Sono cacciatori di selvaggina, utilizzati soprattutto per la caccia alla lepre. Dotati tutti di un fiuto finissimo. Hanno una grande sicurezza in caccia, voce potente. Non hanno problemi anche a cacciare in terreni impervi.

Più che un singolo cane il Segugio Svizzero rappresenta una famiglia di cani di caratteristiche analoghe escluso il segugio del giura. Eccellenti cani nello stanare la selvaggina, vigorosi e caparbi nell’inseguirla. Il Segugio Svizzero ha una grande passione per la caccia e profonde in essa tutte le proprie energie.

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