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Bovaro del Bernese

Bovaro del BerneseI Bovari del Bernese sono chiamati anche “Sennenhunde”. Le origini sono molto antiche. Molti autori sostengono la teoria che il “Bernese” sia di origine autoctona. Un’altra teoria espone il fatto che l’antenato del Bovaro sia stato introdotto dalle legioni dell’antica Roma, in Svizzera, essendo questa una delle tante colonie imperiali romane. È stato utilizzato per secoli come cane da mandria, da contadino e da lavoro, infatti c’è ancora chi lo chiama con il suo vecchio nome: Vaccaro o Cane da stalla. Egli ultimi secoli, questa razza, ha rischiato seriamente l’estinzione, a causa di vari incroci effettuati con razze locali. Fu l’allevatore Schertenleib che riuscì a ritrovare gli ultimi soggetti rimasti ed a ricostruire la razza, con un’accurata selezione. Ora la razza è molto diffusa nel suo Paese e abbastanza conosciuta in tutta Europa.

La nascita ufficiale della razza risale però solo al 1904, quando all’Esposizione Internazionale organizzata a Berna dall’omonima società cinofila furono presentati tre splendidi maschi (Phylax, Prinz e Ringgi) e una stupenda femmina (Belline). Allora vennero iscritti come Dürrbächler-Sennenhunde, ma sono questi i capostipiti della vigorosa progenie degli attuali Bovari del Bernese.

Il Bovaro Bernese è un cane da utilità a pelo lungo, tricolore, forte e maestoso. Assolutamente il Bovaro Bernese non può passare inosservato: è armonioso nelle forme, agile nei movimenti, ben proporzionato sugli arti vigorosi e fa parte dei cani dotati di una struttura superiore alla media. Il Bovaro Bernese è leggermente più lungo che alto (rapporto 9/10) e, malgrado la sua statura imponente, è diventato un cane di famiglia apprezzato grazie alla sua gran capacità di adattamento.

Il Bovaro del Bernese è un cane quilibrato, attento, vigile e senza paura nelle situazioni quotidiane, buono ed affettuoso con le persone familiari, sicuro di sé e pacifico con gli estranei; temperamento medio, docile.

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Canile Martinella, Aidaa: Animali morti per il freddo

Cani del canileLe gelide temperature di questo inverno non sono una minaccia solo per i senzatetto, ma anche per gli animali abbandonati, che rischiano la vita. Secondo l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente alcuni cani sarebbero morti di freddo all’interno del canile in strada Martinella. “L’Aidaa – si legge in un comunicato stampa – presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica di Parma e una nota formale al servizio veterinario dell’ASL per verificare cosa sia realmente successo, ma soprattutto per individuare le responsabilità penali che possono nascondersi dietro questa vicenda”.

Un allarme smentito dalla volontaria del rifugio Daniela Camorali: “Non c’è stato nessun decesso per congelamento. Gli animali che hanno perso la vita quest’inverno sono tutti anziani. Certo, è vero che abbiamo bisogno di cucce migliori, molte sono fatiscenti e il freddo potrebbe aver contribuito a peggiorare le condizioni di salute di alcuni cani, ma non è stata la causa della loro morte”. Conferma questa versione anche Luca Radici, dell’associazione AmiciCani: “Nessun cane è morto per assideramento, ci metto la mano sul fuoco. Il rifugio della Martinella da quando ha cambiato gestione a fine 2008 è migliorato tantissimo. Ho visto io stesso che prima dell’inverno le cucce più esposte alle intemperie sono state protette dai volontari con teli e coperte. L’Aidaa non può avere le prove, neanche dal punto di vista veterinario, che gli animali siano deceduti per quel motivo”.

“Allora perché – replica Lorenzo Croce, responsabile di Aidaa – nell’appello del progetto con cui il canile chiede fondi per nuove cucce, a cui anche noi aderiamo, si legge: ‘questo inverno sta mettendo i cani a dura prova ed alcuni di loro non sono riusciti a sopravvivere…’? Noi abbiamo avuto numerose segnalazioni che ci confermano la morte di più di un cane. Ma per noi sarebbe sufficiente anche solo un decesso per lanciare l’allarme “. (ben.pi)

Fonte: Parma Repubblica.it

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Cane pesante, per lui niente ascensore

Cane Tobia

Cane Tobia

Tobia, a soli 15 mesi è già sugli 87 chili e – vista la rapidità con cui prende peso – presto supererà il quintale. Tobia è un mastino inglese e, grazie alla sua taglia ‘extralarge’, dovrà dire addio all’ascensore del condominio in cui abita la sua padrona in zona via Melchiorre Gioia a Milano.

Troppo pesante, secondo l’amministratore del palazzo, per salire in ascensore e superare così i cinque piani di scale che dividono l’ingresso dello stabile e la porta di casa. A dare risalto alla curiosa notizia è l’Aidaa, l’associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente che ha raccolto il lamento della proprietaria di Tobia e lo ha rilanciato sul suo sito web. Appurato che “Tobia è un cane buonissimo e che, nonostante la sua mole non ha mai dato fastidio a nessun condomino”, il Tribunale degli animali di Aidaa ha assolto il molosso, cane pacioso e, osserva l’associazione, “piuttosto pigro e che non vuole saperne di fare le scale manco morto, figuriamoci cinque piani”.

“Così – si legge ancora – il Tribunale Aidaa ha emesso una sentenza di conciliazione con la quale “si impone al condominio di lasciare utilizzare l’ascensore a Tobia” visto che “il suo peso è in conformità con il limite massimo previsto per il trasporto in ascensore, complessivamente 250 chili, e che Tobia e i suoi due proprietari insieme non superano i 220 chili e, quindi, che rientrano abbondantemente nei limiti massimi previsti dal trasporto”.

“Le situazioni strane, sono purtroppo all’ordine del giorno ma questa davvero ci pare assurda – spiega Lorenzo Croce, presidente di Aidaa -: un cane buonissimo di cui nessuno si lamenta, che fa le feste ai bimbi del palazzo. Ora – aggiunge – attendiamo che l’amministratore tolga l’assurdo divieto altrimenti senza pensarci un minuto lo denunceremo per maltrattamento di animali lo trascineremo in tribunale e chiederemo la sua condanna ed un risarcimento con il quale i proprietari di Tobia potranno comperarle da mangiare per i prossimi 10 anni. Visto la sua mole – conclude – è facile pensare che non sarà una richiesta di lieve entità economica”. (ansa)

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Il cane di Natale

Il cane di Natale

Il cane di Natale

Bo era un cane, una tipo diverso di cane, ma comunque un cane. Col suo naso nero annusò nella stanza. Sentì l’odore dei biscotti di Natale. Quello gli fece capire che Natale si stava avvicinando, ed era il tempo perfetto per fare i biscotti di Natale. Naturalmente qui nel villaggio di Babbo Natale era come se fosse sempre Natale, ma biscotti natalizi sono realmente biscotti di Natale solo a Natale. Almeno sembrano essere migliori a Natale pensò Bo, e quella è la cosa più importante. “Ciao Bo, cerchi i biscotti di Natale?” domandò Mrs Claus, e Bo abbaiò la sua risposta. Bo di solito era un cane tranquillo, ma i biscotti valevano lo sforzo di un bau.

“Allora ecco qua ragazzo, tre biscotti per te, fa in modo che Babbo Natale non lo sappia, lui pensa che tu stia ingrassando troppo. E uno con cui si può parlare, ma naturalmente è Babbo Natale, deve essere severo,” disse Mrs Claus mentre gli dava i biscotti. Bo era d’accordo che Babbo Natale dovesse essere severo, era giusto che fosse così. Era anche d’accordo sul fatto che fosse meglio non dire a Babbo Natale dei biscotti. Scodinzolò a Mrs Claus ringraziandola per i biscotti, corse via, perché sapeva che Mrs Claus era sempre molto occupata. Mrs Claus gli piaceva, nell’insieme era una donna bella,perlomeno secondo il suo giudizio, e secondo lui era una bella persona anche secondo gli standard di giudizio degli umani. Pensò di far visita a Babbo Natale, ma rapidamente deciso di no, perchè probabilmente in quel momento era molto occupato, era la vigilia di natale, e lui non era il tipo di cane che sta sempre in mezzo ai piedi. Quello sono proprio pessime abitudini, e Bo non era proprio quel tipo di cane .

Bo decise di andare a guardare gli Elfi. Forse loro avevano qualche biscotto da dargli. Lui piaceva agli Elfi, ma gli Elfi amano praticamenti tutti. Comunque era carino piacere agli Elfi. Tanto più che anche a lui piacevano gli Elfi, loro gli davano attenzioni coccole e biscotti. Gironzolò per l’officina tranquillamente, proprio come fanno i cani piccoli. Ha guardò deliziato come gli Elfi avevano costruito i giocattoli per tutti i bimbi del mondo, mettendoci dentro la loro magia. Erano molti anni che Bo assisteva a questa cosa, quella piccola magia lo deliziava sempre.

“Ehilà Bo, come sta oggi il mio cucciolo rosso preferito?” chiese uno degli Elfi, Zenzero per la precisione. Bo abbaiò rispondendogli che stava bene. Era bello essere il loro cucciolo rosso preferito…… era ovvio visto che era l’unico cane nei paraggi, ma naturalmente è il pensiero che conta. Una volta gli Elfi gli avevano detto che la maggior parte cani non era rossa come lui, che era dello stesso colore del cappello e dell’abito di Babbo Natale. Bo pensava che ciò lo rendesse speciale, ma anche che era giusto che il cane di Babbo Natale fosse rosso.

“Siamo molto indaffarati oggi Bo, ma penso che abbiamo il tempo per darti dei biscotti. C’è sempre tempo per i biscotti di Natale, vero Bo”?, domandò Zenzero.

“Woof”!, confermò Bo, completamente felice. Zenzero gli era sempre sembrato un Elfo molto assennato.

“Ecco qua, quattro biscotti. Non dirlo a Babbo Natale, lui ci dice sempre che un cane giovane cone te non dovrebbe fare troppi spuntini tra un pasto e l’altro. Spero che Babbo Natale sia pronto, oggi siamo troppo occupati per sgridarlo. O meglio,non ha bisogno che lo facciamo,è già successo abbastanza negli ultimi tempi, vero Bo?” Bo era d’accordo, Babbo Natale poteva sembrare un pò sciocco certe volte, ma piuttosto assennato… per essere un umano. Scodinzolò ed abbaiò in ringraziamento, poi decise che forse avrebbe dovuto andare a vedere Babbo Natale, giusto per essere sicuro che stesse facendo tutto per bene. Bo non voleva essere un fastidio, ma a volte gli umano hanno bisogno che i cani veglino su di loro…

Nel frattempo…. Babbo Natale stava controllando la sua slitta. Accidenti, pensò, uno delle parti è allentata. Avrebbe bisogno di essere fissata. Era una realmente una vergogna che i preparativi per il natale non fossero più semplici, più simili allle storie su di lui nelle quali tutto quello che fa sembra facile. Ma alla fine ne valeva la pena, i bambini buoni meritavano i loro doni. Decise di andare nel capannone degli attrezzi dietro al castello del villaggio, e di prendere qualche cosa per fissare la slitta. Arrivato nel capannone degli attrezzi, Babbo Natale spalancò con impeto la porta. Poi la richiuse velocemente dietro a lui. Cercò gli attrezzi, e li trovo’ rapidamente. Si voltò per uscire, cercò di aprire la porta…. era stata chiusa a chiave….. da fuori. Non era possibile ! Babbo Natale provò di nuovo, e battè contro la porta. Niente da fare. Gridò per chiedere aiuto, ma nessuno lo sentì. Stanco per lo sforzo, ed anche per la giornata faticosa, Babbo Natale si sedette su una panca da lavoro per roprendersi.

Bo riusciva a trovare Babbo Natale nel suo studio. Niente di strano, Babbo Natale si muoveva molto quando era occupato, ed oggi era piuttosto occupato. Controllò per vedere se era con Mrs Claus. ma non c’era. Mrs Claus sembrava un pò preoccupata, e si chiedeva ad alta voce, parlando con alcuni elfi, dove si fosse cacciato Babbo Natale. Bo, non avendo molto dove altro fare, andò a cercarlo nei pressi del castello, ma là non c’era. Domandò alle renne, ma non poterono essergli d’aiuto, parlavano solamente la loro lingua e lui non la capiva… e non potè domandare se avevano visto. Dopotutto era solo un cane. Babbo Natale sembra essersi nascosto bene, pensò Bo, e decise che lo avrebbe trovato. Del resto Babbo Natale era il suo padrone, e canisono proprio adatti per fare queste cose.

Bo finalmente deciso di controllare da Woody, nella foresta magica degli alberi di natale, proprio fuori il villaggio. Woody era il più alto, ed il più vecchio albero del Natale nella foresta, ed essendo magico forse avrebbe potuto parlare. Alcuni forse avrebbero potuto trovarlo strano, ma per Bo non era così. Nulla era strano nel villaggio di Babbo Natale. Andò da Woody e lo salutò con un woof, e gli chiese se aveva veduto Babbo Natale da quelle parti. Woody era un vecchio albero saggio, e conosceva diverse lingue, inclusa quella dei cani. Gli disse che non lo aveva visto, ed espresse la sua preoccupazione per la situazione. Non era da Babbo Natale sparire alla vigilia di natale. Bo era d’accordo, Babbo Natale di solito era molto assennato. Chiese a Woody di dargli dei suggerimenti, e Woody gli disse di portargli una delle renne, e lui le avrebbe domandato se aveva visto Babbo Natale. Bo pensò che questa fosse una buona idea e fu d’accordo con Woody. Ando’ a recuperare una renna, Dasher decise,da portare a Woody. Abbaiò a Dasher le fece segno di seguirlo. La renna è un animale intelligente, anche se qualche volta un po’ pazzerello, e così seguì il piccolo cane rosso. Quando raggiunsero Woody, il grande vecchio albero spiegò tutto a Dasher, ed ascoltò sua risposta. Woody disse a Bo che Dasher aveva visto Babbo Natale andare dietro al castello. Bo ringraziò Woody, e gli chiese di ringraziare Dasher da parte sua, scodinzolò, ed andò a cercare Mrs Claus.

Mrs Claus era molto preoccupata mentre stava camminando intorno al castello e chiamava Babbo Natale a voce alta. Quando la trovò, Bo abbaiò una volta, e poi ancora, spingendo leggermente la sua gamba, e cercando di ottenere la sua attenzione. “Cosa c’è Bo, sai dov’è Babbo Natale “?, chiese Mrs Claus. E’ propriouna donna intelligente, pensò Bo.

“Woof,woof”!, rispose Bo, e si avviò verso la porta, cercando di farsi seguire. Lei lo, come era giusto faree lui la condusse dietro al castello, ma c’era nessun segno di Babbo Natale. Mrs Claus gridò il suo nome, ma non ci fu risposta. Bo tese le sue orecchie da cane, in modo da potere sentire meglio, ed udì un suono. Abbaiò a Mrs Claus, corse via nella direzione del suono. Si sentiva sempre più forte man mano che si avvicinavano al vecchio capannone degli attrezzi.

“Io conosco questo suono,” disse Mrs Claus mentre si avvicinava al capannone degli attrezzi, “è..,” aprì la porta del capannone degli attrezzi,.” …Babbo Natale che russa! ” Era vero,c’era Babbo Natale, addormentato su una panca del lavoro, che stava russando. “Sveglia Babbo Natale!” gridò Mrs Claus.

“Huh?! Cosa? Oh, ciao! Mi ha trovato, bene, grazie, non ci hai nemmeno messo troppo tempo,” disse Babbo Natale. “Troppo tempo? Sei rimasto addormentato per ore Babbo Natale, e saresti rimasto indietro con il lavoro se gli Elfi non avessero lavorato duramente per recuperare. Cosa stai facendo qui”?, chiese Mrs Claus, piuttosto irritata.

“Ore? Mi sono sdraiato solo per un momento, per riposare, stavo cercando un attrezzo per fissare la slitta, e la porta si è chiusa a chiave dietro di me. Ho cercato uscire, ma ero troppo stanco così ho pensato di riposarmi sulla panca, ma solo per un attimo, prima di riprovarci….” Rispose Babbo Natale piuttosto confuso, ed ancora assonnato.

“Allora sei fortunato che Bo ti abbia trovato, altrimenti avremmo potuto trovarci in un grosso guaio,” disse Mrs Claus.”Così, sei tu che mi hai trovato Bo”?, domandò Babbo Natale. Bo abbaiò un sì. “Molto bene allora, conosco uno cane che riceverà un regalo extra per natale, quest’anno,” disse Babbo Natale.

Fu molto dura,ma Babbo Natale fu in perfetto orario per il Natale e consegnò i doni a tutti i bimbi del mondo. Quando Bo si svegliò, la mattina di Natale, tra i suoi dono ce n’era uno extra. Mrs Claus lo aprì per lui, ed all’interno c’era una sciarpa verde nuova per lui, e venti biscotti di Natale. Un dono meraviglioso,i biscotti di Natale sono una buona cosa da mangiare nel giorno di Natale. Mrs Claus mise la sciarpa intorno al suo piccolo collo rosso, e Bo cominciò a mordicchiare uno dei biscotti. Davvero un dono meraviglioso, per un meraviglioso Natale.

Fonte: unmondodifiabe.esmartkid.com

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