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1° Dog Day – Memorial Andrea Arcangeli Conti

Dog Day

Dog Day

Domenica 12 settembre 2010 a Monteluco

Domenica 12 settembre 2010, presso il prato piccolo di Monteluco a Spoleto, si svolgerà il 1° Dog Day Memorial Andrea Arcangeli Conti, organizzato dal Comune di Spoleto e dall’associazione A.L.A. onlus; una sfilata canina aperta a tutti, cani meticci e non.

Si tratta di una gara dove bellezza e il pedigree non contano: conta solo la simpatia e l’amore tra l’uomo e il suo migliore amico: una giuria di esperti valuterà i concorrenti che sfileranno facendo affrontare al proprio cane un semplice percorso ad ostacoli, i vincitori saranno premiati con delle medaglie; inoltre saranno assegnate medaglie speciali (vincitore assoluto, al più simpatico, al più somigliante al padrone, al più grasso ecc.).

La giornata è intitolata ad Andrea Arcangeli Conti: tutti gli spoletini conoscono la vicenda del ragazzo che, anni fa, perse la vita sulla Flaminia per salvare un cane agonizzante in mezzo alla strada, un raro esempio di civiltà, un gesto estremo nei confronti di animali che di solito subiscono ben altri trattamenti.

L’iscrizione è di 7 €, a tutti i partecipanti verrà distribuito un pacco dono e il ricavato sarà devoluto interamente al Canile Municipale di Spoleto; sono ammessi un massimo di 60 concorrenti.

Il programma della giornata, che inizia alle ore 15.00 con l’iscrizione dei concorrenti, prevede anche un’esibizione di Agility Dog da parte di Annalisa, Albano e i loro Pastori Australiani; a fine manifestazione è previsto un piccolo ristoro offerto dagli esercenti di Monteluco.

In caso di pioggia, l’iniziativa sarà rinviata alla domenica successiva.

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Sheepdog

sheepdog

Sheepdog

Da tempi immemorabili, in libri e documenti si trova traccia di notizie su un cane nero da pastore che operava nelle campagne inglesi, se ne parla nelle compravendite di greggi, dove il gregge veniva venduto “with a black sheep dog“, negli atti notarili delle proprietà dove, nell’elenco dei beni erano citati gli animali da reddito: pecore, cavalli, vacche, maiali e gli sheep dog, dando ad essi un valore che normalmente a quell’epoca i normali cani da fattoria non avevano di certo. Questo a dimostrare l’incredibile utilità di questi cani nel tipo di allevamento semibrado degli ovini e dei bovini in quei territori.
La Gran Bretagna e l’Irlanda hanno uno sviluppo territoriale in cui, per la situazione climatica, è praticamente impossibile sviluppare qualsiasi altro tipo di coltura agricola oltre che il pascolo e pertanto immense greggi, allevate quasi esclusivamente per la carne e la lana e che quindi non necessitano delle costanti cure dell’uomo, da sempre sono state lasciate pascolare sulle Highlands, nei Downs e nei Moors (vaste aree disabitate, brughiere battute dai venti, ricche di acqua), dove vivevano assolutamente libere per la maggior parte dell’anno.

A noi, abituati ai nostri territori sovraffollati, ancora oggi fa effetto vedere quelle miriadi di puntini bianchi sparsi sulle hills in completa libertà!!! Figuriamoci nel 1600, 1700, 1800 come doveva essere…
Le pecore, ovviamente appartenevano a diversi proprietari ed erano marcate con colori diversi o con tagli all’orecchio per riconoscerle. Naturalmente, non essendo mai maneggiate ed avvicinate dall’uomo, esse sviluppavano un carattere selvaggio e libero, oltre che una robustezza a tutta prova. Immaginate quindi quale grande problema deve essere stato per i pastori radunarle le 2 – 3 volte l’anno in cui andavano tosate, dovevano nascere gli agnelli o dovevano essere divise per gruppi, da macello o da riproduzione e inoltre essere divise tra i vari proprietari, in territori marci d’acqua, su rocciose colline dove nemmeno a cavallo si poteva arrivare. Nulla sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei cani.

Ma la necessità aguzza l’ingegno e quegli antichi pastori cominciarono a selezionare le razze in loro possesso – quali non si sa, c’è chi dice un antico tipo di collie, cani da caccia (setter, springer, levrieri??) – ma cercavano un cane che avesse velocità e coraggio, grande obbedienza, un’intelligenza unica e una resistenza a tutta prova, il Border Collie, quindi. Border perché le regioni in cui questo cane si è sviluppato erano ai confini tra Scozia e Inghilterra (confine = border, in inglese) e lì cominciò ad apparire questo straordinario soggetto con l’occhio ipnotico del lupo, ma con la docilità del cane, che per giornate intere, sotto qualunque tempo, correva su e giù per le colline a spingere verso gli uomini le selvagge pecore che scappavano dappertutto. Ovviamente, con questa vita si è creata una selezione naturale fantastica, quegli uomini vivevano di pecore e pertanto tutti i cani deboli, malati, scarsamente intuitivi, non affidabili, mordaci, paurosi, venivano brutalmente eliminati. La ben nota attitudine gregaria delle pecore, faceva sì che l’errore di un cane potesse magari precipitare un intero gregge in un burrone, mettendo una famiglia alla fame, quindi gli errori non erano ammessi assolutamente!!!

E da questa selezione, da questa vita durissima a fianco di uomini duri quanto loro, si è sviluppato un cane unico al mondo, con un’intelligenza umana ed un desiderio di compiacere il padrone che ha dell’incredibile. Va da sé che i migliori di loro avessero, per chi li possedeva un valore immenso e va da sé immaginare nei fumosi pub dove gli uomini si radunavano alla fine delle loro faticose giornate, che le discussioni davanti ad un boccale di birra fossero sulle pecore e sui cani ed è quasi certo che, vista la passione degli inglesi per le scommesse, sia nata qualche sfida per sapere chi avesse il cane migliore e la domenica, su un campo vicino, sia stato preparato un percorso che simulasse il lavoro di tutti i giorni ed i vari pastori e fattori abbiano iniziato a gareggiare per dimostrare che il loro compagno era il migliore di tutti.

E di domenica in domenica, da quella prima gara in una località di cui non si conosce il nome, le competizioni si sono allargate a macchia d’olio, interessando e coinvolgendo sempre più persone, fino al 1873 quando a Bala, in Galles, si svolse la prima gara ufficiale di Sheepdog.

Da quel momento, questo gioco tra pastori è stato regolamentato ed ha subito svariate modificazioni, fino ad arrivare allo Sheepdog moderno, uno sport difficile e complesso ma bellissimo, ormai diffuso e praticato in tutta Europa, USA, Nuova Zelanda, Australia da questi grandi cani e anche da persone come me, che non facevo il pastore, ma che dal lavoro insieme ad un animale ho sempre tratto grande soddisfazione. E’ solo quando si riesce ad instaurare un rapporto quasi telepatico con il proprio cane, che si riesce a fargli condurre cinque pecore ribelli da una distanza di 800-900 mt solo con l’ausilio di un fischietto, lungo un percorso stabilito e non semplice, con calma e concentrazione e senza fare alcun male alle pecore, che le emozioni che si vivono diventano indimenticabili.
Questo è lo Sheepdog, riuscire a entrare nell’anima di un cane.

Fonte

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Ferma con noi la caccia selvaggia

Caccia

caccia

DICIAMO NO A CACCIA SELVAGGIA!

Signor Presidente del Consiglio,

giovedì 28 gennaio 2010 il Senato della Repubblica ha approvato un ingannevole articolo della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione di caccia attualmente previsti dalla legge (1° settembre – 31 gennaio).
Se nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovesse confermarlo e trasformarlo in legge, la stagione venatoria potrebbe svolgersi anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, estendendosi al mese di agosto –con i piccoli uccelli ancora in dipendenza dei genitori e migliaia di persone in vacanza- e al delicato mese di febbraio, quando i migratori affrontano il difficile viaggio verso il nord Europa, dove si riprodurranno.
Il paradosso, signor Presidente, è che la legge Comunitaria dovrebbe servire al nostro Paese per sanare le tante infrazioni europee commesse sulla caccia e la mancata tutela della natura.
L’Europa ci accusa di cacciare troppo, di abusare delle deroghe alla normativa, di proteggere poco i migratori e gli habitat naturali.
L’Italia, al contrario, risponde aumentando le concessioni alla caccia, con grave danno alla natura ma anche ai cittadini, costretti, per via di un articolo del Codice Civile (il n. 842), a tollerare i cacciatori nei propri terreni senza potersi opporre.
Ma l’articolo 43 della legge Comunitaria non è l’unico pericolo in atto.
C’è il Disegno di legge Orsi, ci sono continui blitz in Parlamento, ci sono le proposte della caccia a 16 anni, dell’utilizzo dei piccoli uccelli come richiami vivi o zimbello, della caccia alle oche e ai fringuelli e altro ancora.
In atto, signor Presidente, c’è un vero e proprio tentativo di caccia selvaggia.
La nettissima maggioranza degli italiani non lo vuole! Non vuole caccia, piombo, fucili.
Nell’anno internazionale della Biodiversità, noi desideriamo più rispetto per gli animali, più tutela per la natura, più sicurezza e serenità per le persone.
Le chiediamo, signor Presidente, di impedire tutto questo.
Di impegnarsi in prima persona per cancellare l’articolo 43 della legge Comunitaria e fermare, definitivamente, ogni tentativo di “caccia selvaggia”.

La natura è la nostra vita! Le chiediamo di difenderla.

Firma la petizione

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Cani da guardia

Dobermann

Dobermann

Compito del cane da guardia è quello di tenere lontano gli estranei che minacciano in maniera evidente il padrone o sono malintenzionati ad attaccare una proprietà; è un compito istintivo che il cane esercita, in linea generale, mediante l’abbaio che ha il duplice scopo di avvertire il padrone e di scoraggiare l’estraneo.

Pur se il cane, per sua natura, è fornito dell’istinto della guardia, è opportuno che per lo svolgimento di tale compito, il nostro amico a quattro zampe venga opportunamente addestrato allo scopo di rendere il cane più sicuro ma, soprattutto, non essere costretti a sopportare qualche dispiacere per l’intemperanza del cane.

Affinché il cane possa essere addestrato nel migliore dei modi, sono necessari due comportamenti propedeutici: l’ubbidienza e il rifiuto di cibo offerto da estranei o rinvenuto per terra.

Fare la guardia però, non significa difendere la proprietà dagli intrusi, significa dare unicamente l’allarme in caso di intrusione. Questa fondamentale regola, ci suggerisce che, se dovessimo lasciare il cane a fare la guardia da solo, non sarebbe in grado di dare l’allarme, non potrebbe avvertire nessuno, si troverebbe a difendere la proprietà da eventuali intrusi senza armi adeguate e senza vie di fuga.

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Addestramento del cane da tartufo

Tartufi

Tartufi

Un cucciolo, subito dopo essere venuto alla luce, riesce a intercettare la mammella della madre, raggiungendola, per consumare il suo primo pasto in questo mondo.
Tale atteggiamento, oltre gli istinti riflessi e\o condizionati, ci fanno capire che l’olfatto del cane è già sviluppato fin dalla nascita.
Con la crescita del cucciolo, questo senso, sarà sempre più sviluppato fino a raggiungere un’ apice.
Il cucciolo appena svezzato dalla madre è pronto per l’addestramento.

Per addestrare un cane alla ricerca del tartufo, la migliore cosa da fare è rivolgersi ad un esperto addestratore. Nel caso in cui foste impossibilitati a trovarne uno nella vostra zona, potreste sempre provarci da soli e con un po’ di pazienza chissà che non riusciate a fare del vostro cane un perfetto campione!

Il cane da tartufi è un cane addestrato e l’addestramento inizia in genere durante la stagione dei tartufi somministrando al cane piccoli pezzetti del tubero profumato al fine di abituarlo all’odore specifico.

Si procede, in un secondo tempo, con il sotterramento, prima a fior di terra e, poi, più profondamente, di pezzetti di tartufo che il cane, invitato alla “cerca” e corredato delle preliminari istruzioni, dovrà scovare per ricevere un saporitissimo bocconcino premio.

Per addestrare bene un cane da tartufi e per conquistare le sue simpatie si deve procedere con pazienza, estrema dolcezza e amore, premiandolo con generosità; il cane eseguirà il suo lavoro con gioia quasi fosse per lui un gioco da fare con il suo padrone.

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Victoria Stilwell

Victoria Stilwell

Victoria Stilwell

Victoria Stilwell (Wimbledon, 1969) è una addestratrice e scrittrice inglese.

Addestra cani di ogni razza ed età e la filosofia di addestramento che usa si basa sulla ricompensa e la comunicazione con il proprio cane e condivide questa sua disciplina in un programma televisivo intitolato Basta! Io o il cane in onda sul canale satellitare del gruppo Discovery Networks Europe, Animal Planet.

È inoltre uno dei guidici del programma televisivo Greatest American Dog che va in onda sul canale americano CBS.

All’inizio degli anni novanta Victoria comincia come addestratrice di cani da compagnia. Grazie alla sua straordinaria capacità di successo in questo lavoro, comincia a focalizzare la sua attenzione nella formazione di cani da lavoro con alcuni dei più famosi e autorevoli addestratori britannici. Si trasferisce in America con suo marito Van Zeiler e con lui da vita a diverse società di formazione per cani nella costa orientale, diventando uno dei più ricercati addestratori. Una delle peculiarità del suo lavoro è la riabilitazione del comportamento e per questo organizza seminari per la formazione in varie città come New York e Atlanta. In questi seminari Victoria insegna ai possessori di cani ad utilizzare metodi di formazione positiva per il cane, consentendo all’animale di imparare ed aumentare la fiducia verso i padroni, contrariamente a quello che succede con un addestramento in cui si usa la forza.


Victoria Stilwell
collabora con i gruppi di soccorso e di adozione canina di tutto il mondo tra cui la Paws Atlanta, la Stray From The Heart (New York), la Hong Kong Dog Rescue e la Greyhound Rescue of West England. Collabora e sostiene la Wisconsin Puppy Mill Project, un’organizzazione che si occupa di incrementare la consapevolezza sulla crudeltà dell’allevamento dei cani a puro scopo di lucro. Ha inoltre lavorato come volontario per la ASPCA: The American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Associazione Americana per la prevenzione della crudeltà sugli animali). Oltre a queste esperienze, Victoria appare in numerosi talk-show come esperta addestratrice.

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