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Per Natale adotta un cucciolo con il WWF

Panda

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E’ partita la campagna delle adozioni promossa da WWF Italia volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importante tema della salvaguardia delle specie animali a rischio estinzione.

Per partecipare al progetto basta collegarsi al sito WWF ed accedere all’apposita sezione dedicata alle adozioni: sarà possibile scegliere tra un’ adozione semplice, l’ adozione con peluche (anche multipla) e l’ adozione digitale.

Adozione semplice: consente di personalizzare il certificato di adozione con il proprio nome o il nome del destinatario del regalo, ricevere la scheda informativa sulla specie adottata e una lettera di Fulco Pratesi (Presidente Onorario di WWF Italia). Nel kit è compreso un adesivo della specie scelta e il planisfero che evidenzia tutte le aree critiche del mondo dove il WWF potrà intervenire grazie al programma adozioni;

Adozione con peluche: comprende tutto quello già previsto per l’adozione semplice, più il peluche della specie adottata. Scegliendo la tipologia di adozione multipla, inoltre, l’impegno si moltiplica X 3  grazie alla formula di adozione TRIO che consente di adottare tre animali per ogni specie prescelta (asiatica, polare, africana, italiana);

Adozione digitale: annulla l’impatto sull’ambiente della propria adozione e consente di ricevere in regalo il wallpaper, lo screensaver e la firma digitale direttamente sul proprio pc. L’adozione digitale è disponibile anche nella versione ‘I WWF YOU’ : un regalo davvero speciale per festeggiare non solo il Natale, ma tutte le ricorrenze più importanti.

Attualmente sono migliaia le specie animali che rischiano di estinguersi a causa dell’uomo e dell’impatto negativo prodotto dall’attività umana sulla natura. Per non parlare del commercio illegale di pellicce, del bracconaggio (che si infiltra anche nei parchi nazionali) e del vergognoso fenomeno del contrabbando di cuccioli strappati al loro habitat naturale per essere venduti illegalmente. Fermare tutto questo è possibile grazie al nostro contributo: un dono speciale da mettere sotto l’albero di Natale per noi o per i nostri cari.

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Apertura anticipata

Caccia

Caccia

Caccia, apertura anticipata. Il wwf: “Si rischiano gravi danni alle specie”

“I giorni di fine estate sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo”

La stagione di caccia inizia nel peggiore dei modi ancora una volta le esigenze di tutela della fauna vengono sacrificate dai nostri politici per soddisfare le richieste del mondo venatorio. Ad affermarlo è Guido Scoccianti, responsabile del Settore Caccia del WWF Toscana, contrario all’apertura anticipata della stagione venatoria, approvata oggi dalla Regione. “I giorni di fine estate – continua Scoccianti – sono un periodo critico nella biologia di molte specie selvatiche e l’apertura della caccia in questo periodo determina gravi danni alle specie oggetto di prelievo e anche a tutte le altre, soggette a disturbo e a possibili abbattimenti”.

A criticare la preapertura, ci sarebbe accanto a Wwf anche il mondo scientifico, che “da sempre indica in questo tipo di caccia un elemento critico. In particolare per quanto riguarda gli anatidi (germano reale, alzavola, marzaiola), l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale anche in un suo recentissimo documento, che dovrebbe costituire le linee guida per i calendari venatori delle Regioni, ha indicato come assolutamente da non consentire l’apertura anticipata ai primi di settembre.”

La caccia ai primi di settembre – si legge in un comunicato dell’associazione – va ad incidere su un periodo in cui tutta la fauna selvatica è in genere messa in difficoltà da condizioni ambientali non facili di fine estate e nel quale non tutti i giovani dell’anno sono ancora completamente indipendenti (e in particolare quest’anno, per le condizioni climatiche verificatesi, si è avuto significativi ritardi nel periodo riproduttivo)”. Inoltre, si aggiunge “non essendo ancora giunti i contingenti migratori dal nord, si concentra sui soggetti che nidificano sul nostro territorio e che sono quindi di particolare importanza per la nostra fauna”.

Per quanto riguarda le anatre, infine la nuova apertura ricadrebbe “in un periodo in cui parte delle femmine non hanno ancora completato la muta e possono avere difficoltà di volo” e comporterebbe “un impatto indiretto (disturbo) e anche diretto (possibili atti di bracconaggio) sulle tante specie protette che in questo periodo stanno iniziando il lungo volo migratorio e ancora si trovano sul nostro territorio”.

“E se a qualcuno – prosegue il documento – viene da chiedersi come mai la Regione approvi il 30 agosto una pratica che avrà inizio solo 2 giorni dopo (il 1° settembre), la risposta è presto trovata: i nostri amministratori sanno bene quanto una deliberazione di questo tipo sia caratterizzata da vizi di legittimità (proprio per la mancanza di quei dati e di quei pareri tecnici positivi che sarebbero necessari per norma nazionale) e con un’approvazione così a ridosso delle date di effettuazione del prelievo intendono mettersi al riparo dall’intervento delle Associazioni ambientaliste con possibili ricorsi al TAR volti far valere la giusta applicazione delle leggi vigenti (ricorso che ovviamente non può ottenere discussione nell’arco di 48 ore). E’ questo il modo di portare avanti una corretta politica di gestione della fauna selvatica e dell’ambiente?”.

Fonte

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Caccia: via i limiti, è aperta tutto l’anno

Caccia agli uccelli(ASCA) - Caccia agli uccelli migratori e altre specie consentita tutto l’anno: e’ il blitz messo a segno stamane al Senato con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 38 della legge Comunitaria, che cancella i paletti finora stabiliti sui calendari venatori.

Durissima la reazione delle associazioni ambientaliste che gia’ da ieri avevano annusato il rischio e lanciato l’allarme, inviando anche un appello al presidente Berlusconi ”perche’ fermasse la strage”, ma anche del ministro Prestigiacomo che in un secco comunicato affema di considerare ”grave l’approvazione al Senato dell’emendamento”, quando ”ieri su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un’intesa fra persone per bene di cui erano garanti il Ministro Ronchi e il relatore. Giudico quanto accaduto in aula un grave colpo di mano”.

La maggioranza al Senato, votando l’articolo 38 della legge comunitaria, ha detto si’ alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilita’ di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione”, ha denunciato il senatore Pd Roberto Della Seta e la collega Poretti gli ha fatto eco sottolineando come ”L’art. 38 produca l’effetto paradossale che invece di limitare e sanare le procedure di infrazioni in sede di Unione Europea, ne crea di nuove!”.

Sull’Italia, infatti, pende un pesante contenzioso con l’Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria a causa dell’enorme quantita’ delle deroghe che hanno portato a configurare, secondo l’UE, una violazione dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori.

Per stabilire il calendario della stagione venatoria, viene comunque specificato nell’emendamento votato in Aula, sara’ obbligatorio acquisire il parere preventivo dell’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) ”ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche”.

Critiche arrivano anche da numerosi esponenti della maggioranza stessa, mentre da piu’ parti si chiama alla mobilitazione.

Gli italiani non vogliono la caccia ma il Governo fa finta di niente”, denuncia il WWF con alla mano le cifre di un sondaggio dell’Ipsos che rivela come ”solo 1 italiano su 10 e’ favorevole alla caccia. Il maschio adulto italiano e’ fortemente contrario a imbracciare la doppietta, alle donne e ai giovani sparare agli animali pare un’inutile crudelta’. Un sondaggio commissionato a IPSOS dal WWF e altre associazioni a febbraio 2009 parlava chiaro: il 69% degli interpellati e’ ”fortemente contrario” alla caccia, il 10% ”favorevole”, ”neutrale” il 21%. Del resto nel Paese i cacciatori rappresentano uno sparuto gruppo e il loro numero si e’ piu’ che dimezzato dagli anni ’70 passando da 1.800.000 a meno di 800.000”. Sparuto, ma – avverte il WWF – ormai ”dotato di armi hi-tech come fucili semiautomatici, puntatori laser, ricetrasmittenti, mimetiche e in qualche caso, come denunciato dalle guardie venatorie del WWF, anche kalashnikov”.

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