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Allevamenti Lagotto Romagnolo

Lagotto Romagnolo

Lagotto Romagnolo

Elenco degli allevatori del Lagotto Romagnolo. Cerchi un lagotto romagnolo in vendita nella tua città? Trova subito il cucciolo che fa per te tra i vari allevamenti di Lagotto Romagnolo.

Il Lagotto Romagnolo è oggi l’unico cane di razza pura al mondo che viene selezionato per la cerca del tartufo.
La spiccata attitudine alla cerca, la grande addestrabilità e precocità, la scomparsa dell’istinto venatorio ne fanno un cane con caratteristiche ideali per questo lavoro.
Va notato come la selezione operata in questi anni con il ritorno alla morfologia originale abbia ulteriormente affinato le attitudini sul lavoro.

Il Lagotto Romagnolo riunisce molte caratteristiche che lo rendono ideale per la cerca del tartufo: la taglia, la rusticità, la resistenza alla fatica, l’attitudine alla cerca, la scomparsa dell’istinto venatorio, la precocità e facilità di addestramento.

Se avete un allevamento di Lagotto Romagnolo e volete inserire la scheda in questa sezione contattateci.

  • Allevamento Amatoriale del Lagotto Romagnolo
    Toscana, provincia di Grosseto, comune di Grosseto.

    Allevamento Amatoriale del Lagotto Romagnolo.

    Indirizzo: – - Tel: +39 348 8805653 – [Web]

  • Allevamento Dei Tre Parchi
    Abruzzo, provincia di L’Aquila, comune di Sulmona.

    Selezione del Lagotto Romagnolo – Cuccioli e Cani addestrati alla cerca.

    Indirizzo: via San Polo, 46 – Tel: 338.7028408 – [Web]

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Addestra cani da tartufo

Cane da tartufi

Cane da tartufi

Vi siete mai chiesti da dove si parte per insegnare ad un cane a trovare i tartufi? Ecco una guida utile per addestrare il vostro cane a cercare i tartufi.

In genere non esiste una razza di “cani da tartufo” (sebbene il Lagotto sia indicato come tale) e molti cercatori utilizzano incroci delle razze braccoidi. Non è da escludere che razze notoriamente dotate di olfatto finissimo possano dare buoni risultati ma i “bastardini” sono ancora i più usati.

Un buon cane da tartufo, oltre l’olfatto, deve avere:

  • un torace ampio e ben sviluppato;
  • un pelo fitto, duro e forte;
  • corporatura media che lo agevoli nel superare gli ostacoli del bosco.

E’ consigliabile iniziare a due – tre mesi e con un po’ di pazienza sarà possibile avere grandi soddisfazioni. L’addestramento deve essere portato avanti da una sola persona che dovrebbe essere colui che di norma accudisce il cane.

L’addestramento deve essere un momento di gioco e di divertimento, gli esercizi vanno ripetuti per pochi minuti ogni giorno e devono essere interrotti appena l’attenzione dell’allievo diminuisce. E necessario che il cane apprenda perfettamente un esercizio prima di passare ad uno più complesso.
Una volta che ha dimostrato di avere appreso bene la prima fase ed è in grado di trovare dei tartufi che siano stati sotterrati è necessario poterlo portare in una tartufaia naturale per procedere con le fasi successive.

Il cane da tartufi è un cane addestrato e l’addestramento inizia in genere durante la stagione dei tartufi somministrando al cane piccoli pezzetti del tubero profumato al fine di abituarlo all’odore specifico.
Si procede, in un secondo tempo, con il sotterramento, prima a fior di terra e, poi, più profondamente, di pezzetti di tartufo che il cane, invitato alla “cerca” e corredato delle preliminari istruzioni, dovrà scovare per ricevere un saporitissimo bocconcino premio.
Per addestrare bene un cane da tartufi e per conquistare le sue simpatie si deve procedere con pazienza, estrema dolcezza e amore, premiandolo con generosità; il cane eseguirà il suo lavoro con gioia quasi fosse per lui un gioco da fare con il suo padrone.

Altrettanto importante è l’addestramento che deve essere fatto da persona preparata e paziente dato che la ricerca del tartufo per il cane non è istintiva. Dopo questa fase, il cane è pronto a guidare il cercatore nel bosco, tuttavia la perfezione viene raggiunta solo verso il terzo o quarto anno.

Il cane da tartufo (come qualsiasi animale) va curato ed amato, trattandolo con pari delicatezza e fermezza.

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Tartufo Nero Pregiato

Tartufo nero pregiato

Tartufo nero pregiato

Il tartufo nero di cui ci occupiamo in maniera particolare è quello tipico dell’Italia. Ha forma per lo più rotondeggiante e dimensioni variabili da una nocciola a una grossa patata; il peso può superare il chilogrammo. Come dice il suo nome scientifico, Tuber Melanosporum, cioè ‘a spore nere’, ha la scorza nera rugosa con verruche minute e la polpa nera-violacea, con venature bianche fini che diventano rosseggianti all’aria e nere con la cottura.

Emana un profumo delicato e gradevole che lo rende particolarmente apprezzato. Il sapore è delizioso, tanto che gli è valso l’appellativo di ‘tartufo nero dolce‘. Si consuma preferibilmente dopo una breve cottura, ma è ottimo anche crudo. Viene generalmente utilizzato in piatti piuttosto elaborati, nei timballi, per farcire la cacciagione e per la preparazione di conserve, salse, tartine, frittate.

Matura durante tutto il periodo invernale e soprattutto nei primi mesi dell’anno e cresce a contatto con varie querce (roverella, leccio, rovere), il carpino nero e il nocciolo. La sua presenza può essere rilevata con facilità anche dall’esterno, poiché emette delle sostanze che rendono l’area attorno al fusto dell’albero priva di vegetazione. I terreni più indicati per questo tipo di tartufo sono quelli posizionati al di sotto dei mille metri di quota, aerati, illuminati e senza ristagni d’acqua.
Il periodo di raccolta va dal 15 novembre al 15 marzo.
La ricerca viene effettuata con l’ausilio di cani addestrati. Secondo alcuni tartufai professionisti, gli esemplari raccolti in alcune aree dei boschi sul monte Nerone hanno un gusto e un aroma del tutto particolare.

Il tartufo nero pregiato, nome scientifico TUBER MELANOSPORUM VITT conosciuto come tartufo di Norcia, di Spoleto o truffe de Perigord per i francesi ha un aspetto abbastanza omogeneo e tondeggiante con verruche poligonali. Il colore bruno nerastro della superficie assume sfumature color ruggine allo sfregamento. La carne o gleba é chiara, il suo profumo é intenso, aromatico e fruttato.

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Tartufo Bianco

Tartufo Bianco

Tartufo Bianco

Il tartufo bianco pregiato, nome scientifico TUBER MAGNATUM PICO. E’ considerato il tartufo per autonomasia perché riveste un’importanza commerciale notevole.

Conosciuto anche come Tartufo d’Alba o del Piemonte perchè cresce in abbondanza soprattutto in questa regione (Monferrato e Langhe), ma lo si trova anche se in minima parte in alcune aree dell’Italia centrale e nel sud della Francia.

Alba lo ha battezzato, ma nel Piemonte é presente in tutto il Monferrato, Langhe e Roero ed in parte della collina torinese.

Esso ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul peridio che lo rendono irregolare. La superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall’ocra pallido al crema scuro fino al verdastro.
La sua carne o gleba é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico ma diverso dall’agliaceo degli altri tartufi lo rende unico nel suo genere.

Matura fra settembre e dicembre, in boschi di nocciolo, pioppo nero e bianco, salice bianco, salicone, farnia, cerro, roverella, tiglio, carpino bianco e nero. E’ di colore giallo ocra e profuma intensamente con sentori d’aglio e di formaggio grana.

Il Tartufo Bianco è il tartufo più raro, più costoso e più ricercato dai cuochi. Ha un profumo intenso e caratteristico ed un gusto particolare e molto gradevole. Meglio se consumato a crudo, permette di impreziosire qualsiasi piatto.

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Addestramento del cane da tartufo

Tartufi

Tartufi

Un cucciolo, subito dopo essere venuto alla luce, riesce a intercettare la mammella della madre, raggiungendola, per consumare il suo primo pasto in questo mondo.
Tale atteggiamento, oltre gli istinti riflessi e\o condizionati, ci fanno capire che l’olfatto del cane è già sviluppato fin dalla nascita.
Con la crescita del cucciolo, questo senso, sarà sempre più sviluppato fino a raggiungere un’ apice.
Il cucciolo appena svezzato dalla madre è pronto per l’addestramento.

Per addestrare un cane alla ricerca del tartufo, la migliore cosa da fare è rivolgersi ad un esperto addestratore. Nel caso in cui foste impossibilitati a trovarne uno nella vostra zona, potreste sempre provarci da soli e con un po’ di pazienza chissà che non riusciate a fare del vostro cane un perfetto campione!

Il cane da tartufi è un cane addestrato e l’addestramento inizia in genere durante la stagione dei tartufi somministrando al cane piccoli pezzetti del tubero profumato al fine di abituarlo all’odore specifico.

Si procede, in un secondo tempo, con il sotterramento, prima a fior di terra e, poi, più profondamente, di pezzetti di tartufo che il cane, invitato alla “cerca” e corredato delle preliminari istruzioni, dovrà scovare per ricevere un saporitissimo bocconcino premio.

Per addestrare bene un cane da tartufi e per conquistare le sue simpatie si deve procedere con pazienza, estrema dolcezza e amore, premiandolo con generosità; il cane eseguirà il suo lavoro con gioia quasi fosse per lui un gioco da fare con il suo padrone.

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Cani da tartufo

Lagotto Romagnolo

Lagotto Romagnolo

Il cane è il più prezioso alleato del cercatore di tartufo. Con il suo olfatto guida l’uomo scandagliando il terreno del bosco in cerca dell’aroma del tubero.

La ricerca del tartufo si effettua normalmente con l’ausilio del cane. Se viene effettuata con altri metodi diventa “bracconaggio”, nel qual caso tutto diventa lecito.
In genere non esiste una razza di “cani da tartufo” (sebbene il Lagotto sia indicato come tale) e molti cercatori utilizzano incroci delle razze braccoidi.

Anche il Border collie è molto usato.
Non è da escludere che razze notoriamente dotate di olfatto finissimo possano dare buoni risultati ma i “bastardini” sono ancora i più usati.

Un buon cane da tartufo, oltre l’olfatto, deve avere:
- un torace ampio e ben sviluppato;
- un pelo fitto, duro e forte;
- corporatura media che lo agevoli nel superare gli ostacoli del bosco.

Altrettanto importante è l’addestramento che deve essere fatto da persona preparata e paziente dato che la ricerca del tartufo per il cane non è istintiva. Dopo questa fase, che di solito inizia fra il 5° ed il 7° mese di età , il cane è pronto a guidare il cercatore nel bosco, tuttavia la perfezione viene raggiunta solo verso il terzo o quarto anno.

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