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Filaria nei cani

Zanzara

Zanzara

La filaria più pericolosa per la salute del cane è la Dirofilaria immitis che provoca nel cane una filariasi cardiopolmonare. Quando la zanzara infetta punge il cane per nutrirsi del suo sangue gli trasmette le larve dei parassiti che si vanno a localizzare nel cuore e nell’arteria polmonare dell’animale, dove nel giro di qualche mese raggiungono la loro maturità sessuale.

Il cane colpito da filariasi manifesterà nella fase iniziale e meno grave, tosse, scarsa resistenza allo sforzo e respirazione difficoltosa, fino ad arrivare, nella fase più grave, all’insufficienza cardiaca. Se si arriva a questo punto, dopo l’accertamento della malattia che il veterinario può eseguire con precisione in pochi minuti con un semplice esame del sangue, si va incontro ad una terapia molto costosa e molto pericolosa che spesso si risolve con la soppressione del cane.

Tuttavia c’è da dire che la lotta preventiva alla filaria, unico modo certo per proteggere il nostro cane, è molto semplice e poco impegnativa. E’ sufficiente infatti somministrare al cane, una volta al mese uno specifico farmaco a base di ivermectina (per esempio il Cardotek), generalmente in pastiglie, nel dosaggio suggerito dal veterinario sulla base del peso del cane.

Prima di iniziare questo trattamento, che può essere protratto per tutta l’estate o per tutto l’anno, a seconda della zona in cui abita il cane, è assolutamente necessario che il veterinario esegua un esame del sangue in modo da stabilire che il cane non sia già infetto dalla filaria. Se lo fosse la terapia sarà completamente diversa e il farmaco che abbiamo citato sarebbe addirittura dannoso per la salute del cane.

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Nasce l’anagrafe dei gatti

Gatto Rosso

Gatto Rosso

Pari opportunità anche nel mondo animale. Sul modello di quella canina, nasce l’anagrafe felina, banca dati informatizzata che registra i codici per l’identificazione dei gatti dotati di microchip.

Da ora in poi chi ha iscritto il proprio micio nel listone elettronico potrà sperare di ritrovarlo attraverso il piccolo sensore elettronico sottopelo. Bastano pochi minuti per rendere rintracciabile il gatto: non c’è bisogno di anestesia per inserirlo all’altezza del collo con una siringa.

I proprietari potranno rivolgersi a un veterinario che aderisce all’anagrafe e accederanno alla registrazione online. È chiaro che chi ha già provveduto non deve ripetere l’operazione.

Il servizio è stato realizzato dall’associazione nazionale medici veterinari (Amvi) col supporto tecnico di Frontline Combo. Rispetto a quella canina, l’anagrafe ha due differenze.

Primo, si tratta di un registro nazionale, dove confluiranno automaticamente tutti i dati riversati dagli ambulatori o dai responsabili delle colonie feline. Secondo, è un servizio su base volontaria, dunque non c’è, come nel caso dei cani, nessun obbligo di renderli rintracciabili.

Fonte: Corriere della Sera

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Quando il cane non mangia

Cavalier King Charles Spaniel mangia

Cavalier King Charles Spaniel mangia

Avere a che fare con un cane schizzinoso non è facile. Davanti alla solita ciotola storce il muso e se ne va, anche quando non mangia da ore. Che fare? Innanzitutto bisogna capire se il nostro amico a quattro zampe rifiuta il cibo perché è inappetente, e questo potrebbe essere il sintomo di una qualche malattia, o semplicemente perché non è di suo gradimento e non fa parte della categoria di cani che divorano di tutto, incluso il non commestibile.

Se la risposta è la prima, occhio soprattutto a notare sintomi associati come diarrea, vomito e perdita di peso. Una visita dal veterinario e la corretta diagnosi del problema scatenante la perdita di appetito (spesso con l’analisi delle feci), con la prescrizione della terapia adeguata risolveranno, di rimando, anche i disturbi di alimentazione del cane. Se invece il cane è schizzinoso, perché è stato abituato ad un certo cibo specifico e non ama i cambiamenti nella dieta, o ancora è stufo dei soliti croccantini, bisogna correre ai ripari, per evitare che diventi denutrito.

Innanzitutto è opportuno controllare che il cibo che gli stiamo dando sia conservato correttamente, come indicato sulla confezione, e che ovviamente non sia scaduto. A volte l’umidità o il calore possono apportarvi delle modifiche e renderlo poco appetibile al cane.

Se il problema è amletico: ovvero cibo secco o cibo umido e il cane non gradisce solo uno o solo l’altro potete valutare di mischiarli: è una soluzione molto efficace. Tuttavia, evitate di cambiargli il cibo continuamente. Questi cambiamenti non gli sono affatto graditi e possono provocare anche vomito e diarrea in alcuni cani. Scegliete una linea di cibo di qualità e mantenetelo più a lungo possibile, compatibilmente con le esigenze relative all’età ed ai disturbi di salute specifici.

Non cercate di far tornare l’appetito al cane con snack umani, il risultato sarebbe condurlo in breve tempo all’obesità e viziarlo ulteriormente, rendendolo ancora più difficile in fatto di cibo.

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Gastroenterite Virale Canina

Gastroenterite Virale Canina

Gastroenterite Virale Canina

E’ una malattia altamente contagiosa che colpisce i cani di tutte le età, sebbene l’incidenza maggiore si riscontri nei cuccioli tra la 6a – 26a settimana di età.

L’agente eziologico è un CORONAVIRUS simile a quello che nel gatto determina la Peritonite infettiva e la Panleucopenia. L’infezione avviene mediante l’ingestione di materiale fecale di cani infetti, che possono eliminare il virus con le feci per 2 – 3 settimane circa. Il virus sopravvive nell’ambiente esterno per molto tempo (anche anni), perciò è molto importante eliminare le deiezioni dei cani colpiti da questa malattia.
Dopo l’ingestione il virus si localizza nei tessuti linfatici a livello dei villi intestinali del tenue dopo un periodo di viremia, invadendoli e distruggendo le cellule del loro epitelio. In conseguenza a ciò si avrà una necrosi dei villi, diarrea maleodorante, vomito, disidratazione, squilibrio elettrolitico, febbre e setticemia secondaria. Il periodo d’incubazione varia dalle 24 ore alla settimana e la presenza di feci liquide con sangue e maleodoranti, può rappresentare il primo segno di malattia. Un indice di laboratorio molto importante è la marcata LEUCOPENIA (diminuzione dei globuli bianchi): da 500 a 2000 leucociti. I cani colpiti da questa malattia possono morire oppure ristabilirsi completamente. La diagnosi definitiva si ha con l’isolamento del virus nelle feci (emoagglutinazione fecale) oppure con il ritrovamento delle IgM specifiche nei soggetti che non siano stati vaccinati nelle ultime 3 settimane.

La terapia consiste nel somministrare, mediante fleboclisi, antibiotici che riescono a controllare le infezioni batteriche secondarie e nel reidratare l’animale in maniera intensiva per 3 – 4 giorni onde evitare lo shock elettrolitico che può insorgere in seguito alla diarrea profusa. Durante il trattamento terapeutico i cani ammalati devono essere isolati da altri cani fino ad almeno una settimana dalla guarigione clinica, in quanto il virus è estremamente resistente a quasi tutti i disinfettanti in commercio. Dobbiamo considerare che i cuccioli possono essere vaccinati con vaccini spenti a 6 settimane di vita ottenendo un’efficace risposta anticorporale. Il vaccino va richiamato ogni 2 – 3 settimane fino a 18 settimane di vita. Non esistono vaccini che riescono a dare una copertura antivirale illimitata.

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Dermatite

Dermatite nel cane

Dermatite nel cane

Nel cane sono dovute a infezioni locali provocate da germi o virus. Le più frequenti sono l’acne, le foruncolosi, le ulcere cutanee, le piodermiti, gli ascessi interdigitali e l’intertrigine.

Sono particolarmente penosi per i cani da caccia; compaiono in seguito a penetrazioni di piccoli corpi estranei nel piede o ad affezioni batteriche e micotiche dello spazio interditale.

Il cane si dimostra riluttante alla corsa soprattutto su terreni accidentati. al di là di questo inconveniente l’animale non presenta disturbi di carattere generale.

La guarigione incompleta e le recidive costringono talora a rinunciare all’utilizzazione venatoria dell’animale.

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Leishmaniosi, malattia micidiale per i cani

ZanzaraMa cos’è la Leishmaniosi? La leihsmaniosi una malattia grave che colpisce sia l’uomo che il cane, essa è causata da un piccolo parassita il flebotomo, simile a una zanzara ma leggermente più piccolo lungo circa 3 mm di provenienza dai paesi dell’area tropicale ma oramai diffusosi anche in tutti i paesi del bacino mediterraneo. Essa si trasmette attraverso la puntura di un flebotomo infetto che a sua volta ha già succhiato il sangue di un soggetto uomo o cane, già infetto.
Una volta contagiati, si rimane portatori a vita, in quanto le terapie attuali sono in grado di ridurre i sintomi ma non di portare alla completa guarigione.

Ecco perché può essere definita la peste dei cane, perché pur non essendo contagiosa è come se lo fosse poiché la trasmissione avviene attraverso la puntura di una zanzara: praticamente invisibile, incontrollabile, ingestibile.
La contrazione della malattia può presentare varie sintomatologie a seconda dei casi alcuni cani presentano lesioni cutanee perdite di sangue dal naso, dimagrimento. Se non curata in tempo, la leihsmania canina può portare alla morte dell’animale.

Come si manifesta la Leishmaniosi? Esistono due forme di leishmaniosi: cutanea e viscerale. La cutanea si manifesta con dermatiti che provocano vescicole e ulcere con relative cicatrici cutanee. La vescicolare, più grave, può colpire i reni con formazione di glomerulonefrite; il fegato con epatite cronica e scarsa capacità ematica; Il cuore con miocarditi; l’apparato digerente con scarsa capacità di assorbimento dei nutrimenti. I sintomi più evidenti sono: perdita di peso e di appetito, perdita di pelo soprattutto sulla testa, lesioni cutanee, febbre, scolorimento delle mucose, problemi renali che portano il cane a bere e urinare molto, stanchezza, sonnolenza, perdita di interesse agli stimoli e la crescita spropositata delle unghie e la zoppia apparentemente immotivata.

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